• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05312/209 [Attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05312/209presentato daBARBATO Francescotesto diMercoledì 25 luglio 2012, seduta n. 672

La Camera,
premesso che:
l'articolo 35 del provvedimento in esame, al comma 1, reca modifiche alla disciplina delle attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare e volte prevalentemente a fissare un'unica fascia di rispetto per lo svolgimento di tali attività in mare;
in particolare, il comma 1 sostituisce l'articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 152 del 2006 (Codice dell'ambiente) che disciplina le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. La principale modifica prevista dal nuovo testo del comma 17 consiste nella fissazione di «un'unica, per olio e per gas, e più rigida fascia di rispetto, fino alle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, per qualunque nuova attività di prospezione, ricerca e coltivazione»;
detto nuovo limite, ancorché più restrittivo, consente comunque lo svolgimento di attività imprenditoriali importanti in quanto si prevede, altresì, che siano fatti salvi i procedimenti concessori in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 del 2010 il c.d. «Correttivo ambientale», ovvero al 26 agosto 2010, nonché dei procedimenti ad essi conseguenti e connessi;
per quanto risulta ai firmatari del presente atto di indirizzo, al 31 maggio 2012, nel mare italiano risultano vigenti 30 permessi di ricerca di idrocarburi e 80 concessioni di coltivazione, compresi i titoli autorizzati per la Regione Sicilia, dove la materia è regolamentata da una normativa autonoma. A questi numeri potrebbero aggiungersi nuovi permessi e nuove concessioni, considerando che le istanze per ottenere ulteriori autorizzazioni per permessi e concessioni sembrerebbero essere complessivamente una sessantina. Il mare maggiormente interessato è l'Adriatico. Tra Pesaro e Urbino, nelle Marche, e Pescara, in Abruzzo, sono già state autorizzate 19 concessioni di coltivazioni, con 8 richieste di nuovi permessi di ricerca in arrivo. A seguire la costa jonica della Calabria e la Puglia, Tremiti e Salento inclusi;
il provvedimento in esame prevede poi l'innalzamento delle compensazioni ambientali per le estrazioni nel sottofondo marino, che passerebbero dal 7 al 10 per cento per l'estrazione di gas e dal 4 al 7 per cento per le estrazioni di greggio, grazie all'istituzione di un fondo speciale per «le attività di salvaguardia del mare e di sicurezza delle operazioni off-shore»;
sotto tale ultimo profilo si segnala che le royalties sul petrolio, in tutto il resto del mondo, sono molto più alte. Inoltre, se è vero che con l'articolo 35 del decreto si intende evitare oneri a carico delle finanze pubbliche dovuti a richieste di risarcimento da parte delle imprese allo Stato Italiano per la revoca degli affidamenti fatta a suo tempo, assicurando inoltre entrate fiscali aggiuntive, è vero pure che si dovrebbe riflettere attentamente sul possibile prezzo ambientale che il nostro Paese potrebbe, essere costretto a pagare in futuro,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di adottare ogni iniziativa, anche normativa, volta ad assicurare, durante le procedure autorizzatorie delle citate attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, il massimo coinvolgimento degli enti locali interessati;
a valutare l'opportunità di adottare ogni iniziativa, anche normativa, volta ad aumentare significativamente i corrispettivi per le concessioni in materia di idrocarburi off-shore;
a valutare l'opportunità di adottare ogni iniziativa, anche normativa, volta a destinare le risorse derivanti dai corrispettivi delle concessioni per l'estrazione di idrocarburi in mare anche allo sviluppo ed il miglioramento occupazionale ed economico egli enti locali nel cui ambito si svolgono le ricerche e le coltivazioni di idrocarburi liquidi e gassosi.
9/5312/209. Barbato, Piffari, Messina, Cimadoro, Zazzera, Paladini.