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Atto a cui si riferisce:
C.4/14143 [Utilizzo del termine profilattico nelle trasmissioni Rai]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 19 luglio 2012
nell'allegato B della seduta n. 669
All'Interrogazione 4-14143 presentata da
SILVANA MURA
Risposta. - La legge 5 giugno 1990, n. 135, recante «Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'Aids» promuove, tra l'altro, la realizzazione, da parte del Ministero della salute, di iniziative di informazione allo scopo di contrastare la diffusione del virus Hiv. Ogni anno vengono pianificate iniziative di comunicazione, in base alle indicazioni formulate dalla Commissione nazionale per la lotta all'Aids.
In linea con quanto espresso dalla Commissione nazionale, l'obiettivo della campagna informativa-educativa 2011 «AIDS: la sua forza finisce dove comincia la tua Fai il test!», è stato quello di incentivare i giovani adulti (30-40 anni), di qualunque orientamento sessuale, italiani e stranieri, ad effettuare il test Hiv, di contrastare l'abbassamento della soglia di attenzione della popolazione italiana nei confronti del problema Aids, di favorire una assunzione di responsabilità nei comportamenti sessuali.
Infatti, gli ultimi dati epidemiologici sottolineano che le caratteristiche di coloro che oggi si infettano con Hiv sono completamente diverse da quelle di coloro che si infettavano dieci o venti anni fa. Non si tratta più di persone giovani e prevalentemente tossicodipendenti, ma piuttosto di adulti maturi che si infettano attraverso i rapporti sessuali non protetti (in prevalenza eterosessuali). Inoltre, altro dato significativo è che in Italia più della metà dei soggetti con una nuova diagnosi di Aids ignora la propria sieropositività (sei italiani su dieci scoprono di aver contratto il virus Hiv solo a malattia conclamata).
Il «target» della campagna è stato, quindi, costituito da quella fascia di popolazione rappresentata dai cosiddetti «inconsapevoli», vale a dire da coloro i quali, non essendosi sottoposti al test, ignorano la propria sieropositività, infettano gli altri attraverso i rapporti sessuali e ricevono una diagnosi tardiva della malattia.
La campagna di comunicazione, oltre a promuovere l'effettuazione del test Hiv, invitava ad approfondite tutte le problematiche relative all'Aids e tutte le altre misure di prevenzione, attraverso la consultazione dell'area tematica Hiv/Aids del portale del Ministero della salute ed il numero verde Aids e Ist (infezioni a trasmissione sessuale) 800-861061 dell'Istituto superiore di Sanità, il cui orario di funzionamento è stato appositamente prolungato per la celebrazione della giornata mondiale Aids che ricorre il 1° dicembre.
Proprio in occasione di tale giornata, il Ministero della salute ha stipulato un accordo con la Rai-Radiotelevisione italiana (RAI) volto a realizzare una maratona radiofonica sui canali Radio 1 e Radio 2, ed avente ad oggetto la veicolazione dei contenuti della campagna di comunicazione così come stabiliti dalla Commissione nazionale per la lotta all'Aids.
A tal riguardo, la RAI ha proposto di utilizzare per l'iniziativa una serie di programmi già presenti nel palinsesto radio fonico giornaliero delle proprie emittenti, prevedendo, a tal fine, la realizzazione, nell'ambito di ciascun programma coinvolto, di interventi redazionali informativi sui messaggi della campagna.
All'interno di tali programmi, lo spazio di pochi minuti riservato al Ministero della salute comprendeva anche interviste in diretta ad esperti scientifici e a rappresentanti istituzionali e delle associazioni, indicati dallo stesso Ministero.
In riferimento a quanto riportato nell'articolo citato nell'interrogazione in esame si precisa che la nota del 2 dicembre 2011 ha sottolineato l'estraneità del Ministero riguardo ad indicazioni sull'uso del termine profilattico e preservativo all'interno di programmi Rai nella giornata mondiale Aids, segnalando che anche gli esperti indicati dal Ministero erano completamente liberi di gestire i loro interventi.
Inoltre, il Ministero della salute non è a conoscenza di alcun elemento volto a confermare l'esistenza o meno di una comunicazione interna alla Rai con intenti censori nei confronti dell'utilizzo del termine profilattico.
In effetti, il termine profilattico/preservativo è stato espressamente richiamato, quale misura di prevenzione, nel corso dei programmi coinvolti anche negli spazi del Ministero della salute dedicati all'iniziativa.
Per quanto riguarda le future iniziative di comunicazione volte a promuovere l'informazione per la prevenzione dal virus Hiv, si è in attesa che la Commissione nazionale per la lotta all'Aids si riunisca ed esprima le indicazioni di competenza.
Si segnala che, stante la rilevanza socio-sanitaria della problematica in questione, lo stanziamento di fondi allocato annualmente nel capitolo di spesa del bilancio del Ministero della salute, specificamente dedicato alla realizzazione di iniziative di informazione sull'Aids - in considerazione dei sensibili tagli intervenuti negli ultimi anni - è stato adeguatamente integrato, attingendo ulteriori risorse da altri capitoli di spesa.

Il Ministro della salute: Renato Balduzzi.