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Atto a cui si riferisce:
C.4/14266 [Attività di prospezione geosismica nel mare Adriatico]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 9 luglio 2012
nell'allegato B della seduta n. 662
All'Interrogazione 4-14266 presentata da
PIERFELICE ZAZZERA
Risposta. - In ordine al quesito posto con l'interrogazione in esame, ovvero «se si intenda chiarire le cause dello spiaggiamento degli esemplari di Zifi e Capodogli e se vi sia correlazione con l'attività di prospezione geosismica da parte delle navi Princess e Thor Guardian della società petrolifera Northern Petroleum attualmente in corso nelle aree denominate F39 e F40 al largo di Brindisi», si rappresenta quanto segue.
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha costituito fin dal 2006, in regime convenzionale con l'università di Padova - dipartimento di sanità pubblica, patologia comparata e igiene veterinaria (coordinatore dottor Sandro Mazzariol), l'«unità per la necroscopia dei grandi cetacei», recentemente evolutasi nel 2011 in «Unità mobile di intervento nazionale (Cetaceans Emergency Rescue Team - C.E.R.T) per la gestione di spiaggiamenti straordinari di cetacei».
L'unità è stata costituita da questo Ministero in specifica attuazione nazionale degli adempimenti istituzionali assunti nell'ambito dell'accordo ACCOBAMS, così come già definiti dallo stesso scientific committee di tale accordo, dalla resolution 3.25 «Cetacean Live Stranding» e, recentemente, dalle soluzioni pertinenti e dal work programme 2011/2013 approvati in sede di IV Meeting of the parties ACCOBAMS (Monaco, 9-12 novembre 2010), e con specifico riferimento alle strategie nazionali per la conservazione dei cetacei, nonché, nel quadro del menzionato accordo relativo ai mammiferi marini del bacino Mediterraneo, alle risoluzioni pertinenti ed al work programme 2011/2013 approvati dalle parti contraenti in sede di IV meeting of the parties ACCOBAMS (Monaco, 9-12 novembre 2010), segnatamente:

Resolution 4.5 - Work Programme 2011-2013, Conservation Actions:

RMTM 14 - Responses to emergency situations;

CB 2 - Monitoring of cetacean strandings;

Resolution 4.16 - Guidelines Stranding Response.
La realizzazione del progetto in questione ha posto l'Italia in posizione di leadership, sulla specifica tematica, nel novero dei 23 paesi contraenti l'accordo, consentendo pertanto di raggiungere un ruolo guida in progetti di cooperazione tecnico-scientifica dedicata verso i paesi dell'area dell'accordo (Mar Mediterraneo, Mar Nero ed Acque Atlantiche contigue); tale preminenza è stata attestata in occasione del menzionato meeting ACCOBAMS, attraverso l'interesse ed il consenso suscitati dalla presentazione dei risultati scientifici e gestionali dell'intervento operato proprio sui 7 capodogli spiaggiatisi in Puglia.
Tale organismo scientifico e tecnico di intervento operativo (i cui più rilevanti interventi sono stati realizzati, con specifico mandato di attuazione e coordinamento da parte di questo Ministero, in occasione del citato spiaggiamento di massa di 7 esemplari di capodoglio occorso lungo le coste pugliesi nel dicembre 2009 e in occasione degli spiaggiamenti di tre balenottere sul litorale di San Rossore (Pisa) a Capo Testa (Otranto) e a Savona), estende i propri interventi, a scala nazionale, su:

emergenze per spiaggiamenti straordinari (cetacei di grandi dimensioni, oltre 1 tonnellata);

emergenze per spiaggiamenti di massa (mass strandings response);

emergenze per spiaggiamenti cetacei vivi (live stranding);

emergenze per episodi di decesso di cetacei causati da fattori antropici che rappresentino fattori di attenzione e/o rischio per la tutela ambientale (oil spills, algal blooms, eccetera).
L'unità in questione è, tra l'altro, intervenuta anche nell'evento relativo agli zifi occorso il 30 novembre 2011 a Crotone, correlato a quello occorso a Corfù (Grecia): sia relativamente all'evento dei 7 capodogli in Puglia, sia per l'evento degli zifi a Crotone, il dottor Mazzariol ha prodotto, e regolarmente trasmesso a questo Ministero, apposite relazioni tecnico-scientifiche, di cui si riportano estratti delle conclusioni.
Riguardo ai capodogli in Puglia, la disposizione e distribuzione dei soggetti sulla spiaggia e l'agonia o la morte in mare denunciano comunque un quadro di debilitazione che interessava tutti i soggetti. Si deve solamente sottolineare la presenza di un quadro di immunocompromissione.
I medesimi reperti escludono che la causa del decesso sia da attribuire alla gas and fat embolic syndrome, condizione patologica riportata in letteratura come associata all'esposizione ai sonar militari. Di contro, i rilievi tossicologici e le prove biologiche indicano un'alterazione delle funzioni nervose ad eziologia esogena che, per quanto minime possono aver alterato il senso di orientamento e della percezione.
Lo spiaggiamento di questi 7 capodogli si può attribuire ad una condizione multifattoriale, come spesso viene suggerito nei lavori scientifici che riportano eventi come questo, citati in bibliografia.
Da sottolineare comunque come, per quanto questa specie sia assente od occasionale nel Mar Adriatico, in questo bacino si siano verificati altri 5 spiaggiamenti di massa di capodogli, probabilmente per le caratteristiche geografiche del bacino.
Infine, l'uso di strumenti acustici, come quelli correlati alle attività di prospezione presenti anche in Adriatico (airguns), non possono essere considerati come agenti causali lo spiaggiamento per il loro impatto diretto, in quanto assenti emboli di qualsiasi natura, ma possono eventualmente essere tenuti in considerazione come potenziale fattore di disturbo e/o di alterazione del comportamento di questi animali avendone impedito l'uscita o forse favorito l'ingresso.
Riguardo, invece, ai zifi a Crotone, i rilievi macroscopici principali sono stati:

parassitosi renale moderata da Crassicauda specie associata ad arterite mesenterica cronica da moderata a grave con mineralizzazione della parete arteriosa;

parassitosi gastrica e faringea da Anisakis specie;

ascessi nel blubber nella regione cefalica, in prossimità del melone;

emorragie focalmente estese del grasso acustico della mandibola, in particolare a destra;

emorragie polmonari diffuse;

emorragie e soffusioni del melone;

emorragie meningee in zona cerebellare.
Alcuni di tali reperti (emorragie meningee, melone e grasso acustico) sono stati osservati anche negli spiaggiamenti associati spazialmente e temporalmente alle esercitazioni navali con uso di sonar a media frequenza. Mancano comunque le bolle di gas spesso evidenti, in questi casi, nei vasi meningei, mesenterici e renali che hanno dato a tale condizione patologica il nome di gas and fat embolic syndrome. Tuttavia, per esprimere con certezza la presenza di tale quadro embolico è necessario attendere l'esito degli esami microscopici che saranno effettuati presso il nostro dipartimento su vari tessuti e sulle bolle timpaniche.
Inoltre saranno testati anche agenti infettivi quali Morbillivirus ed Herpesvirus, Brucella specie, Toxoplasma gondii. I dati ottenuti saranno quindi confrontati con quelli emersi dalle indagini effettuate sugli esemplari spiaggiati in Grecia ed eseguite dall'equipe del professor Antonio Fernandez della facultad de medicina veterinaria de Gran Canaria, con cui siamo già in contatto. Si segnala infine che carcasse di zifio continuano ad essere recuperate lungo le coste di Corfù e ad oggi sono stati riportati almeno 7 animali spiaggiati lungo le coste greche.
In merito all'eventuale evento causante, quando fosse confermata la presenza della sindrome embolica e gli eventi di spiaggiamento italiano e greco fossero correlati, saranno valutate le possibili associazioni spaziali e temporali con almeno due attività che prevedano nell'area l'uso di fonti sonore nell'area e nel periodo compreso tra il 27 novembre ed il 2 dicembre: il passaggio delle navi Thor Guardian, Thor Server e Princess che stavano effettuando prospezioni geologiche utilizzando airguns per conto di una ditta petrolifera e le operazioni militari effettuate dalla Marina militare italiana nei bacini antistanti Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e nel Golfo di Taranto di un'esercitazione aero-navale ed anfibia (Mare Aperto/Amphex 2011) che coinvolgeva due sottomarini nell'area, come da Ordinanze 117 del 2011 della Capitaneria di porto di Reggio Calabria e 122 del 2011 della Capitaneria di porto di Corigliano Calabro.
Le indagini istologiche effettuate dimostrano la presenza di una embolia lipidica, come materiale nero nei vasi venosi di un plesso venoso nell'orecchio. Non sarà possibile confermare la presenza di emboli gassosi ma già tale condizione è stata più volte osservata in occasione di spiaggiamenti anomali di zifii in associazione ad esercitazioni militari. Si sta procedendo con le indagini sulle lesioni acustiche e questo potrebbe confermare il danno diretto con una fonte sonora (includendo in tal senso gli airguns usati nelle prospezioni geologiche).
Si sottolinea che, ad oggi, la letteratura e l'esperienza scientifiche internazionali tendono ad escludere l'individuazione in attività di prospezione geosismica mediante impiego di airguns quale fattore eziologico di morte, o lesioni letali, a carico di esemplari di tale specie (Ziphius cavirostris), pur riconoscendone un effetto indiretto in termini di turbativa e di deplezione delle prede (cefalopodi, pesci di piccola taglia); al contrario, appare largamente dimostrato l'effetto letale causato dall'impiego, da parte di unità militari, sottomarine e non, dei cosiddetti Active Sonars.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Corrado Clini.