• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00218 COSENZA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'Italia, grazie al suo patrimonio storico e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00218 presentata da GIULIA COSENZA
mercoledì 5 novembre 2008, seduta n.079
COSENZA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:


l'Italia, grazie al suo patrimonio storico e culturale, alle sue innumerevoli bellezze naturali e artistiche generosamente presenti nell'arte, nei paesaggi, nelle coste, si presenta come un Paese a forte e comprovata vocazione turistica;

nonostante questa favorevole opportunità, non siamo ancora riusciti a far diventare il turismo un volano essenziale dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio;

al contrario, stiamo perdendo terreno nei confronti dei nostri principali competitori europei come la Francia e la Spagna, intervenute a sostegno del turismo con politiche appropriate, progetti unitari e coordinati a livello nazionale che hanno consentito la messa a sistema e la razionalizzazione delle risorse investite, hanno promosso importanti campagne nazionali integrate di comunicazione turistica ed hanno assicurato a questo importante segmento dell'economia idonee agevolazioni di natura fiscale che hanno reso particolarmente concorrenziali le offerte e la competitività delle imprese del settore;

un ritardo, il nostro, emerso evidente anche dai dati negativi illustrati dal Sottosegretario di Stato per il turismo Michela Vittoria Brambilla, in occasione della recente presentazione del «Rapporto sulla stagione turistica estiva 2008» realizzato dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

dal rapporto è emerso che: mentre la domanda turistica internazionale e, con essa, i volumi di fatturato continuano a crescere a ritmi del 6 o 7 per cento l'anno, le quote di mercato che l'Italia riesce ad intercettare calano rapidamente; il fatturato complessivo e, in special modo, quello delle imprese alberghiere è in sensibile contrazione; ci sono stati meno arrivi e presenze di turisti stranieri, meno pernottamenti, più brevi periodi di vacanza sia per italiani che stranieri;

il Rapporto ha anche evidenziato l'assoluta mancanza di una programmazione nazionale sistemica ed efficiente delle politiche del turismo, solo spezzoni di programmi e iniziative, sparsi a livello regionale, disallineate tra loro e spesso in evidente contrasto;

nonostante questo, il settore raggiunge ancora un valore di circa 150 miliardi di euro, pari a quasi il 10 per cento del nostro PIL, garantendo occupazione a più di due milioni e mezzo di lavoratori, con una potenzialità di sviluppo che se adeguatamente sfruttata consentirebbe di raddoppiare il fatturato in pochi anni e promuovere il turismo a fattore essenziale per consentire al nostro Paese di uscire dalla grave crisi economica in atto;

per recuperare terreno è necessaria una strategia unitaria e cooperativa tra l'imprenditoria e la filiera delle istituzioni che consenta di realizzare le necessarie infrastrutture, un sistema logistico efficiente e offerte competitive e di qualità che caratterizzino il turismo italiano. Per questo obiettivo è indispensabile il recupero della competitività delle nostre imprese, un fattore determinante per lo sviluppo del comparto del turismo soprattutto dopo il disastro rifiuti a cui oggi è ancora associata l'immagine del Paese al di fuori dei nostri confini;

bisogna partire, prima di tutto, uniformando le imposizioni fiscali con quelle dei Paesi concorrenti come la Spagna e la Francia dove raggiungono aliquote rispettivamente pari al 7 e al 5,5 per cento, collocandosi ben al di sotto del 10 per cento previsto dalla legislazione del nostro Paese, garantendo in questo modo, alle aziende italiane, la possibilità di offrire prodotti competitivi e liberare risorse da investire nella qualità -:

se sia intenzione del Governo programmare, nei tempi più brevi o tutt'al più, almeno a partire dal prossimo Documento di programmazione economico finanziaria, adeguati interventi e risorse necessarie per realizzare un programma di riduzione progressiva dell'aliquota sull'Imposta sul valore aggiunto (IVA) che grava sul settore, per giungere, entro i prossimi tre anni, ad un allineamento ai livelli più bassi praticati da importanti competitori europei, con l'obiettivo di puntare a posizionare le politiche di rilancio del settore turistico fra le componenti produttive di interesse strategico per l'economia del Paese. (3-00218)