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Atto a cui si riferisce:
C.4/14986 [Riaprire le adozioni internazionali di bambini nepalesi]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 16 luglio 2012
nell'allegato B della seduta n. 666
All'Interrogazione 4-14986 presentata da
ALDO DI BIAGIO
Risposta. - L'interrogazione in oggetto richiama l'attenzione del Governo su alcune delicate questioni concernenti le procedure di adozione internazionale in Nepal.
In particolare, si chiede di conoscere se persistano le motivazioni per il mantenimento della chiusura delle procedure adottive in Nepal, riaperte dal governo nepalese nello scorso mese di novembre dopo la definizione di procedure più trasparenti e conformi agli standard della Convenzione de l'Aja. Viene chiesto, inoltre, quali siano i motivi ostativi alla convocazione del tavolo di confronto fra la commissione per le adozioni internazionali e gli enti autorizzati ad operare in Nepal e, infine, quali siano le azioni in programma a conferma del ruolo attivo dell'Italia rispetto al problema dell'infanzia abbandonata e in adempimento del dovere di solidarietà e cooperazione fra paesi.
La situazione del Nepal e, in particolare, le politiche di tale paese a tutela dell'infanzia, sono da anni al centro dell'attenzione della comunità internazionale. Dapprima, per la decisione del governo nepalese di sospendere le adozioni internazionali a fronte di modifiche legislative interne nel corso degli anni 2007/2008 e, successivamente, per i consistenti dubbi sulla gestione delle adozioni da parte di alcuni istituti locali.
Dai dati in possesso dei miei uffici, risulta che le criticità del sistema nepalese, solo in piccola parte superate dalle nuove norme introdotte nel 2008, avevano determinato le autorità di tutti i paesi d'accoglienza - già dal giugno 2010 - a non avviare nuove procedure adottive in Nepal. L'attuale sistema non prevede, infatti, una reale tutela dei diritti dell'infanzia, non garantisce l'accertamento dello stato di abbandono e non assicura il rispetto del principio di sussidiarietà.
La commissione per le adozioni internazionali si è fatta promotrice di un'iniziativa volta a superare la suddetta decisione dei Paesi d'accoglienza, ospitando ed organizzando un incontro tra una delegazione di rappresentanti del Governo e alti funzionari del Nepal, i vertici del Permanent bureau della conferenza di diritto internazionale privato de l'Aja e i rappresentanti di ben 13 paesi di accoglienza (Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti d'America), oltre che dell'Unicef e di altre organizzazioni sovranazionali. L'incontro si è svolto a Roma nei giorni 31 marzo e 1 aprile 2011 allo scopo di sollecitare e sostenere il Nepal nel processo di cambiamento culturale e di adeguamento del proprio sistema normativo e operativo ai principi della convenzione del 1993, firmata dal Paese asiatico nell'aprile 2009.
Nel corso di tale incontro, la delegazione nepalese ha espresso la volontà di aderire al programma di assistenza tecnica offerta dal Permanent bureau, cui i paesi di accoglienza si sono impegnati a portare il loro supporto. In particolare, la rappresentanza italiana ha assicurato una significativa partecipazione al programma da definire.
Nei mesi successivi è proseguito con discontinuità il confronto tra il Permanent bureau e il Nepal, soprattutto a causa dei ripetuti cambiamenti ai vertici politici, che impediscono l'individuazione di interlocutori stabili, nel Governo e nelle amministrazioni competenti.
Dalle informazioni ricevute dagli uffici, la situazione attuale è la seguente: le adozioni internazionali dal Nepal verso i Paesi membri della Convenzione de l'Aja del 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale sono tuttora sospese. Gli Stati Uniti, anche di recente, hanno confermato ufficialmente il loro forte scetticismo sulla reale attendibilità delle procedure locali.
Appare evidente, pertanto, che la disponibilità manifestata dalle autorità nepalesi ad accettare nuovi dossier di coppie aspiranti all'adozione, della quale riferisce l'interrogante, debba essere valutata alla luce delle informazioni disponibili, di cui si è dato conto.
Da notizie ricevute dal Ministero degli affari esteri risulta che, recentemente, il ministero nepalese per la donna, i bambini e il welfare, competente per le adozioni internazionali, ha pubblicato un comunicato che riassume i provvedimenti adottati o in via di applicazione. Gli aspetti salienti delle riforme in corso riguardano: l'istituzione di un'autorità centrale per le adozioni internazionali; la creazione di un comitato di esperti per studiare le modifiche legislative in materia; l'introduzione di nuovi criteri per l'idoneità dei soggetti all'adozione internazionale e una serie di previsioni inerenti l'accreditamento degli enti e le modalità di presentazione delle domande.
Risulta, infine, che gli enti autorizzati italiani sono sempre stati informati in merito a tutti i dati sopra descritti, rispetto ai quali le valutazioni rientrano nelle attività di concertazione internazionale di competenza delle autorità centrali dei singoli paesi. Circa la mancata convocazione del tavolo di confronto fra la Commissione per le adozioni internazionali e gli enti autorizzati, cui fa riferimento l'interrogante, gli uffici confermano che si è svolta, di recente, una riunione di lavoro per condividere gli ultimi aggiornamenti, nonché per la verifica dei progetti di cooperazione avviati nel paese dagli enti con il finanziamento della commissione.

Il Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione: Andrea Riccardi.