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Atto a cui si riferisce:
C.4/07031 [Consentire la retribuzione per la l'attività effettivamente espletata dagli equipaggi navali]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 7 agosto 2012
nell'allegato B della seduta n. 678
All'Interrogazione 4-07031 presentata da
PIERFELICE ZAZZERA
Risposta. - Ai sensi delle vigenti disposizioni, il compenso forfettario di impiego (CFI) è finalizzato a remunerare esclusivamente l'impegno del personale non dirigenziale (da tenente colonnello a militare di truppa) in esercitazioni e operazioni prolungate e continuative.
In merito al quantum spettante, si precisa che l'importo giornaliero si differenzia in funzione del grado del militare e del giorno della settimana di attività, con una precisa distinzione in termini finanziari tra i giorni feriali, il sabato ed i festivi.
L'introduzione di una speciale indennità finalizzata a compensare l'attività di servizio in navigazione - quando le attività si susseguono senza interruzioni, imponendo al personale vincoli e limiti che rendono problematica l'applicazione delle disposizioni sull'orario di servizio e sullo straordinario ad esso connesso - è stato un obiettivo che la Marina ha fortemente perseguito negli anni.
Nel 2001, la necessità di una speciale indennità è stata concettualmente recepita e, successivamente, consolidata con il provvedimento di concertazione del 2002 (decreto del Presidente della Repubblica n. 163 del 2002), che ha previsto il compenso forfettario di impiego, ai sensi della legge istitutiva n. 86 del 2001, per remunerare esclusivamente le esercitazioni/operazioni militari caratterizzate da particolari condizioni di impiego oltre il normale orario di lavoro, che si protraggono senza soluzione di continuità per almeno 48 ore.
La norma istitutiva all'articolo 3, comma 4, della legge menzionata prevede che «Il personale può essere impegnato nelle attività di cui al comma 1 fino ad un massimo di centoventi giorni l'anno e per non più di dodici ore giornaliere, salvo il verificarsi di comprovate ed inderogabili esigenze di carattere operativo. Durante lo svolgimento delle predette attività devono essere garantiti al personale il recupero delle energie psicofisiche e comunque la fruizione di adeguati turni di riposo».
Il successivo comma 5 stabilisce, invece, che il compenso forfettario di impiego è da intendersi quale «indennità sostitutiva per il compenso per il lavoro straordinario e del recupero compensativo ...» da attribuire «nell'ambito delle risorse ad essa assegnate...».
Annualmente, in base alle esigenze rappresentate, lo Stato maggiore della Difesa provvede a ripartire tra le Forze armate le risorse rese disponibili sul relativo capitolo dalla legge di bilancio.
Anche se l'attribuzione delle risorse condiziona sia la fase di pianificazione e di programmazione delle attività, sia quella di condotta delle operazioni/esercitazioni, va sottolineato che il compenso forfettario di impiego è solo uno degli strumenti che possono essere utilizzati per compensare l'impegno profuso dal personale per le attività operative e addestrative.
Infatti, alla compensazione delle eccedenze orarie maturate rispetto al normale orario di lavoro concorre anche l'istituto dello straordinario nelle due forme: quella del recupero e quella remunerativa.
Tale istituto è l'unico previsto per il personale dirigente, al quale non compete l'attribuzione del CFI.
Va osservato che le richiamate potenzialità remunerative si sono attenuate negli anni, in quanto l'ammontare delle risorse finanziarie complessivamente disponibili per l'esigenza è stato oggetto di una costante riduzione, dovuta, per quanto ha tratto con l'istituto dello straordinario, anche all'incremento delle retribuzioni orarie, che ha determinato una contrazione dell'entità complessiva del monte ore al quale attingere.
Si assicura, ad ogni buon conto, che lo Stato maggiore della Marina ha provveduto a sanare ogni pendenza riferita al CFI maturato dal personale per l'attività svolta nel 2009. Ciò è stato possibile attraverso una rimodulazione dello stanziamento in ambito interforze, operata a cura dello Stato maggiore della Difesa, che ha permesso il recupero delle residue risorse finanziarie.

Il Ministro della difesa: Giampaolo Di Paola.