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Atto a cui si riferisce:
C.4/15045 [Iniziative per la lotta alla concorrenza sleale nel settore delle ceramiche]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 7 agosto 2012
nell'allegato B della seduta n. 678
All'Interrogazione 4-15045 presentata da
ISABELLA BERTOLINI
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame, si rappresenta quanto segue.
Il Ministero segue con particolare attenzione, in materia di antidumping, il settore delle ceramiche ed è in stretto e costante contatto con l'associazione italiana del settore interessato, Confindustria ceramica.
Grazie alla piena collaborazione e al coordinamento con l'industria nazionale della ceramica, questa amministrazione ha esercitato una forte opera di persuasione in ambito europeo nei confronti degli altri Stati membri e della Commissione, ottenendo nel settembre del 2011 l'imposizione da parte della Unione europea di dazi antidumping verso l'importazione di piastrelle in ceramica provenienti dalla Cina (dazi tra 26,3 per cento e 69,7 per cento).
A seguito di questo importante risultato ottenuto nel settore delle piastrelle, che consente ai produttori europei di essere difesi dalla concorrenza sleale in dumping da parte dei concorrenti cinesi per almeno i prossimi 5 anni, l'industria europea della ceramica ha richiesto l'avvio di un nuovo procedimento antidumping verso le importazioni di ceramiche da tavola e da cucina provenienti dalla Cina.
Il 16 febbraio scorso l'Unione europea ha avviato ufficialmente il citato procedimento nei confronti anche di questo prodotto. L'indagine, che ha una durata massima di 15 mesi, mira a verificare tutti i requisiti necessari per l'imposizione dei dazi antidumping;

l'effettiva esistenza del fenomeno di dumping lamentato dai denunzianti;

l'esistenza del danno materiale sofferto dai produttori europei di ceramiche da tavola e da cucina;

l'esistenza di un nesso di causalità tra il dumping e il danno dei produttori europei;

l'accertamento che l'imposizione di dazi costituisca un beneficio complessivo per l'Unione europea (il cosiddetto test dell'interesse comunitario).

Occorre sottolineare che tali requisiti sono previsti non solo dalla normativa comunitaria - Regolamento 1225 del 2009 - ma anche dalle Regole del commercio internazionale stabilite dall'organizzazione mondiale del Commercio (con la sola eccezione del test dell'interesse comunitario).
La Commissione europea, che è l'organo competente per l'attuazione di tutta la fase investigativa, ha appena iniziato la propria attività di acquisizione di dati, informazioni e prove utili per verificare tutti i requisiti sopra citati. In tale fase sono previste visite di verifica degli ispettori comunitari presso alcune imprese produttrici europee, ma anche presso esportatori cinesi, al fine di verificare che le informazioni fornite dai privati siano corrette.
Al termine della fase investigativa la Commissione presenterà una proposta al Consiglio, che verrà accolta qualora non venga respinta da una maggioranza semplice di Stati membri, ossia di 14 Paesi.
Da parte italiana si conferma il massimo sostegno in difesa dell'industria nazionale e, come per il precedente caso delle piastrelle, si assicura il massimo impegno di questo Governo per sensibilizzare Stati membri e Commissione affinché si possa ottenere una maggioranza favorevole all'imposizione di dazi antidumping, sempre nel pieno rispetto della normativa comunitaria e dell'organizzazione mondiale del commercio.

Il Ministro dello sviluppo economico: Corrado Passera.