• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07647 [Tutelare la salute del detenuto Aristide Angelillo]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-07647 presentata da RITA BERNARDINI
mercoledì 8 agosto 2012, seduta n.679
BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

il signor Aristide Angelillo, dopo aver già scontato sedici anni di carcere (Opera, Secondigliano e Poggioreale), si trova da cinque anni in stato di detenzione domiciliare in quanto deve scontare ulteriori 23 anni di reclusione a causa di una serie di cumuli di pena per reati commessi tra dicembre 2000 e gennaio 2001;

sullo stato di esecuzione della pena dell'uomo è competente la magistratura di sorveglianza di Napoli;

Angelino pesa circa 300 chilogrammi al punto che nel 2006, quand'era in carcere, gli è stata riconosciuta con regolare decreto, ai sensi della legge n. 104 del 1992, la condizione di «persona handicappata». Lo stesso è stato classificato da tre commissioni medico legali della A.S.L. «malato terminale»;

secondo quanto ha scritto lo stesso Aristide Angelillo sul blog della prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo (http://ritabemardini.it/un-carcere-funziona-il-ministero-della-giustizia-lo-chiude/), il suddetto: a) nel periodo in cui si trovava ristretto in carcere, è stato tenuto, per anni e senza la minima assistenza, sporco di feci e di urine, con alcune parti del corpo colpite da intertrigine florida; b) attualmente, il protrarsi della detenzione domiciliare sta avendo effetti devastanti sulla sua salute, posto che lo stesso è privato di ogni contatto con l'esterno e non riesce ad avere una adeguata assistenza medica, non potendo effettuare nemmeno delle radiografie né ricevere cure dentistiche (afferma di aver perso tutti i denti che gli si sono spezzati in bocca); c) si trova nell'impossibilità persino di ricevere gli assistenti volontari nel proprio domicilio;

dalla consulenza medico-legale di parte redatta nel 2008 dal professor Antonio Mezzogiorno (II università degli studi di Napoli) si evince che A. Angelillo è affetto da obesità di III grado, scompenso cardiaco classe NYHA III, criptorchidismo bilaterale, sindrome da apnee ostruttive notturne, sindrome varicosa degli arti inferiori, cardiopatia ischemica;

secondo il professor Mezzogiorno le condizioni del paziente non sarebbero compatibili con il regime detentivo in quanto l'uomo: a) presenta un elevato rischio cardio e cerebrovascolare per cui sarebbe costantemente in pericolo per infarto miocardio, ictus e fenomeni tromboembolici la cui evenienza costituisce un'emergenza medica che necessita di intervento sanitario qualificato immediato; b) è stato riconosciuto inabile al 100 per cento e richiede assistenza continua per compiere normali atti della vita quotidiana, oltre che presidi appositi ed adeguati alla mole; c) durante lo stato detentivo carcerario non ha minimamente ridotto il peso corporeo e presentava intertrigine diffusa oltre ad una serie di altre complicanze legate proprio alle difficoltà logistiche tipiche del regime carcerario, mentre durante la detenzione domiciliare ha ridotto il peso corporeo ed ha potuto curare l'igiene personale con un generale miglioramento dello stato di salute e dell'umore e la parziale riduzione delle potenziali complicanze; d) presenta deterioramento della funzionalità cardiaca e respiratoria dovuto in primis allo stato di obesità il che richiederà in futuro il ricorso più frequente a presidi specialistici diagnostici e terapeutici -:

se quanto esposto in premessa, corrisponda al vero e quali iniziative urgenti intendano adottare, negli ambiti di rispettiva competenza, al fine di garantire ad Aristide Angelillo la tutela del suo inalienabile e primario diritto alla salute.
(5-07647)