• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05389/096 [Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05389/096presentato daBRATTI Alessandrotesto diMartedì 7 agosto 2012, seduta n. 678

La Camera,
premesso che:
la consapevolezza della centralità di una politica di tutela ambientale e sviluppo sostenibile, iniziata nel nostro Paese nel 1986 con l'istituzione del Ministero dell'Ambiente, si è progressivamente affermata anche grazie all'individuazione di nuovi Organismi tecnici detentori di una pluralità di competenze scientifiche e compiti operativi;
tra essi un ruolo di primo piano ricoprono L'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) previsto dal decreto legge n. 112 del 2008 convertito nella legge 133 del 2008, e le ARPA (Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente) istituite ai sensi del decreto legge n. 496 del 1993 convertito nella legge n. 61 del 1994, le quali hanno permesso, tra l'altro, di consolidare una rete di monitoraggio e controllo ambientale attenta alla specificità dei singoli ambiti territoriali di competenza;
in particolare le ARPA, presenti e attive in tutta la nazione, hanno acquisito in questi ultimi anni esperienza, professionalità e conoscenze riuscendo a svolgere, in una posizione di terzietà, un ruolo fondamentale di supporto tecnico dei vari soggetti istituzionali che detengono funzioni di amministrazione attiva nel settore ambientale;
alcune disposizioni contenute nel recente decreto legge in esame, ed in particolare l'articolo 9 comma 1, qualora non correttamente interpretate, potrebbero far ritenere, in maniera ultronea rispetto all'effettiva volontà del legislatore, che anche le Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente rientrino nel novero degli enti che potrebbero essere soppressi o accorpati o per i quali deve essere prevista una riduzione degli oneri finanziari non inferiore al 20 per cento;
certamente le ARPA non svolgono le funzioni di cui all'articolo 117 comma 3 lettera p) della Costituzione né comunque le funzioni amministrative di competenza di Comuni Province e Città metropolitane richiamate dal succitato articolo 9, comma 1 del decreto legge in esame;
in base ai princìpi di adeguatezza ed economicità dell'azione amministrativa difficilmente le funzioni ed i compiti, di natura eminentemente tecnica, finora esercitati dalle ARPA, potrebbero essere svolti da altri soggetti istituzionali (ed in particolare dagli Enti Locali) se non con un aggravio di costi e duplicazioni di strutture;
è in corso presso la Commissione Ambiente della Camera un proficuo esame di alcune proposte di legge che si pongono l'obiettivo prioritario di rafforzare il Sistema nazionale ISPRA-ARPA, razionalizzandone e attualizzandone il mandato istituzionale, e che sui principi fondamentali di tali proposte esiste un'ampia convergenza che ha consentito, nella seduta del 17 luglio 2012, l'adozione di un testo unificato (relatore Onorevole Tortolì);
risulta pertanto opportuno, pur nel doveroso rispetto delle esigenze di salvaguardia della finanza pubblica perseguite attraverso il decreto-legge n. 95 del 2012, preservare l'integrità delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente in attesa dell'approvazione di un riordino complessivo del Sistema nazionale ISPRA-ARPA,

impegna il Governo

a rappresentare, in sede di conferenza unificata Stato-regioni, un'interpretazione dell'articolo 9 comma 1 che non comporti l'inclusione delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente nel novero degli enti che potrebbero essere soppressi o accorpati o per i quali deve essere disposta una riduzione degli oneri finanziari non inferiore al 20 per cento.
9/5389/96. (Testo modificato nel corso della seduta) Bratti, Mariani, Realacci.