• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05312/118 [Bonifica dei siti militari inquinati]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05312/118presentato daSCHIRRU Amaliatesto diMercoledì 25 luglio 2012, seduta n. 672

La Camera,
premesso che:
il comma 2o articolo 35 del decreto-legge 83/2012 recita che: All'articolo 184, al comma 5-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è aggiunto il seguente periodo: «con lo stesso decreto interministeriale sono determinati i criteri di individuazione delle concentrazioni soglia di contaminazione di cui all'Allegato 5 alla parte quarta del Presente decreto, applicabili ai siti appartenenti al Demanio Militare e alle aree ad uso esclusivo alle Forze Armate, tenuto conto delle attività effettivamente condotte nei siti stessi o nelle diverse porzioni di essi»;
si propone la predisposizione di un decreto interministeriale con il quale disciplinare e determinare i criteri atti ad individuare le concentrazioni di soglie di contaminazione nei siti militari, le procedure per la gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti e delle infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale;
sia il Comando dell'Aeronautica militare, sia l'ARPA e i soggetti privati specialisti nel settore delle bonifiche pongono il problema di una modifica della normativa vigente: in particolare, l'Aeronautica militare segnala l'esigenza con riferimento all'individuazione dei valori di concentrazione soglia di contaminazione applicabili alle aree militari, al fine di pervenire ad una chiara tipizzazione dell'esercizio dello strumento militare, ivi compresi i poligoni;
le attuali norme sono parzialmente applicabili, tuttavia le difficoltà riscontrate non possono non tenere conto, in questo particolare momento, delle criticità ed ambiguità severe denunciate dalle associazioni ambientaliste;
si introduce di fatto nel decreto sviluppo l'esigenza di un decreto per bonificare i siti ove si svolgono le attività militari individuando apposite procedure che consentono di tarare opportunamente la bonifica all'effettivo utilizzo delle aree ma, nel contempo, non si prevedono tempi e modalità, nessun capitolo di spesa per definire un piano concreto di risanamento delle aree contaminate; emblematico per tutti è il caso del Poligono di Quirra, su cui è tuttora aperta un'inchiesta giudiziaria: un'area demaniale militare su cui si sono svolte per anni periodiche e continue esercitazioni militari, con dispersione sul terreno di metalli tossici e sostanze chimiche nocive, nonché sostanze radioattive (uranio in particolare). Se pensiamo a quante persone abitano il territorio e alle attività agro-pastorali, agli animali allevati, nonché al personale civile e militare abbiamo presto una idea della pericolosità di questa norma che potrebbe di fatto escludere le attese bonifiche su quest'area;
ai fini dell'adozione del citato provvedimento, appare necessario che il Governo tenga in considerare le evidenze scaturite dalla Relazione Intermedia sulla situazione dei Poligoni di tiro della Commissione del Senato che indaga sull'uranio Impoverito dal 30 maggio 2012, nella quale si legge che «secondo il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei, dottor Domenico Fiordalisi (audizione 8 maggio 2012) con riguardo alle conclusioni dell'Agenzia regionale per l'ambiente (ARPA), “nelle zone ad alta intensità di attività militare, dove sono avvenute le attività con maggiore impiego di esplosivi, la concentrazione di metalli pesanti è tale da superare tutti i valori soglia previsti dalla normativa vigente;”»
inoltre, «il Gruppo di lavoro nominato per la messa a punto di un piano strategico, ha riscontrato il superamento, nelle aree oggetto di sequestro probatorio dei valori previsti nella tabella 1, colonna A e B, Parte IV, Titolo 17, allegato 5 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Concentrazione soglia di contaminazione nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee in relazione alla specifica destinazione d'uso dei siti)»;
la Commissione ha concluso la relazione evidenziando che «ferma restando la disponibilità ad esaminare qualsiasi proposta, si debba tenere fermo il principio per cui, in linea generale, ed a maggiore ragione nel caso di normative di attuazione di direttive comunitarie, non sono ammissibili deroghe ai limiti di concentrazione stabiliti come valori soglia per specifiche sostanze, superati i quali potrebbe risultare compromessa l'integrità dell'ambiente e la salute delle persone»;
i Comuni che ospitano i siti militari, le imprese e i cittadini, hanno necessità di un efficace disinquinamento del territorio e garanzie sulla tutela della salute delle persone e degli animali, ma è impensabile, come nel caso sardo, dopo anni di ricerche circostanziate e investimenti, economici ed umani, non accompagnare «la norma facendo proprio l'impegno assunto dalla commissione parlamentare d'inchiesta sulle basi militari, quantificando i costi delle bonifiche delle aree, e le risorse necessarie per il risanamento e risarcimento delle famiglie delle vittime sull'uranio impoverito»,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di adottare le opportune misure di integrazione del citato decreto interministeriale, accompagnandole dalla predisposizione di un piano attuativo straordinario di bonifica dettagliato, che riporti mezzi, strumenti e risorse per l'avvio delle bonifiche nelle aree già individuate come contaminate;
a valutare l'opportunità di individuare il Poligono di Quirra in Sardegna tra le priorità del richiamato piano di bonifica, tenendo conto della sue specificità dei rischi, la caratterizzazione degli interventi di ripristino ambientale e le nuove misure di prevenzione e sicurezza sul luogo di lavoro, nel rispetto delle normative Comunitarie e delle conclusioni della Commissione d'indagine parlamentare che ha sottolineato come, nel rispetto «di normative di attuazione di direttive comunitari e, non sono ammissibili deroghe ai limiti di concentrazione stabiliti come valori soglia per specifiche sostanze, superati i quali potrebbe risultare compromessa l'integrità dell'ambiente e la salute delle persone»;
a valutare le opportune misure per sostenere i Comuni interessati nell'opera di recupero e riuso del territorio per finalità produttive.
9/5312/118. (Testo modificato nel corso della seduta) Schirru, Melis, Pes, Arturo Mario Luigi Parisi.