• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/17332 [Instabilità politica nel Tajikistan ]
LEGGI ANCHE IL TESTO DELLA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE
Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17332 presentata da ROCCO GIRLANDA
martedì 7 agosto 2012, seduta n.678
GIRLANDA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:

a partire dall'ultima decade del mese di luglio 2012 sono scoppiati scontri tra le forze governative del Tajikistan e le bande armate guidate da Tolib Ayombekov, che controlla la tormentata regione dell'Asia centrale sin dalla fine della guerra civile che ha sconvolto il Paese tra il 1992 e il 1997; pare che i tumulti siano scoppiati dopo la morte di Abdullo Nazarov, capo dei servizi segreti nel capoluogo Khorog;

secondo le autorità l'omicidio sarebbe stato ordinato proprio dal signore della guerra Ayombekov, che il presidente tagico Emomali Rahmon ora vorrebbe eliminare;

il Paese è percorso da tensioni latenti tra le varie etnie, tra cui i movimenti indipendentisti islamici, tanto che nelle due ultime settimane, malgrado i tentativi di conciliazione in corso per riportare la situazione sotto controllo, si sono registrati oltre 200 morti, in modo particolare nella regione confinante con l'Afghanistan, le cui frontiere confinanti sono state chiuse;

il Tajikistan, al di là della guerra civile degli anni Novanta in cui si sono mischiate lotte tra clan, interetniche e religiose, è una piccola polveriera al confine con l'Afghanistan che periodicamente rischia di esplodere: fattori come i conflitti tra centro e periferia, l'autoritarismo del presidente Rahmon - in carica dal 1994 e riconfermato più volte con elezioni truccate - la corruzione dilagante, il fatto di essere uno degli snodi fondamentali per il traffico di droga internazionale che parte da Kabul e, soprattutto, le infiltrazioni islamiche sia talebane sia uzbeke, hanno fatto della povera repubblica ex sovietica l'anello più debole di tutta l'Asia centrale;

il confinante Kyrgyzstan è già stato scosso da due rivoluzioni del 2005 e nel 2010, l'Uzbekistan nel 2005 ha soffocato nel sangue la ribellione di Andijan con centinaia di morti: inoltre Cina e Russia, guardano con preoccupazione quello che accade nel Gorno-Badakhshan in quanto Pechino deve fare i conti con i movimenti indipendentisti di matrice islamica nella provincia di Xinyang, mentre Mosca ha in Tajikistan una base militare con circa 6 mila soldati e con il ritorno di Vladimir Putin al Cremlino si sta impegnando per riportare definitivamente Dushanbe nella propria orbita dopo i turbolenti anni della transizione postsovietica;

nel 2013 in Tajikistan sono in calendario le elezioni presidenziali, nelle quali sembrerebbe che Rahmon voglia presentarsi senza troppi problemi, e cioè senza una provincia che si ribella e possa dare il via all'effetto domino in tutta la regione;

la situazione di instabilità politica e sociale frena i rapporti commerciali e di interscambio tra l'Italia e il Tajikistan, con il rischio di compromettere la presenza e le attività italiane nella repubblica ex sovietica -:

se la situazione venutasi a creare nel corso delle ultime settimane minacci l'incolumità e le attività economiche e sociali dei nostri connazionali;

a quanto ammonti il volume di scambi con il Tajikistan;

quali iniziative il Ministro intenda adottare per favorire la composizione del conflitto e tutelare gli interessi italiani con la repubblica asiatica.(4-17332)