• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/03426/058 [Attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/3426/58 presentato da ROBERTO DELLA SETA
giovedì 2 agosto 2012, seduta n. 785

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 35 del provvedimento in esame, al comma 1, reca modifiche alla disciplina delle attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare e volte prevalentemente a fissare un'unica fascia di rispetto per lo svolgimento di tali attività in mare;
il comma 1 fissa in un'unica, per olio e per gas, fascia di rispetto, fino alle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, per qualunque nuova attività di prospezione, ricerca e coltivazione;
si sottolinea che però si consente comunque lo svolgimento di attività imprenditoriali importanti in quanto si prevede che siano fatti salvi i procedimenti concessori in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 del 2010, ovvero al 26 agosto 2010;
a tal proposito si riportano alcuni dati resi pubblici da Legambiente nel suo dossier «Trivella Selvaggia» nei mari del Belpaese sono già attive 9 piattaforme di estrazione petrolifera ma, grazie anche al presente articolo 35, si potrebbero aggiungere almeno altre 70 trivelle. Attualmente, 10.266 km2 di mare italiano sono oggetto di 19 permessi di ricerca petrolifera già rilasciati (gli ultimi due sono stati sbloccati il 15 giugno scorso nel tratto abruzzese di Adriatico di fronte la costa tra Vasto e Ortona); 17.644 km2 di mare minacciati da 41 richieste di ricerca petrolifera non ancora rilasciate ma in attesa di valutazione e autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. In definitiva, tra aree già trivellate e quelle che a breve rischiano la stessa sorte, si tratta di circa 29.700 kmq di mare, una superficie più grande di quella della regione Sardegna;
inoltre si ricorda che il nostro mare è un vero e proprio epicentro della biodiversità. Il suo equilibrio, già messo a repentaglio dall'inquinamento e da numerose perdite di petrolio dalle navi, si regge su una delicatissima interrelazione tra flora e fauna. Si va dagli organismi «microfiltratori» come i copepodi, minuscoli crostacei, alle spugne, il mare nostrum ne ospita oltre 500 specie. Fra gli animali considerati più a rischio ci sono la foca monaca, la tartaruga verde e 12 specie di cetacei, dal capodoglio al delfino. Il 28 per cento delle specie presenti vivono esclusivamente in questo mare. Questo è dovuto principalmente alla presenza di habitat diversificati che favoriscono la formazione di nicchie ecologiche;
impegna il Governo:
ad assicurare che le procedure autorizzatorie delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, di cui al presente articolo, siano obbligatoriamente sottoposte alla prevista procedura di assoggettabilità alla valutazione d'impatto ambientale e inoltre nell'iter di approvazione ci sia il massimo coinvolgimento degli enti locali interessati.
(Numerazione resoconto Senato G35.200)
(9/3426/58)
DELLA SETA, FERRANTE, DE LUCA VINCENZO, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, MONACO