• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08107 [Sulla gestione dell'Atac]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08107 presentata da SILVIO EMILIO SIRCANA
martedì 7 agosto 2012, seduta n.787

SIRCANA, SERRA, DELLA SETA, PERDUCA, FERRANTE, RANUCCI, LANNUTTI, VITA, PEDICA, D'UBALDO, CONTINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e dell'interno - Premesso che:

l'Atac, l'azienda che gestisce la mobilità di Roma, ha chiuso il 2011 con un bilancio in perdita di 179,2 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 67,7 milioni, ampiamente insufficiente a coprire gli ammortamenti di 125,3 milioni di euro;

nonostante i bilanci dell'azienda di trasporto pubblico locale (Atac) siano in forte perdita, a giudizio degli interroganti, si continua oggi ad assistere all'ennesima follia di questa dissennata amministrazione che è in procinto di acquistare una nuova sede (che ancora deve essere costruita) di 24.000 metri quadrati con un esborso di 119 milioni di euro;

la vicenda nasce nel luglio 2009, quando l'Atac decide di stipulare con BNP Paribas (attraverso un fondo Comune di investimento) un contratto preliminare di compravendita "di cosa futura" per una sede di 24.000 metri quadrati a ridosso del grande raccordo anulare;

una delle particolari anomalie di questo contratto, che lascia molti dubbi agli interroganti, è che l'Atac alleggerisce da tutti i rischi il venditore e contestualmente sborsa subito una prima tranche di 20 milioni di euro, favorendo di fatto il costruttore visto che si troverà ad avere in anticipo la disponibilità di soldi pubblici prima di iniziare la realizzazione dell'opera;

il sistema della mobilità e del trasporto pubblico locale nella città di Roma risulta essere fortemente penalizzato e non all'altezza delle grandi capitali europee a giudizio degli interroganti a causa dell'inadeguatezza dell'amministrazione Alemanno che, oltre a provocare continui disagi ai cittadini, rischia anche di compromettere il processo di risanamento dell'Atac;

proprio sul piano di risanamento e valorizzazione del patrimonio immobiliare dell'azienda di trasporto pubblico e quindi sul piano industriale dell'Atac, l'amministrazione risulta essere, a giudizio degli interroganti, quanto meno miope visto che cerca nuove sedi invece di valorizzare il proprio patrimonio immobiliare ed investire sul trasporto pubblico locale, il tutto con operazioni finanziarie ad altissimo rischio, a discapito e con i soldi dei cittadini;

considerato che:

la relazione del giugno 2012 del collegio sindacale di Atac evidenziava criticamente operazioni finanziarie con clausole incomprensibili, bandi di gara annullati o rivisti, errori contabili, appalti discutibili, eccetera;

se da una parte si assiste a ritardi, guasti e disservizi quotidiani su autobus e metropolitane, dall'altra parte le incertezze e la confusione sulla gestione del trasporto pubblico locale attuano scelte senza scrupoli da parte dell'attuale amministrazione, come ad esempio l'aumento di biglietti ed abbonamenti, inopportuno in un momento di crisi come quello che stanno vivendo i cittadini;

si sta assistendo, a giudizio degli interroganti, al de profundis dell'Atac a causa dell'attuale amministrazione, ormai allo sbando, pasticciona e senza progettualità sul piano industriale e di risanamento;

sono tanti, inoltre, gli esempi di cattiva gestione e di scelte scellerate e dissennate di questa amministrazione, molti fronti aperti di inchieste che direttamente o indirettamente, coinvolgono e chiamano in causa le responsabilità del Sindaco di Roma, ad esempio l'indagine "Parentopoli" dove le aziende municipalizzate di Ama e Atac sono state "imbottite" di personaggi con i trascorsi molto foschi quali Francesco Bianco, ex appartenente ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar), un tempo vicino al gruppo dei fratelli Fioravanti, e Gianluca Ponzio, ex militante di Terza posizione,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere per fare chiarezza sulla vicenda indicativa di una gestione tutt'altro che trasparente della più importante azienda municipalizzata di Roma e sull'uso improprio che secondo gli interroganti si sta facendo del denaro pubblico a danno dei cittadini, affinché la gestione dell'Atac si ponga in linea con le misure di razionalizzazione della spesa contenute nel decreto-legge n. 95 del 2012, adottato dal Governo;

se intendano intervenire al fine di garantire un'adeguata qualità del trasporto pubblico, salvaguardando l'immagine e il decoro della Capitale, alla luce di una criticità di bilancio prodotta da questa gestione, ad avviso degli interroganti dissennata, che ha portato sull'orlo del fallimento la più importante azienda di trasporto pubblico locale di Roma.

(4-08107)