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Atto a cui si riferisce:
C.4/15564 [Iniziative a sostegno delle piccole e medie imprese specie del Nord-est]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 7 agosto 2012
nell'allegato B della seduta n. 678
All'Interrogazione 4-15564 presentata da
GIANPAOLO DOZZO
Risposta. - Gli interroganti chiedono di conoscere se il Ministro dello sviluppo economico intenda adottare seri e non più procrastinabili provvedimenti per la difesa e il sostegno delle piccole e medie imprese anche attraverso l'adozione di iniziative volte a garantire il rispetto dei termini di pagamento, a favorire l'apertura ed il mantenimento delle linee di credito, a prevedere la possibilità di compensare i crediti con i debiti.
Si premette che la specificità della crisi economica che sta attraversando il sistema Italia all'interno di una crisi generalizzata a livello europeo ma anche a livello internazionale comporta una serie di scelte economico-sociali della materia trattata che realizzino una convergenza tra le esigenze di sviluppo e competitività dell'Italia con le stesse esigenze sentite fortemente anche a livello europeo di trovare soluzioni comuni e condivise per il rilancio di uno sviluppo complessivo della zona euro.
Per quanto di competenza, il Ministero dello sviluppo economico rappresenta quanto segue.
Il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, contiene, all'articolo 35 «Misure per la tempestività dei pagamenti per l'estinzione dei debiti pregressi delle amministrazioni statali nonché disposizioni in materia di tesoreria unica», una serie di azioni volte ad accelerare il pagamento dei crediti commerciali da parte dello Stato connessi a transazioni commerciali per l'acquisizione di servizi e forniture.
In particolare, sono previste risorse aggiuntive ai fondi speciali per la reiscrizione dei residui passivi perenti di parte corrente e di conto capitale, di cui all'articolo 27 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, integrati rispettivamente degli importi di euro 2.000 milioni e 700 milioni per l'anno 2012, mediante riassegnazione, previo versamento all'entrata del bilancio dello Stato per il medesimo anno, di una corrispondente quota delle risorse complessivamente disponibili relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta, esistenti presso la contabilità speciale 1778 «Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio».
I crediti maturati alla data del 31 dicembre 2011, su richiesta dei soggetti creditori, possono essere estinti, in luogo del pagamento disposto, con le risorse finanziarie su evidenziate, anche mediante assegnazione di titoli di Stato nel limite massimo di 2.000 milioni di euro. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze saranno definite le caratteristiche dei titoli e le relative modalità di assegnazione.
Ai fini dell'estinzione dei crediti per spese relative a consumi intermedi, maturati nei confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2011, il cui pagamento rientri, secondo i criteri di contabilità nazionale, tra le regolazioni debitorie pregresse e il cui ammontare è accertato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, è altresì incrementato, per l'anno 2012, di un importo di euro 1.000 milioni, il fondo di cui all'articolo 1, comma 50, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, mediante rassegnazione, previo versamento all'entrata del bilancio dello Stato di euro 740 milioni delle risorse complessivamente disponibili relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta, esistenti presso la contabilità speciale 1778 «Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio», e di euro 260 milioni mediante utilizzo del risparmio degli interessi derivante dal comma 9 dell'articolo 35 in questione.
Si fa presente inoltre che, con riferimento all'attuazione della direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento, l'atto Senato AS 3129, in corso di esame in Commissione, reca disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità europea (Legge comunitaria 2011); in particolare l'articolo 12, prevede che il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per dare attuazione alla direttiva 2011/7/UE sulla base dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a), b), c), e), f), g), e h) della summenzionata legge comunitaria, nonché di ulteriori principi e criteri direttivi quali l'individuazione di modalità applicative della direttiva 2011/7/UE, l'individuazione di una disciplina transitoria relativa ai pagamenti delle imprese che vantano crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, l'adeguamento delle procedure contabili in materia di flessibilità di bilancio e il rafforzamento della programmazione dei flussi di cassa.
Infine si rammenta che lo Statuto delle imprese è divenuto legge lo scorso 11 novembre legge n. 180 del 2011, pubblicata sulla Guri del 14 novembre 2011, n. 265.
Il provvedimento sottolinea la forte attenzione del Governo verso le imprese di piccole e piccolissime dimensioni. Recependo quanto indicato nello Small business act (Sba) adottato a livello comunitario, la legge definisce un vero e proprio Statuto delle micro, piccole e medie imprese (Mpmi) e prevede tra le sue finalità il sostegno per l'avvio di nuove imprese e la valorizzazione del potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle Mpmi stesse.
La norma dispone alcune semplificazioni importanti soprattutto per le micro imprese, come ad esempio il divieto di introdurre nuovi oneri se non compensati da contestuali «alleggerimenti» o la possibilità di sostituire le verifiche delle autorità competenti con certificazioni rilasciate da enti autorizzati.
Il provvedimento, inoltre, reca varie disposizioni sulle politiche pubbliche riguardanti le Mpmi. Nelle more del riordino del sistema degli incentivi ex lege n. 99 del 2009 (prorogato fino al prossimo giugno) ed al fine di garantire la competitività delle micro, piccole e medie imprese e delle reti di impresa, lo Statuto riserva loro una quota minima del 60 per cento degli incentivi di natura automatica e valutativa, di cui almeno il 25 per cento destinato alle micro e piccole imprese.
Infine, lo Statuto istituisce presso il Ministero dello sviluppo economico, il Garante per le micro, piccole e medie imprese quale portavoce delle esigenze delle milioni di piccole e medie imprese italiane.
In merito al grave problema dei ritardi nei pagamenti relativi alle transazioni commerciali da parte delle grandi imprese nei confronti delle micro e piccole imprese sub-fornitrici, lo Statuto delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore, un decreto legislativo che recepisca la direttiva Ue 2011/7, la quale stabilisce il termine di 30 giorni per i pagamenti di merci e servizi forniti dalle imprese alla pubblica amministrazione e di 60 giorni per i pagamenti fra privati (salvo diversi accordi contrattuali). Quest'ultimo intervento è volto a contrastare gli effetti negativi della posizione dominante di imprese sui propri fornitori o sulle imprese sub-committenti, in particolare nel caso in cui si tratti di micro, piccole e medie imprese. Lo Statuto, inoltre, prevede che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato possa procedere ad indagini ed intervenire in prima istanza con diffide e comminare sanzioni relativamente a comportamenti illeciti messi in atto da grandi aziende.
Relativamente al Fondo di garanzia, il Governo è consapevole dell'importante ruolo da questo svolto soprattutto nei confronti delle Pmi in crisi di liquidità. Il ricorso al Fondo è stato massiccio: in particolare, dall'inizio del 2010 alla fine di settembre 2011, le operazioni accolte sono state più di 92 mila (di cui oltre 42 mila nei primi nove mesi del 2011) attivando un ammontare complessivo di finanziamenti per 15,7 miliardi di euro (6,6 miliardi nei primi nove mesi del 2011). Pari a 8,8 miliardi di euro è stato lo stock dell'importo garantito (di cui 3,6 milioni nel solo 2011).
Si fa presente che in considerazione del rilevante ruolo rivestito dalle micro, piccole e medie imprese nel sistema economico nazionale, già dal marzo 2010 è stato istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il «tavolo permanente Pmi», cui partecipano le principali associazioni di categoria, comprese quelle del comparto artigiano, le rappresentanze delle regioni e dei comuni, il sistema delle Camere di commercio, la Presidenza del Consiglio dei ministri, Abi, Istat ed esperti dei principali centri studi di rilevanza nazionale.
Il tavolo permanente Pmi è «un punto di riferimento e di ascolto atto a rilevare esigenze e fenomeni di cambiamento delle micro, piccole e medie imprese nel nostro Paese», con il compito di analizzare i principali fattori di debolezza strutturale del nostro sistema produttivo e di avanzare proposte operative di policy per sostenere il mondo delle micro, piccole e medie imprese.
Nel 2011 il tavolo ha avviato un percorso di approfondimento di alcune tematiche ritenute «prioritarie» per le Mpmi («reti d'impresa»; «finanza e credito»; «indicatori statistici»; «trasmissione e successione d'impresa»). Tale percorso intende proseguire nel 2012, non solo per rispondere ad emergenze di carattere congiunturale, ma anche e soprattutto per individuare azioni ed iniziative volte a risolvere i nodi strutturali delle nostre micro e piccole imprese.
Si ricorda infine che a maggio di questo anno (22 maggio 2012) è stato presentato il pacchetto di iniziative predisposto dal Governo che disciplina i rapporti di credito e debito tra Pubblica amministrazione e imprese fornitrici. Con il riacutizzarsi della crisi negli ultimi mesi, il pacchetto di iniziative governative si propone di fornire liquidità alle aziende mediante il supporto del sistema bancario o attraverso compensazioni di crediti e debiti nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Tali misure che constano di quattro decreti ministeriali sono un passo necessario di un percorso articolato in più step che porterà a diminuire nel futuro l'accumularsi di debiti commerciali attraverso una migliore programmazione, un rapporto reciprocamente cooperativo con il fisco e il recepimento della Direttiva sui ritardi di pagamento.
Nello specifico si vuole sottolineare che il pacchetto comprende quattro decreti:

a) due decreti di «certificazione», che riguardano la certificazione dei crediti scaduti nei confronti rispettivamente delle amministrazioni centrali (inclusi gli enti pubblici nazionali), immediatamente operativo, e uno per le regioni e gli enti locali, inclusi gli enti del servizio sanitario nazionale, che necessita del parere della Conferenza Stato-Regioni, che attuano l'obbligo per tutti gli enti della pubblica amministrazione a certificare gli eventuali crediti vantati dalle imprese. Con questa certificazione il fornitore potrà:

compensare il suo credito nei confronti di regioni e enti locali con debiti iscritti a ruolo alla data del 30 aprile 2012 per tributi erariali e per tributi regionali e locali nonché per contributi assistenziali e previdenziali e per premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali (decreto «compensazioni»);

ottenere un'anticipazione bancaria a fronte del credito certificato. L'anticipazione può essere assistita da una garanzia fino al 70 per cento da parte del Fondo centrale di garanzia (elevabile fino all'80 per cento in caso di apporto di risorse da parte delle regioni) e un importo massimo garantibile per singola impresa pari a 2,5 milioni di euro (il massimo consentito per legge);

fare una cessione, pro soluto o pro solvendo presso intermediari finanziari riconosciuti;

b) un decreto «compensazioni» che riguarda le compensazioni dovute a seguito di iscrizione a ruolo, in attuazione della legge n. 78 del 2010.

c) un decreto che riguarda il Fondo centrale di garanzia, che prevede agevolazioni per le imprese creditrici della Pubblica Amministrazione.

Il Ministro dello sviluppo economico: Corrado Passera.