• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01528 LAFFRANCO. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: il corretto ed efficiente utilizzo delle risorse idroelettriche del nostro Paese rappresenta una...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01528 presentata da PIETRO LAFFRANCO
martedì 4 novembre 2008, seduta n.078
LAFFRANCO. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

il corretto ed efficiente utilizzo delle risorse idroelettriche del nostro Paese rappresenta una componente importante ed una efficace politica industriale; occorre ricordare, infatti, che la prima fase di industrializzazione in Italia è stata basata proprio sulla nascita dell'industria idroelettrica e la sua connessione con le industrie manifatturiere;

le concessioni idroelettriche sono regolate da una complessa normativa, nell'ambito della quale il decreto legislativo n. 112 del 1998 stabiliva all'articolo 29 che, in via transitoria, le concessioni di derivazioni idriche ai fini energetici fossero rilasciate dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con la regione interessata;

il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, cosiddetto «decreto Bersani», stabilisce al comma 10 dell'articolo 12, rubricato «concessioni idroelettriche», che «dalla data di entrata in vigore del presente decreto la competenza al rilascio delle concessioni di cui al presente articolo è conferita alle regioni e alle province autonome [...]»;

questo sistema di ripartizione di competenze può poi portare secondo il principio di sussidiarietà ad ulteriori deleghe amministrative ad enti territoriali minori;

a giudizio dell'interrogante tuttavia questa ripartizione di competenze che valorizza certamente il ruolo delle autonomie dovrebbe essere meglio coordinata al fine di assicurare la non compromissione degli interessi nazionali nel settore energetico;

è emblematico ad avviso dell'interrogante il caso della «proroga» riconosciuta dalla provincia di Terni alla società E.On attualmente titolare della concessione per lo sfruttamento degli impianti idroelettrici di Galletto e Asta del Nera in provincia di Terni con scadenza al 31 dicembre 2009;

la provincia di Terni, in data 17 ottobre 2008, avrebbe provveduto a rinnovare la citata concessione prorogandola sino al 2029, senza effettuare una gara ad evidenza pubblica come previsto tassativamente dalla legislazione vigente;

da un punto di vista normativo l'articolo 12, comma 1, del citato decreto legislativo n. 79, riformulato in parte dal comma 483 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005 n. 266 (finanziaria 2006), stabilisce l'obbligo per l'amministrazione competente di indire una gara ad evidenza pubblica per i rinnovi delle concessioni di grande derivazione di acqua per uso idroelettrico in scadenza, nel rispetto dei principi fondamentali di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza e non discriminazione;

da notizie di stampa risulta peraltro come esponenti della giunta regionale abbiano lamentato la mancanza di una qualunque iniziativa della provincia per raccordarsi con la Regione su una problematica così importante per l'approvviggionamento energetico per l'area ternana;

sembra dunque emergere una mancanza di coordinamento e raccordo tra le istituzioni interessate, che ad avviso dell'interrogante evidenzia l'esigenza di un rafforzamento del ruolo dello Stato nella materia citata;

da un punto di vista pratico, tra l'altro, a tale concessione poteva essere interessato, fra gli altri, il gruppo Thyssen, attuale proprietario delle storiche Acciaierie di Terni, con l'intendimento di realizzare una sinergia fra impianti idroelettrici ed acciaierie, che sono notoriamente impianti energivori;

le Acciaierie di Terni rappresentano un importante punto di riferimento per l'economia dell'intera Umbria e, quindi, provvedimenti come quello citato della provincia di Terni potrebbero incidere negativamente sull'attività delle Acciaierie e sull'indotto, pregiudicando seriamente le prospettive di sviluppo economico con evidenti ricadute negative anche sotto il profilo occupazionale;

questo episodio mette in chiara evidenza un problema di carattere generale e cioè che le competenze in materia di derivazioni idriche per uso idroelettrico spesso non corrispondono alle esigenze di sviluppo economico ed industriale di importanti aree del nostro Paese, come quella di Terni -:

come intenda operare nell'ambito delle proprie competenze, anche con opportune iniziative di carattere normativo, per assicurare una unità di indirizzo nelle modalità di attribuzione delle concessioni idroelettriche, limitando, in particolare la possibilità di ricorrere allo strumento della proroga a casi assolutamente eccezionali al fine di inquadrare tale problematica in un disegno complessivo di coerente politica di sfruttamento delle risorse energetiche nazionali e soprattutto di politica industriale, e per assicurare che tali concessioni siano attribuite nel pieno rispetto della legge.(4-01528)