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Atto a cui si riferisce:
C.4/16553 [Sulla decisione di Italcementi di chiudere i due stabilimenti di Porto Empedocle e Vibo Valentia ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata mercoledì 8 agosto 2012
nell'allegato B della seduta n. 679
All'Interrogazione 4-16553 presentata da
GIANFRANCO MICCICHE'
Risposta. - Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in esame si fa presente quanto segue.
Gli interroganti chiedono di sapere se il Governo intenda intervenire urgentemente affinché sia bloccata la chiusura degli stabilimenti Italcementi di Porto Empedocle e Vibo Valentia e se il Governo ritenga di organizzare un incontro immediato presso la Presidenza del Consiglio, con la convocazione delle parti interessate, affinché Italcementi ritorni sui suoi passi ristrutturando l'azienda e conservando l'occupazione in Calabria e Sicilia.
Al riguardo si rappresenta che la produzione di cemento in Italia nel 2011 è stata di circa 33 milioni di tonnellate, confermando la posizione di primo produttore nell'area dell'Unione europea 27. La dinamica del mercato tuttavia evidenzia una situazione di difficoltà, con una diminuzione dei consumi interni del 29 per cento negli ultimi 4 anni e un eccesso di capacità produttiva installata stimata dall'associazione di categoria (AITEC) pari ai volumi prodotti da 12-15 cementerie a ciclo completo. Anche i dati congiunturali più recenti (gennaio-aprile 2012) mostrano una contrazione sia della produzione che dei consumi di circa il 25 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Fatta questa premessa, in relazione alla crisi della società Italcementi si evidenzia che, lo scorso 20 giugno, presso questa Amministrazione si è tenuta una riunione per discutere della Società Italcementi, alla presenza dell'Azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali (Regione Calabria e Sicilia, provincia di Agrigento, provincia di Catanzaro) in cui insistono i siti produttivi per cui la Italcementi, nell'ambito del suo piano di ristrutturazione, ha avviato il ricorso agli strumenti di CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) per cessazione (Porto Empedocle e Vibo Marina).
Durante la riunione l'azienda ha espresso i principali punti di criticità registrati nel settore negli ultimi anni, la riduzione della domanda, l'aumento delle importazioni e una sovraccapacità produttiva in continuo aumento, impongono alla stessa una riorganizzazione della propria presenza produttiva e per queste ragioni si è deciso, oltre alle misure già citate dagli interroganti, di chiudere i due siti produttivi.
Il Ministero, anche alla luce di quanto dichiarato dalle istituzioni presenti, circa la volontà di porre in essere misure di carattere infrastrutturale al fine di rendere competitivi i due stabilimenti, ha confermato che continuerà a monitorare la situazione e a fornire il proprio contributo per cercare soluzioni di natura industriale che tutelino l'occupazione nelle due aree coinvolte.
Il Ministro dello sviluppo economico ha quindi invitato l'azienda e le organizzazioni sindacali a trovare nelle sedi opportune, quindi alla Presidenza del Consiglio dei ministri, una soluzione per tutelare i lavoratori, a valle di tale confronto le parti verranno riconvocate per avviare la discussione di merito sul futuro produttivo dei due insediamenti anche con l'importante contributo offerto dalle istituzioni locali, dichiarando la piena disponibilità a partecipare ad un eventuale tavolo di confronto.

Il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico: Claudio De Vincenti.