• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/17005 [Chiusura di uffici postali nella provincia di Asti]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17005 presentata da ROBERTO MARMO
mercoledì 18 luglio 2012, seduta n.668
MARMO. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

alcuni organi di informazione hanno recentemente riportato la notizia di un nuovo progetto al vaglio del management di Poste Italiane spa che prevederebbe un ulteriore taglio di uffici postali periferici nell'astigiano;

se queste notizie fossero confermate, ci si troverebbe dinanzi a nuovi provvedimenti che seguono quelli adottati nel mese di aprile 2012 quando Poste Italiane spa ha presentato il progetto denominato «interventi servizi postali» che prevedeva 1.763 esuberi nelle prime regioni di applicazione, e cioè Toscana, Piemonte, Marche, Emilia Romagna e Basilicata, tutto ciò nonostante Poste Italiane spa abbia recentemente festeggiato un incremento di utili;

stando ai dati diffusi da Poste Italiane spa, il suindicato piano determinerebbe un taglio del 20 per cento che, riprodotto su scala nazionale, si sostanzia in circa 12.000 esuberi. Nella sola provincia di Asti la ricaduta in termini occupazionali si concretizzerà con 21 esuberi, su un organico di 204 addetti con la possibile eliminazione di 18 zone di recapito;

le notizie di nuovi ulteriori tagli prospettati da alcuni organi di informazione stanno provocando notevoli preoccupazioni tra la popolazione astigiana per la quale si profila la chiusura di sportelli di alcune borgate di Asti città, e di circa una mezza dozzina sparsi nei paesi della provincia;

secondo le notizie pubblicate dai media, sarebbero in vista, inoltre, anche ulteriori tagli al personale che, stando alle posizioni recentemente espresse dalle organizzazioni sindacali, è già scarso e non riesce a fare fronte alle richieste dei cittadini;

a giudizio dell'interrogante, i tagli prospettati da Poste Italiane spa si ripercuoteranno sulle persone anziane già particolarmente vessate dall'aumento dei costi dei servizi sanitari, e da un generalizzato aumento dei costi per qualsivoglia servizio. Alla luce dei nuovi provvedimenti varati dalle Poste, anche inviare una lettera o un pacco diventerà un lusso per i cittadini astigiani che dovranno sobbarcarsi chilometri di trasferta per raggiungere il più «vicino» ufficio postale;

occorre rilevare, purtroppo, la diffusa tendenza di amministratori di aziende ed enti pubblici, orientati unicamente al contenimento della spesa anche a costo di usare la «scure» colpendo così i cittadini appartenenti alle fasce sociali più deboli;

a giudizio dell'interrogante è diffusa una generalizzata noncuranza sugli effetti prodotti dai tagli nei servizi resi al cittadino. È evidente che, invece, treni, sanità, poste, enti locali, hanno come comune denominatore proprio il cittadino, che è utente e contribuente e, pertanto, paga servizi che spesso sono carenti ed esosi proprio a causa dei tagli;

a giudizio dell'interrogante, Poste Italiane dovrebbe concertare con le organizzazioni sindacali e con gli enti locali una road map per ottimizzare i servizi resi nell'astigiano, mantenendo i livelli occupazionali e soprattutto tutelando i cittadini che pagano tasse e servizi;

a giudizio dell'interrogante, se Poste Italiane dovesse confermare le indiscrezioni di stampa e decidesse di procedere alla chiusura degli uffici periferici, dovrebbe istituire la figura dell'impiegato «porta a porta» che, d'intesa con i servizi sociali del comune, almeno due/tre volte la settimana dovrebbe rendere un servizio alle comunità prive di ufficio postale. L'impiegato potrebbe essere dotato di un tablet che consenta di espletare on-line pagamenti di bollette e invio di mail e telegrammi e, contestualmente, l'addetto dovrebbe poter raccogliere la posta cartacea e i pacchi da spedire;

la provincia di Asti, tra linee ferroviarie chiuse, case della salute che non si faranno più, nuovi ospedali «di prossimità» per i quali si prospetta la chiusura, e servizi postali sempre più carenti, ha già pagato e rischia di pagare ancora un prezzo eccessivamente elevato in termini di servizi ai cittadini -:

se trovino conferma le notizie pubblicate recentemente da alcuni organi di informazione che prospettano ulteriori tagli di uffici postali periferici nell'astigiano e se il Ministro interrogato non ritenga di dover comunque intervenire nei confronti di Poste Italiane spa per scongiurare la riduzione di uffici già programmata nel mese di aprile del 2012 che, se attuata, si ripercuoterebbe inesorabilmente sulle fasce sociali più deboli della comunità astigiana, già particolarmente vessata dal taglio di altri generi di servizi fondamentali per i cittadini, in particolare per le categorie sociali più deboli, come pensionati e anziani;

qualora dovessero trovare conferma le voci di ulteriori tagli degli sportelli periferici nell'astigiano, se il Ministro interrogato non ritenga di dover assumere iniziative affinché Poste Italiane spa concerti con le organizzazioni sindacali e con gli enti locali una road map finalizzata ad ottimizzare i servizi postali e bancari resi nell'astigiano, mantenendo i livelli occupazionali e tutelando i cittadini; se non ritenga altresì di dover assumere iniziative affinché Poste Italiane spa valuti l'introduzione della figura dell'impiegato «porta a porta», necessario a garantire un livello minimo nell'erogazione dei servizi alle comunità prive di ufficio postale, in particolare alle fasce sociali più deboli, agli anziani, ai disabili e alle persone con limitata mobilità. (4-17005)