• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17029 [Emergenza incendi in Sardegna]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17029 presentata da GIULIO CALVISI
giovedì 19 luglio 2012, seduta n.669
CALVISI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

ogni anno si assiste al ripetersi della ineluttabile emergenza incendi che colpisce l'intero Paese, ma che per alcune regioni, come la Sardegna, assume contorni spesso drammatici, con ripercussioni sociali, economiche ed ecologiche;

il problema degli incendi, oltre ad arrecare danni incalcolabili al patrimonio naturale sardo, costituisce una minaccia per l'incolumità delle comunità locali e di quanti nel periodo delle vacanze estive si trovano nelle splendide località turistiche della Sardegna;

la Sardegna, anche quest'anno, è esposta a gravissimi rischi di natura ambientale e le alte temperature di questo periodo, aiutate dalla presenza di forte vento, non fanno altro che favorire il propagarsi di numerosi incendi;

nella giornata del 15 luglio 2012 si è sviluppato un enorme incendio - partito verso le 13 dalla località «Li Cupuneddi», frazione di San Teodoro, che ha interessato un'ampia zona della Gallura;

in contemporanea si è sviluppato un altro incendio di vaste dimensioni nel margine, in provincia di Nuoro, con epicentro nelle campagne del comune di Bolotana;

in Gallura, le vaste proporzioni dell'incendio hanno provocato terribili conseguenze: sono andati distrutti oltre 700 ettari di macchia e di pascolo, sono state chiuse due importanti arterie stradali (prima la statale 131, poi la statale 125), si è resa necessaria l'evacuazione di case e villaggi, costringendo alla fuga turisti e residenti, per un totale di 880 sfollati; ad aggravare la situazione si registra il ferimento di cinque persone, volontari della protezione civile di Olbia, impegnati nelle operazioni di spegnimento del fuoco, di cui una, Giuseppe Budroni, in condizioni gravi, a causa dell'esplosione di una bombola in una struttura industriale che i volontari cercavano di proteggere;

non di livello inferiore è stata la dimensione dell'incendio sviluppatosi nel comune di Bolotana: oltre mille ettari bruciati e ingenti danni al patrimonio boschivo e ai pascoli;

al di là delle cause che hanno determinato gli incendi in Gallura e nel Nuorese, per le quali è auspicabile un rapido accertamento di eventuali responsabilità, sembra che vi siano stati ingiustificati ritardi negli interventi di spegnimento in Gallura, considerato che l'arrivo del vento maestrale - che ha aumentato la forza distruttiva dell'incendio - era stato ampiamente «annunciato» dai bollettini d'allerta della protezione civile regionale e nazionale; non è ammissibile che un incendio segnalato alle 12,48 veda l'arrivo del primo Canadair alle 14 e 30, dopo che il fuoco aveva creato un fronte di più di un chilometro, che il secondo raggiunga San Teodoro alle 15 e 30 e il terzo alle 17,30;

lo stesso sindaco di San Teodoro, Tonino Meloni, ha dichiarato che «Se i soccorsi aerei fossero intervenuti per tempo non sarebbe avvenuto nulla. Un paio d'ore di ritardo per vedere il primo Canadair e cinque ore per vedere in azione gli altri due sono impensabili, e ne chiederemo conto nelle sedi opportune»;

analoga denuncia sui ritardi dell'intervento aereo sono stati segnalati dall'assessore provinciale all'ambiente, Pietro Carzedda;

a quanto risulta all'interrogante, i Canadair di stanza nell'aeroporto di Olbia - già ridotti da tre a due - erano impegnati nello spegnimento dell'altro incendio sviluppatosi nel nuorese ed è pertanto stato necessario l'invio di altri velivoli da Ciampino, con una inaccettabile perdita di tempo, che poteva portare conseguenze ancora più drammatiche;

i cinque feriti, di cui uno grave, gli 880 evacuati oltre alle migliaia di ettari di patrimonio boschivo dimostrano, se mai ce ne fosse stato bisogno, non quanto fosse giusta la battaglia per tenere i Canadair all'aeroporto di Olbia, ma soprattutto quanto sia del tutto insufficiente la dotazione antincendi che lo Stato mette e a disposizione della Sardegna;

non si tratta ovviamente di intervenire nel merito delle scelte operate dalla protezione civile su quale fronte fosse più urgente coprire nella giornata del 15 luglio 2012; quando soffia il maestrale la Sardegna può essere contemporaneamente aggredita dal fuoco al nord come al centro e al sud, come è successo proprio quel giorno a San Teodoro e Bolotana; però ad una prima analisi le responsabilità della protezione civile nazionale nel predisporre i piani operativi della campagna antincendi con l'ausilio dei mezzi aerei sembrano evidenti; ad avviso dell'interrogante è stata sbagliata la scelta di ridurre i Canadair impegnati nella lotta antincendi in Sardegna e velleitaria e non giustificata è stata la pianificazione della lotta antincendio ricorrendo ad un'irrazionale divisione della flotta antincendio tra Sicilia e Sardegna: una cosa è l'aiuto in condizioni di emergenza, fra diversi centri operativi di tutto il territorio nazionale, un'altra cosa è la pianificazione divisa delle operazioni ordinarie;

appare inconcepibile, infine, che, nel pianificare le azioni antincendio non si sia tenuto adeguatamente conto - salvo che nel dietrofront operato, per scelta coraggiosa del capo della protezione civile, dottore Gabrielli sulla scelta di dislocare i mezzi a Cagliari inizialmente operata dalla struttura tecnica che organizza le attività aeree - che vi è una località in Sardegna e in Italia, la Gallura appunto, una delle capitali del turismo nazionale e internazionale, dove il pericolo degli incendi riguarda non solo la superficie boschiva, gli animali e le cose, ma investe direttamente la vita delle persone, come tragicamente testimoniato dagli incendi di Curraggia e San Pantaleo, ma anche da altre tragiche occasioni -:

come sia stato possibile un così grave e colpevole ritardo nell'intervento da parte dei mezzi antincendio e come mai non siano mai arrivati l'Elitanker e il Canadair dislocati presso l'aeroporto di Elmas;

quali iniziative di competenza il Governo intenda urgentemente adottare per cercare di prevenire o quantomeno limitare i danni di eventuali altri incendi;

se non sia necessario intensificare l'azione di controllo del territorio sardo con un potenziamento di uomini e mezzi, ripristinando immediatamente la dotazione di mezzi aerei presso l'aeroporto di Olbia degli anni passati e rivedendo i piani delle attività aeronautiche predisposti dalla struttura tecnica della protezione civile;

se non si ritenga opportuno avviare una politica di prevenzione e di coordinamento, al fine di una più incisiva lotta agli incendi boschivi in Italia ed in Sardegna in particolare;

se per affrontare l'emergenza estiva degli incendi siano state messe in campo tutte le risorse, la protezione civile e tutte le forze necessarie a contrastare questa gravissima calamità che devasta aree di grande pregio del nostro Paese;

se non ritenga necessario il ripristino della dotazione numerica del personale dei vigili del fuoco a disposizione del comando generale di Sassari, per il periodo estivo, i cosiddetti, «vigili del fuoco discontinui» dotazione ridotta da 280 a 140 unità rispetto allo scorso anno. (4-17029)