• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08017 [Violenze dei No Tav]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08017 presentata da MAURIZIO SAIA
martedì 24 luglio 2012, seduta n.775

SAIA - Ai Ministri dell'interno e della difesa - Premesso che:

nella serata di sabato 21 luglio, il cantiere della TAV di Chiomonte (Torino) è stato preso d'assalto da circa 400 manifestanti, tutti incappucciati ed armati di pietre e bombe carta. Oggetti, questi, che i manifestanti non hanno esitato a lanciare contro i poliziotti schierati all'interno dell'area del cantiere, ferendo, in maniera più o meno grave, oltre al dirigente della Digos di Torino, anche una decina di poliziotti del II Reparto mobile di Padova. Nel giorno antecedente l'attacco, la Questura di Torino ha rinvenuto in una baita a Monpantero (Torino) un vero e proprio arsenale nascosto dai manifestanti;

i poliziotti impiegati hanno risposto con grande professionalità, hanno cercato di difendersi dietro gli scudi, hanno sparato lacrimogeni, gli autisti hanno cercato di proteggere i mezzi e gli idranti. Purtroppo le dinamiche non sono quelle di uno scontro di piazza, ma quelle di una guerra civile in un terreno particolarmente sfavorevole: le Forze dell'ordine vengono accerchiate e intrappolate nella valle, dove risulta difficile difendersi, e i rischi che stanno correndo gli uomini dello Stato sono troppo elevati;

la strumentazione in dotazione alle Forze dell'ordine non è adeguata ad affrontare situazioni di così grave entità: gli idranti (uno è mancante perché prestato ai militari di stanza in Bosnia) ed i lacrimogeni non possono alcunché nei confronti degli attacchi premeditati e attentamente pianificati con tecniche e dispositivi propri alla guerriglia,

si chiede di conoscere:

se il Ministro dell'interno non intenda far seguire fatti concreti alle dichiarazioni di condanna delle violenze;

se non ritenga opportuno chiarire come si sia verificato che a questi delinquenti e violenti ben conosciuti, che provengono dai centri sociali presenti sia sul territorio nazionale sia all'estero e non legati al territorio della valle di Susa, sia stato concesso di campeggiare liberamente in un camping autorizzato e da cui è stato possibile organizzare le loro scorribande;

se non ritenga urgente dare l'autorizzazione, come già richiesto dal Sindacato autonomo di Polizia, all'uso di strumenti adeguati come il liquido urticante inserito negli idranti o i fucili a pallettoni di gomma;

se il Ministro della difesa non intenda autorizzare l'intervento dell'Esercito di fronte alle iniziative paramilitari di questi turisti del disordine pubblico, esercito forse più utile in Val di Susa che non in controlli passivi e solo diurni (quindi poco efficaci) effettuati in aggiunta a quelli della Polizia di Stato in molte città.

(4-08017)