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Atto a cui si riferisce:
S.4/07607 [Violazioni dei diritti umani in Kazakistan]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 174
all'Interrogazione 4-07607

Risposta. - Il Governo italiano vigila con attenzione sia sui piano bilaterale sia a livello europeo sulla situazione dei diritti umani e dello stato di diritto in Kazakhstan.

Sul piano bilaterale, l'ambasciata ad Astana mantiene un costante monitoraggio in materia e non manca di sensibilizzare al riguardo le autorità kazake. Anche alla Farnesina è stata di recente ricevuta una delegazione di giornalisti, esponenti di organizzazioni non governative e difensori dei diritti umani, per un aggiornamento sui più recenti sviluppi.

Lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, in occasione di due recenti scali ad Astana durante i quali ha anche incontrato l'omologo kazako Massimov, ha auspicato che l'azione volta a rafforzare lo Stato di diritto, i processi democratici e la tutela dei diritti umani possa intensificarsi.

Il binario più efficace e suscettibile di produrre positivi risultati è peraltro quello europeo, anche alla luce dell'interesse di Astana a rafforzare il partenariato con l'Unione europea. Alla convergenza del Paese verso gli standard internazionali in materia di diritti fondamentali e Stato di diritto abbiamo infatti legato i progressi nei negoziati con l'Unione per la conclusione di un nuovo accordo di cooperazione rafforzata UE-Kazakhstan.

Soprattutto, le istituzioni europee dispongono di un quadro concettuale e procedurale entro cui situare un dialogo regolare e dettagliato sui diritti umani con Astana anche a nome dei 27 Stati membri. Infatti, a partire dal 2007, la UE si è dotata di una strategia per l'Asia centrale, nel cui contesto sono stati istituiti per tutti i Paesi della regione (Kazakhstan incluso) dialoghi strutturati sui diritti umani. In seno alle loro periodiche sessioni vengono condotte approfondite disamine sia del quadro generale della tutela dei diritti umani nel Paese, sia dei casi individuali concernenti singoli difensori dei diritti umani.

In un tale contesto di regolari e approfonditi incontri, gli interlocutori kazaki si sentono vincolati a fornire esaurienti risposte alle loro controparti europee, impegnandosi a valorizzare progressi e positive misure concrete.

Naturalmente la UE, con il pieno consenso e sostegno dell'Italia, opera anche interventi più specifici, talvolta pubblici, a nome dei 27, in relazione a situazioni particolari.

Ad esempio, a seguito degli scontri avvenuti nel dicembre 2011 nella città di Zhanaozen in connessione con gli scioperi dei lavoratori del settore petrolifero, l'alto rappresentante Ashton ha richiesto alle autorità kazake che le indagini condotte sul caso siano "oggettive e trasparenti" e incoraggiato "il Kazakhstan a perseguire le sue aspirazioni per la costruzione di una società democratica e pluralista nel rispetto dei diritti umani e della libertà dei suoi cittadini". Il 2 febbraio 2012, lo stesso alto rappresentante ha ribadito al Ministro degli esteri Kazykhanov l'aspettativa di una reale convergenza del Paese verso gli standard internazionali in materia di diritti fondamentali e Stato di diritto.

Il Governo resta pertanto attivo a favore della tutela dei diritti umani in Kazakhstan sia sul binario UE, continuando a sostenere le iniziative volte a favorire un innalzamento degli standard di tutela, sia al livello bilaterale proseguendo la sensibilizzazione delle autorità kazake nelle prossime occasioni di incontro politico, oltre che nei contatti al livello di funzionari.

DASSU' MARTA Sottosegretario di Stato per gli affari esteri

12/07/2012