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Atto a cui si riferisce:
C.4/14570 [Gestione del centro trapianti di Genova]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 9 luglio 2012
nell'allegato B della seduta n. 662
All'Interrogazione 4-14570 presentata da
FABIO GARAGNANI
Risposta. - L'Azienda ospedaliera universitaria San Martino - Ist - istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova, originata dall'accorpamento dell'Azienda ospedaliera universitaria San Martino e dell'Ircss/Ist - Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (legge della Regione Liguria 1o marzo 2011, n. 2) è stata riconosciuta da questo ministero istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nella disciplina di oncologia, con decreto ministeriale 12 agosto 2011.
Nel corso della procedura volta al riconoscimento scientifico del nuovo soggetto giuridico, questo ministero, poiché l'Ist di Genova aveva già una qualità scientifica riconosciuta, ha considerato il valore che avrebbero potuto apportare le strutture dell'Azienda San Martino all'attività eccellente, in campo oncologico, dal punto di vista clinico e scientifico dello stesso Ist.
Il riconoscimento quale Irccs ha riguardato la figura giuridica del nuovo ente: solo alcune delle strutture del San Martino sono risultate, a parere della Commissione di valutazione del carattere scientifico, idonee a far conseguire all'istituto il riconoscimento del carattere scientifico nella disciplina di oncologia.
La definitiva struttura organizzativa dell'Ircss azienda ospedaliera universitaria San Martino - Ist - istituto nazionale per la ricerca sul cancro, ad oggi, non è completata, tanto che la commissione di valutazione del carattere scientifico, nell'esprimere un giudizio complessivamente favorevole per il riconoscimento scientifico del nuovo soggetto, ha tuttavia ritenuto necessario effettuare, fra un anno, un successivo sopralluogo, proprio per verificare il completamento del piano di organizzazione dell'Ircss in questione.
È opportuno ricordare che gli Ircss, al pari di qualunque istituto del servizio sanitario nazionale, individuano la propria organizzazione interna, e, quindi, le relative strutture operative, conformemente ai programmi adottati dalle competenti autorità regionali.
Sulla questione, l'istituto superiore di sanità - centro nazionale trapianti ha comunicato che nel febbraio 2011 il direttore del dipartimento trapiantologico ha denunciato all'azienda S. Martino un suo collaboratore e chirurgo tra i più esperti in Italia nell'attività chirurgica di trapianto di fegato, per aver causato un grave danno ad un paziente pediatrico nel corso di un intervento di trapianto di fegato. La commissione disciplinare nominata dall'Azienda ha ritenuto il comportamento del collaboratore assolutamente corretto e ha definito infondata la denuncia.
A seguito di questo episodio la direzione generale dell'ospedale, con il parere favorevole del centro nazionale trapianti, ha ritenuto necessario - per ragioni di sicurezza - sospendere l'attività di trapianto di fegato, ad eccezione dei casi urgenti, dato il rischio che qualsiasi evento avverso avvenuto in sala operatoria avrebbe potuto comportare per l'operatore una denuncia ingiustificata da parte del responsabile del reparto.
Successivamente, in seguito alla riorganizzazione legata alla trasformazione dell'ospedale S. Martino in Ircss, il dipartimento trapiantologico veniva soppresso.
Il centro nazionale trapianti ha ricordato che l'attività di trapianto di fegato in Italia è regolamentata dalla legge 1o aprile 1999, n. 91 «Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti».
I centri di trapianto sono configurati all'interno delle strutture ospedaliere ed i loro responsabili sono nominati in seguito a procedure concorsuali definite dalla stessa legge.
La programmazione e l'autorizzazione delle attività di trapianto sono affidate alle regioni nel rispetto di standard di qualità, ai sensi dell'articolo 16 della legge n. 91 del 1999: «Strutture per i trapianti. 1. Le regioni individuano, nell'ambito della programmazione sanitaria, tra le strutture accreditate quelle idonee ad effettuare i trapianti di organi e di tessuti. Con decreto del Ministro della sanità, sentiti il Consiglio superiore di sanità ed il Centro nazionale, sono definiti i criteri e le modalità per l'individuazione delle strutture di cui al presente articolo, in base ai requisiti previsti dal decreto 29 gennaio 1992, del Ministro della sanità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1o febbraio 1992, nonché gli standard minimi di attività per le finalità indicate dal comma 2. 2. Le regioni provvedono ogni due anni alla verifica della qualità e dei risultati delle attività di trapianto di organi e di tessuti svolte dalle strutture di cui al presente articolo revocando l'idoneità a quelle che abbiano svolto nell'arco di un biennio meno del 50 per cento dell'attività minima prevista dagli standard di cui al comma 1».
Ai fini dell'attuazione di detto articolo 16, sono state definite le linee guida per stabilire i requisiti delle strutture idonee ad effettuare trapianti, gli standard minimi di attività e i criteri per il funzionamento dei centri per i trapianti individuati dalle regioni, attraverso:

l'accordo Stato-Regioni del 21 marzo 2002, concernente i requisiti delle strutture idonee ad effettuare trapianti di organi e tessuti sugli standard minimi di attività;

l'accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2004, riguardante le linee guida per l'idoneità ed il funzionamento dei centri individuati dalle regioni come strutture idonee ad effettuare trapianti di organi e di tessuti.
Detti accordi hanno consentito alle regioni di operare le scelte organizzative più adeguate alle proprie realtà territoriali.
Il recente accordo Stato-Regioni del 13 ottobre 2011 sulla rete nazionale trapianti, nell'intento di adeguare la rete alle nuove esigenze intervenute, anche a seguito di interventi legislativi nazionali ed europei, ha rafforzato la struttura a rete della organizzazione trapiantologica italiana, individuandone quattro livelli di coordinamento (nazionale, interregionale, regionale e ospedaliero/aziendale).
Per quanto riguarda, in particolare, il trapianto di fegato, l'accordo Stato-Regioni del 23 settembre 2004 ha definito le linee guida per la gestione delle liste di attesa e l'assegnazione di organi nel trapianto di fegato da donatore cadavere.
Il Centro nazionale trapianti svolge le funzioni di indirizzo e sorveglianza definite dalla normativa vigente e collabora con gli assessorati regionali: il problema principale del centro di Genova sta nella capacità di coordinamento con i centri di epatologia della regione Liguria affinché indirizzino al centro trapianti i loro pazienti per essere inseriti in lista. La progressiva diminuzione della lista regionale, composta da solo 7 pazienti nel 2011, rappresenta un indice evidente della scarsa fiducia che gli specialisti regionali riponevano nel centro di Genova nel 2011.
Nell'ottobre 2011 il Direttore del centro nazionale trapianti è stato chiamato ad un vertice regionale in presenza del Presidente della regione Liguria e dell'Assessore regionale alla sanità, del direttore dell'Ospedale S. Martino e del preside della facoltà universitaria e, nell'occasione, ha rappresentato l'esigenza di mantenere la sospensione dell'attività di trapianto di fegato, dato il permanere delle cause che l'avevano determinata, e ha sostenuto che la priorità di un centro trapianti di fegato, nel rispetto della competenza richiesta, non è rappresentata dalla scelta del singolo chirurgo, ma dalla capacità di costruire un programma di trapianto con la messa in rete dei centri epatologici regionali.
Si è in attesa di conoscere e verificare le iniziative di competenza regionale.

Il Ministro della salute: Renato Balduzzi.