• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00194 [Sulle quote latte]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 8-00194 presentata da TERESIO DELFINO
mercoledì 18 luglio 2012 pubblicata nel bollettino n.685
La XIII Commissione,
premesso che:
a seguito della «Relazione di approfondimento» redatta dal Comando carabinieri politiche agricole e alimentari nell'aprile 2010, su incarico del Ministro pro tempore Luca Zaia, nonché delle successive indagini svolte dallo stesso comando su incarico di alcune procure, sono stati diffusi dubbi sull'effettiva produzione di latte vaccino in Italia;
in esito a tali indagini la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha chiesto l'archiviazione del procedimento;
il 16 aprile 2012, l'AGEA ha trasmesso alla Procura della Repubblica di Roma, che ha avviato un'indagine sulle quote latte, una relazione sulla questione del prelievo supplementare nel settore lattiero-caseario e degli accertamenti successivi venutasi a determinare a seguito dello svolgimento delle attività di ispezione effettuate da parte del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari e della polizia giudiziaria;
all'interno della medesima relazione, sono riportate le diverse pronunce giurisdizionali in materia, da parte della Corte dei conti, dei tribunali penali e amministrativi regionali e della corte d'appello, con particolare riferimento al contenuto dell'informativa datata 4 novembre 2010 redatta dal Comando carabinieri politiche agricole e alimentari;
una specifica relazione della Corte dei conti - Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali, del mese di febbraio 2012, che ha considerato gli apporti conoscitivi e documentali provenienti dall'AGEA sui principali temi oggetto dell'istruttoria, ha rilevato che le problematiche del prelievo supplementare per il mercato lattiero-caseario italiano non si sono completamente risolte né tantomeno il nostro Paese può sottovalutare le persistenti criticità del settore lattiero-caseario nell'ambito della politica agricola comune;
la relazione speciale della magistratura contabile ha inoltre indicato «la necessità di tendere al superamento di ogni eventuale, anche pretestuoso, dubbio circa l'affidabilità dei dati quantitativi forniti da produttori e primi acquirenti, alla base del sistema dell'organizzazione del mercato lattiero-caseario, essendo lecito esigere al riguardo una condivisa certezza»;
il medesimo documento della Corte dei conti, inoltre, evidenzia un ulteriore aspetto inconfutabile ed essenziale, secondo cui - come anche hanno sottolineato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dall'AGEA nelle rispettive note datate 13 gennaio 2012 acquisite in sede di contraddittorio - non sussistono al momento dubbi e incertezze sui dati in base ai quali sono stati quantificati gli esuberi e i conseguenti prelievi supplementari addebitati, sicché non ha alcun fondamento l'eventuale ricerca di pretesti da parte di coloro che persistono nel volersi sottrarre al pagamento di quanto viene loro addebitato a tale titolo;
come giustamente denunciato dalla Corte dei conti, «è del tutto insostenibile, sia per i principi comunitari ostativi agli aiuti di Stato, sia per le considerazioni di politica economica interna generali e relative alla congiuntura attuale, mantenere a carico dello Stato, e quindi della collettività, gli oneri derivanti dal comportamento contra legem di alcuni ben individuati operatori del settore lattiero-caseario»;
il Parlamento ha appena approvato nel decreto-legge n. 16 del 2012 una nuova opportunità di rateizzazione dei debiti verso la pubblica amministrazione applicabile anche al prelievo latte; è dunque necessario che parallelamente venga assicurata l'effettiva riscossione delle somme dovute a chi non vi aderisce,
l'articolo 39, comma 13, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, aveva previsto che, entro il 31 dicembre 2011, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze fossero stabilite le modalità per il trasferimento, anche graduale, delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea o coattiva, di entrate erariali, diverse da quelle tributarie e per contributi previdenziali e assistenziali obbligatori, da Equitalia Spa nonché dalle società per azioni dalla stessa partecipate, ad enti e organismi pubblici muniti di idonee risorse umane e strumentali. Si disponeva inoltre che, con il medesimo decreto, tali enti e organismi pubblici potevano essere autorizzati a svolgere l'attività di riscossione con le modalità di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639; strumento certamente di minore efficacia del ruolo; peraltro, l'AGEA non risulta dotata delle necessarie strutture per la riscossione;
ad oggi non è stata data attuazione all'articolo 39, comma 13, del decreto-legge n. 98 del 2011, che doveva dettare le disposizioni attuative in materia di riscossioni, impegna il Governo: ad assumere ogni opportuna iniziativa nei confronti dei produttori che non rispettano le condizioni previste relative al versamento del prelievo dovuto, anche mediante l'adesione ad una delle rateizzazioni indicate dalla legge, procedendo alla revoca delle quote aggiuntive assegnate ai sensi del decreto-legge n. 5 del 2009;
a riscuotere le somme ancora dovute con la massima efficacia mediante Equitalia spa, in qualità di incaricata dell'esercizio dell'attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi.
(8-00194) «Delfino, Zucchi, Beccalossi, Biava, Oliverio, Agostini, Brandolini, Marco Carra, Cenni, Cuomo, Dal Moro, Fiorio, Libè, Marrocu, Naro, Mario Pepe (PD), Sani, Servodio».