• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/03426/025 [Sperimentare nel settore agricolo il sistema dell'affiancamento e dare così vita ad una nuova possibilità di avviamento aziendale di tipo progressivo]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/3426/25 presentato da MARIA TERESA BERTUZZI
giovedì 2 agosto 2012, seduta n. 785

Il Senato,
in sede di approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 giugno 20l2 n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (A.S. 3426),
premesso che:
le profonde trasformazioni economiche e sociali degli ultimi decenni e la rapida evoluzione dei bisogni di cittadini e consumatori hanno arricchito di nuovi contenuti le aspettative della società nei confronti del settore agroalimentare;
la tradizionale funzione economico-produttiva dell'agricoltura rimane primaria ma, per essere svolta al meglio, deve essere posta nelle condizioni di incentivare la crescita imprenditoriale, in particolare femminile e giovanile, sostenere nuove professioni, concepire moderni e sostenibili spazi di sviluppo valorizzare il lavoro all'interno di rigorose logiche di legalità e dignità delle persone;
è fondamentale puntare sul valore pubblico del "bene" agricoltura, potenziale settore traino della crescita economica del Paese, di modo che questo possa giovarsi dell'apporto determinante di imprese agricole condotte da soggetti giovani e generalmente più predisposti all'innovazione;
è pertanto necessario dar voce alle richieste avanzate ormai da tempo dalle associazioni di giovani imprenditori agricoli, predisponendo una serie di norme volte a facilitare l'accesso al credito e l'acquisto dei terreni e a tutelare il buon esito dei passaggi di proprietà,
rilevato che:
è opinione comune che, in questo momento, una delle azioni prioritarie per dare nuovo impulso al settore agricolo sia quello di promuovere l'accesso dei giovani e sostenerne l'attività. Il progressivo abbandono da parte della campagne coltivate ha prodotto infatti, secondo le cifre diffuse da alcune associazioni di settore, cinque milioni gli ettari sottratti all'agricoltura negli ultimi 40 anni;
nel nostro Paese il tasso di ricambio generazionale, nel comparto agricolo, risulta particolarmente basso e difficoltoso: dai dati resi noti recentemente dalle associazioni di categoria risulta infatti che "nell'intero contesto europeo l'Italia ha il minor numero di persone sotto i 35 anni che lavorano in agricoltura";
se è vero, in termini generali, che l'Europa invecchia, nel settore agricolo, il fenomeno è diventato una vera e propria emergenza, con record negativi nel nostro Paese. Negli stati dell'UE, infatti, i young farmers sono solo il 6% del totale, e la percentuale si dimezza se si guarda il caso italiano, con il 3% di giovani e il 45% di over 65, contro la media europea di Il punti più bassa;
in Italia, solo 112 mila aziende hanno un conduttore giovane, solo il 16 per cento delle nuove aziende è guidato da un giovane, solo nel 2,3 per cento delle aziende storiche è subentrato un giovane alla conduzione;
i dati relativi all'attività dei giovani nel settore agricolo testimoniano comunque che le aziende, in Italia, a conduzione "under 35" registrano buoni risultati per quanto riguarda l'attività imprenditoriale, la promozione di nuovi sistemi produttivi e soddisfacente penetrazione nei mercati internazionali;
I dati del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori) raccontano infatti una storia di successo e innovazione: gli agricoltori europei under 35 muovono oltre 10 miliardi di euro l'anno in termini di valore aggiunto (il 40 per cento in più dei colleghi "maturi") e investono il 37 per cento in più dei seni or sulla superficie agricola utilizzata per lo sviluppo della loro attività;
risulta evidente come, per il futuro dell'agricoltura del nostro Paese, sia fondamentale accrescere e sostenere il ricambio generazionale migliorando la percentuale di conduttori giovani al pari di altri Paesi europei quali l'Austria all'Il per cento, la Polonia al 12 per cento, o la Finlandia al 9 per cento,
considerato che:
nel corso della riunione annuale del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), tenutasi il 7 e l'8 maggio scorsi, la Commissione Agricoltura Ve ha evidenziato l'esigenza di aprire prospettive alle nuove leve, sviluppando politiche e interventi che diano impulso all'imprenditoria giovanile, permettano l'apertura di nuove imprese e favorendo l'attrattività e la sostenibilità dell'attività agricola;
i recenti provvedimenti del Governo Monti e il rinnovato protagonismo dello stesso Esecutivo in sede comunitaria sembrano aver avviato una nuova e positiva fase, tesa ad individuare nell'agricoltura giovanile un settore in grado di concorrere alla soluzione della crisi economico finanziaria;
nonostante ciò, nel nostro Paese occorre superare ancora molte difficoltà legate all'insediamento giovanile e, tra queste, la scarsità di formazione e di servizi di consulenza adeguati;
com'è noto, infatti, l'imprenditoria agricola è un settore che risente particolarmente della necessità di prevedere un graduale affiancamento del giovane ad agricoltori più esperti che siano in grado di trasmettergli quelle conoscenze pratiche del mestiere, del territorio e dell'ambiente entro cui si colloca il terreno agricolo, la conoscenza delle cui peculiarità è fondamentale. Ed è soprattutto un settore dove l'efficientamento dei servizi è più che mai determinante per ridurre i costi di produzione,
impegna il Governo:
ad adottare le opportune iniziative normative al fine di sperimentare nel settore agricolo il sistema dell'affiancamento e dare così vita ad una nuova possibilità di avviamento aziendale di tipo progressivo, nel quale il giovane agricoltore che rileva può acquisire le conoscenze specifiche e la rete di relazioni commerciali accumulate nel tempo dall'imprenditore agricolo uscente.
(numerazione resoconto Senato G124)
(9/3426/25)
BERTUZZI, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO