• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08133 [Rispetto dei diritti dei migranti]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08133 presentata da EMMA BONINO
mercoledì 5 settembre 2012, seduta n.788

BONINO, PORETTI, PERDUCA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il giudice di pace della prima sezione di Palermo, avvocato Maria Luisa Cosentino, ha accolto in data 10 agosto 2012 l'opposizione proposta da Abdelmoula Mehdi, con il ricorso depositato il 19 luglio 2012 avverso al decreto di respingimento del Questore di Palermo, annullandolo quando era stato già eseguito, con conseguenze per la moglie dell'espulso, residente regolarmente a Mazara del Vallo (Trapani), che a seguito al trauma per l'espulsione del marito ha finito per perdere il bambino di cui era incinta;

tale ordinanza conferma come alcune prassi di polizia in frontiera non siano ancora superate, in violazione e falsa applicazione dell'art. 19, comma 2, lettera d), del decreto legislativo n. 286 del 1998 (recante testo unico dell'immigrazione), e come spesso si sia in presenza di difetto di istruttoria e carenza di motivazione;

considerato che:

i respingimenti alla frontiera, come la situazione dei centri di detenzione amministrativa, sono da tempo oggetto di attenzione da parte della Commissione europea;

esiste un preciso diritto/dovere al controllo, da parte del giudice di pace, sulla legittimità del provvedimento di allontanamento forzato, ed alle modalità ed ai tempi del trattenimento amministrativo in vista del respingimento differito (art. 10, comma, 2 del decreto legislativo n. 286 del 1998) o dell'espulsione (art. 13 e 16). Il provvedimento di espulsione, al pari del decreto di respingimento differito, deve avere carattere individuale, e recare motivazioni specifiche per ciascun caso;

attraverso l'esercizio effettivo dei diritti di difesa si tratta anche di evitare che possano essere violati i divieti di respingimento e di espulsione stabiliti dall'art. 19 del testo unico, o che vengano espulsi immigrati irregolari che abbiano familiari regolarmente residenti in Italia, senza un'adeguata ponderazione del diritto all'unità familiare, come previsto dall'art. 8 della Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell'uomo;

l'art. 19, comma 2, lettera d), dispone che "Non è consentita l'espulsione, salvo che nei casi previsti dall'articolo 13, comma 1, nei confronti: a) degli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore a l'affidatario espulsi; b) degli stranieri in possesso della carta di soggiorno, salvo il disposto dell'articolo 9; c) degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge, di nazionalità italiana; d) delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono";

con la sentenza 376/2000 della Corte costituzionale l'inespellibilità per gravidanza in corso è stata estesa anche al marito convivente,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda, come contributo alla chiarezza e per superare la frammentarietà e disorganicità delle normative nel rispetto delle norme e recenti sentenze nazionali ed europee, fornire istruzioni inequivocabili e categoriche ai prefetti ed ai questori per il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti anche se giungono irregolarmente alla frontiera italiana.

(4-08133)