• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17094 [Inquinamento delle acque del golfo di Napoli]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17094 presentata da ANTONIO PALAGIANO
martedì 24 luglio 2012, seduta n.671
PALAGIANO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

il turismo rappresenta una fonte inestimabile di lavoro e ricchezza e soprattutto un motivo d'orgoglio per l'Italia ed in particolare per le località che si affacciano sul Golfo di Napoli, come la costiera sorrentina, Procida, Capri, Ischia e la stessa città di Napoli;

come ogni anno, però, in prossimità della stagione estiva, tornano a galla i gravissimi problemi legati all'inquinamento delle acque del Golfo di Napoli; problemi legati in maniera indissolubile al malfunzionamento degli impianti di depurazione che sversano liquami nel mare;

l'interrogante ha sollevato in più di una occasione, attraverso numerosi atti parlamentari (3-00611, luglio 2009, 4-12654, luglio 2011, 4-14481, gennaio 2012), il problema dell'inquinamento campano che, ad avviso dell'interrogante, viene dimenticato, ad intermittenza annuale, dagli amministratori di tutti i livelli istituzionali, fino ad arrivare allo Stato centrale;

le condizioni delle acque del golfo di Napoli sono sotto gli occhi di tutti ed in particolare sono oggetto, in queste settimane, di attenzione da parte dei media locali e nazionali che hanno segnalato la presenza di mucillaggine nelle acque di Ischia e Procida;

il problema, da quanto emerge dagli articoli di stampa, sarebbe ancora una volta il depuratore di Cuma che, nonostante i miglioramenti messi a punto negli ultimi anni, funziona al 50-60 per cento della propria capacità, sversando in mare liquami contaminati da batteri;

il depuratore di Cuma è, da sempre, sottodimensionato e mal funzionante, ma ad aggravare una situazione già molto critica, in queste settimane si è assistito allo sciopero dei dipendenti dell'impianto, che hanno dimostrato in segno di protesta contro il mancato pagamento degli ultimi due stipendi;

questa legittima protesta ha contribuito, però, a far riversare in mare alcune tonnellate di liquami fognari, solo in minima parte depurati. E così da Pozzuoli fino ad Ischia e Procida sono state ben visibili, dai bagnanti che affollavano le spiagge, chiazze scure e schiuma;

la Hydrogest, società attualmente affidataria del servizio di depurazione, è in liquidazione e, dopo aver accumulato negli anni 78 milioni di debiti, non è intenzionata, secondo quanto si apprende dalla stampa, ad anticipare le somme richieste per pagare gli stipendi;

la società Hydrogest fu sollevata dal proprio incarico proprio all'inizio di luglio 2012, mese nel quale la gestione fu affidata ad un commissario straordinario il quale però ha consegnato le dimissioni la settimana scorsa, costringendo quindi la regione Campania a riconsegnare lo stabilimento nelle mani della predetta società privata;

le responsabilità delle gravi condizioni del depuratore di Cuma e del conseguente inquinamento marittimo si distribuiscono, in un assurdo scaricabarile, dall'amministrazione locale alle regione Campania, senza arrivare, ormai da anni ad una concreta soluzione;

dalla regione, in particolare secondo quanto dichiarato dall'assessore regionale all'ambiente Giovanni Romano, avrebbe stanziato circa 240 milioni per mettere a norma i cinque impianti della ex gestione Hidrogest, tra i quali, appunto, quello di Cuma;

il problema dei liquami sversati nel mare campano, non è comunque una novità, né, purtroppo, causato dal solo depuratore di Cuma. I controlli effettuati sulla salubrità delle acque, infatti, sono risultati, a parere dell'interrogante, troppo spesso inclini, negli ultimi anni, a giudizi superficiali e poco obiettivi nei confronti delle amministrazioni che non pongono - salvo poi essere costrette a farlo a causa dell'evidenza del problema - il necessario divieto di balneazione in alcune aree marine seriamente compromesse dall'inquinamento -:

se sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali iniziative intenda intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per evitare il perpetuarsi di questa disastrosa situazione che rischia di compromettere ulteriormente l'ecosistema marino delle acque campane, l'attività turistico riattiva della zona, ma soprattutto la salute ed il benessere dei cittadini, anche alla luce delle procedure di infrazione che l'Unione europea ha aperto contro l'Italia proprio in relazione alla mancata tutela delle acque. (4-17094)