• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02969 [Verificare i comportamenti, anche penalmente rilevanti, quali la manipolazione dei mercati, tenuti da Barclays e da altre banche ]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02969 presentata da ELIO LANNUTTI
martedì 10 luglio 2012, seduta n.761

LANNUTTI, MUSI, GIARETTA, LEGNINI, LEDDI, MASCITELLI, FONTANA, STRADIOTTO, PEDICA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

ancora una volta le grandi banche, manovrando l'Euribor, hanno procurato danni enormi ai consumatori ed ai mutuatari che hanno sottoscritto prestiti indicizzati;

su un comunicato stampa pubblicato sul sito di Adusbef si legge: «Le Autorità di controllo inglesi e americane (Commodity Future Trading Commission) hanno contestato a Barclays (ma la vicenda coinvolge anche Hsbc, Lloyds Banking Group e Royal Bank of Scotland (...))» il fatto che prima del 2008 siano stati compiuti numerosi tentativi per manipolare il «Libor, indice che serve a calcolare gli interessi interbancari, i tassi dei mutui e i costi delle carte di credito». 450 milioni di dollari la sanzione che l'istituto di credito dovrà pagare a seguito di un accordo con la Financial Services Authority (Fsa). Anche le altre banche hanno accettato di riparare i danni subiti dai loro clienti che sono rimasti vittime di questo tipo di strumenti finanziari strutturati;

come per l'individuazione dell'Euribor, quella del Libor (London interest, eccetera) deriva da "dichiarazioni", che gli istituti autorizzati alla definizione di quei tassi fanno giornalmente, circa i livelli di interesse applicati alle loro operazioni;

il comunicato stampa prosegue: «La Banca dei regolamenti internazionali nel suo bollettino trimestrale indica in 601 mila miliardi di dollari, 10 volte il Pil globale, il controvalore degli strumenti finanziari derivati scambiati nel Pianeta. Di questo ammontare, più di un terzo è relativo a derivati su tassi di interesse. L'azione delle banche coinvolte nella indicazione falsa dei tassi da loro applicati, non esaurisce i suoi danni nei confronti dei loro clienti titolari di mutuo, dei corrispondenti bancari con i quali si scambiano finanziamenti o del fisco locale». Impatta, infatti, «anche sugli esiti delle operazioni in derivati che, per circa» 220.000 miliardi «di dollari, hanno come sottostante i tassi di interesse» (Libor, Euribor, ecc). Basta un "innocente accomodamento" di un centesimo di punto per vincere o perdere le scommesse, e con esse somme enormi dovute al leverage;

da almeno un anno Adusbef e Federconsumatori si chiedono come mai le banche soffrano per problemi di carenza di liquidità, quando una delle componenti della provvista, quella interbancaria europea denominata Euribor, ha tassi di interesse sempre più bassi. Si apprende dal citato comunicato stampa che «In data 6 ottobre 2011, Adusbef inviò tramite il suo vice-presidente avv. Antonio Tanza», un «esposto all'Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato)» dal seguente tenore: «Oggetto: sulla nullità per violazione della normativa antitrust (Legge n. 287/1990) dei prodotti bancari e finanziari che facciano riferimento all'Euribor. Adusbef, Associazione Difesa Consumatori e Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi e Postali, in persona del suo rappresentante legale (...) rappresentato ai fini del presente atto dall'Avv. Antonio Tanza, del Foro di Lecce, domiciliato in Roma alla via Farini n. 62, chiede all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di valutare se, ai sensi della Legge n. 287 del 10/10/1990, i prodotti bancari e finanziari aventi come parametro di riferimento il tasso Euribor come base per il pagamento dell'interesse violino la normativa antitrust (cfr. art. 2, comma 2, lett. a), Legge n. 287 del 10/10/1990). In particolare, Adusbef ritiene che la rilevazione di un parametro di riferimento (Euribor, Libor, ecc.) ad opera di un'associazione tra banche possa considerarsi quale intesa tra imprese (bancarie) che abbiano per oggetto o per l'effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, anche attraverso attività consistenti nel: "a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali (…). Come avremo modo di dimostrare nel corso della successiva esposizione, numerose banche italiane, venendo meno alla diligenza professionale che dovrebbe caratterizzare la loro attività, hanno utilizzato nei contratti di mutuo (ma anche future, derivati, swap, ecc.) proposti ai clienti un tasso di interesse avente come parametro di riferimento il tasso euribor. Facendo così, l'aumento e la variazione dei tassi è direttamente demandato ad un "sindacato" di banche che di fatto fa il prezzo e modifica un elemento essenziale del contratto. L'Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea (European Banking Federation) come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell'Unione Europea cedono i depositi in prestito. La pubblicazione del tasso è demandata a un'associazione internazionale - non-profit - di diritto belga fondata nel 1999 - la Euribor-EBF - con sede in Bruxelles. I suoi membri sono le associazioni bancarie nazionali degli Stati membri dell'Unione Europea della c.d. Euro Zona. La Federazione Bancaria Europea - per sua stessa ammissione - è la voce degli interessi privatistici di oltre 5.000 banche europee in 31 diversi paesi europei. La Federazione è di fatto un "sindacato" sovranazionale di diritto privato ("To be the voice of European banks") e di tutela di parte degli interessi delle banche europee, senza alcuna funzione pubblica o di indirizzo dell'interesse pubblico degli utenti bancari, né tantomeno di partecipazione degli stessi con funzione di controllo. L'Euribor in particolare è composto da una "media" giornaliera delle quotazioni fornite su 13 "scadenze" da un insieme (attualmente) di 44 banche della zona euro (le cosiddette "banche di riferimento"), quale determinazione autonoma di una posta contabile, definita giornalmente quale media di voci stabilite dalle banche aderenti, senza alcun controllo superiore, come indicato dall'European banking federation (...). L'Euribor è utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile. L'indice Euribor funge da parametro di riferimento per i tassi da applicare comunque a molti altri prodotti, tra cui diversi strumenti derivati, quali i mutui, i future, gli swap e i forward rate agreement, ecc. Ricordiamo (...) che la Legge n. 287 del 10/10/1990 - "Norme per la tutela della concorrenza e del mercato - ANTITRUST" - stabilisce all'art. 2 (Intese restrittive della libertà di concorrenza): 1. Sono considerati intese gli accordi e/o le pratiche concordati tra imprese nonché le deliberazioni, anche se adottate ai sensi di disposizioni statutarie o regolamentari, di consorzi, associazioni di imprese ed altri organismi similari. 2. Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, anche attraverso attività consistenti nel: a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali; b) impedire o limitare la produzione, gli sbocchi, o gli accessi al mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico; c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento; d) applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza; e) subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun rapporto con l'oggetto dei contratti stessi. 3. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto. Tale norma è senza alcun dubbio applicabile alle intese tra banche. Infatti, l'art. 20 della Legge n. 287/1990 disponeva che "Nei confronti delle aziende ed istituti di credito l'applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 6 spetta alla competente autorità di vigilanza". Tale competenza funzionale è adesso non più sussistente, nell'abrogazione dell'articolo citato.?L'applicazione del tasso Euribor contrasta espressamente con la Legge n. 287/1990, la quale vieta le intese tra imprese (anche bancarie) che abbiano per oggetto o per l'effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, anche attraverso attività consistenti nel: "a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali; (…) 3) Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto". L'Euribor quale "accordo" tra le imprese bancarie diretto a fissare direttamente o indirettamente il prezzo del proprio servizio è la principale condizione contrattuale dei mutui a tasso variabile e di altri prodotti offerti al pubblico dalle banche. La nullità di un tale patto, "ad ogni effetto", conseguirebbe espressamente dall'applicazione della normativa antitrust (Legge 287/1990). Il prodotto a cui sia collegato non potrebbe quindi produrre nessun effetto tutelato dalla legge. Tale nullità potrebbe essere rilevata d'ufficio o comunque eccepita dall'utente bancario. Per le ragioni su esposte Adusbef Onlus, Associazione Difesa Consumatori e Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi e Postali, chiede che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: 1) voglia accertare e dichiarare l'esistenza di una violazione dell'art. 2, comma 2, lettera a) della legge n. 287 del 1990; 2) voglia inibire alle banche italiane l'utilizzo dei su esposti contratti di mutuo, in quanto ingannevoli nei confronti del consumatore, assumendo, inoltre, i provvedimenti più idonei ed opportuni per eliminarne gli effetti; 3) considerata la sussistenza dei motivi d'urgenza, insiti anche nella particolare diffusione di tali contratti riferibili per loro stessa natura alla generalità dei consumatori, intervenga comunque cautelativamente per sospenderne provvisoriamente la promozione di ulteriori contratti che facciano riferimento al parametro Euribor»;

alla data odierna, Adusbef non ha avuto alcun cenno di riscontro dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito a tale circostanziata denuncia;

da qualche giorno i mercati finanziari sono stati di nuovo scossi da un nuovo scandalo legato alla "finanza malata", ovvero comportamenti opportunistici di manager e banchieri volti a lucrare denaro senza tener conto delle possibili conseguenze negative per l'economia reale, ovvero a danno di famiglie, risparmiatori, imprese e Governi. La manipolazione dei tassi interbancari è finalmente venuta a galla, nonostante sia stata praticata da anni. Sulla base del dossier in mano all'americana CFTC (Commodity Futures Trading Commission), il tasso più manipolato è stato soprattutto l'Euribor. Si tratta del tasso interbancario di riferimento per l'area euro. Se al Libor sono legati 350.000 miliardi di dollari di derivati su tassi e 10.000 miliardi di prestiti e mutui (dati di fine 2011), all'Euribor - oltre ad un gigantesco ammontare per i mutui - sono legati prodotti derivati per 220.000 miliardi di dollari. La CFTC ha spiegato come veniva manipolato il tasso, facendo riferimento alle e-mail di alcuni operatori in derivati intercettate nella sede di Barclays. Secondo la CFTC, come si apprende dall'articolo pubblicato su "Economiaweb" del 10 luglio 2012, «alcuni operatori senior di Barclays orchestravano le strategie di varie banche con l'obiettivo di influenzare il risultato finale dell'Euribor». Chi lavorava sui derivati «e aveva la necessità - a seconda dei giorni - di avere un Euribor elevato o basso, si coordinava con i colleghi di altre banche per fare in modo che i vari contributi inviati a Ebf (associazione bancaria non regolamentata) e a Thomson Reuters fossero nella direzione desiderata». Insomma, veniva manipolata la media finale. Tale manipolazione dei tassi consentiva a chi deteneva posizioni in derivati indicizzati all'Euribor di guadagnare o di limitare eventualmente le perdite. Il tutto chiaramente senza preoccuparsi delle conseguenze di chi, ad esempio, si trovava alle prese con il pagamento della rata mensile del mutuo. Infatti, l'Euribor è fondamentale per determinare il tasso di interesse per le rate dei mutui e dei prestiti, oltre all'andamento dei derivati su tassi. Barclays, tra le più implicate nello scandalo, ha chiuso la vertenza con la CFTC pagando una multa di 200 milioni di dollari. Ma i danni inferti ai consumatori possono essere quantificati in alcune decine di miliardi di dollari;

considerato che il 25 febbraio 2012, nella rubrica "La PignattA n. 65. Banche: campati in aria i problemi di raccolta", pubblicata sul sito dell'Adusbef dal dottor Mauro Novelli, segretario nazionale dell'associazione, veniva scritto che da alcune parti si è sostenuto che l'abbattimento drastico degli Euribor derivi dal taglio di 25 p.b. del tasso di riferimento della BCE intervenuto il 5 luglio 2012. Le variazioni di Francoforte intervenute nel 2011 (12-12, 9-11, 13-7) non hanno mai avuto ripercussioni di tale entità sull'Euribor. Basta verificare che cosa è successo al tasso interbancario il giorno successivo al ritocco. Euribor a un mese: dallo 0,362 del 5 allo 0,255 del 6 luglio; Euribor a 3 mesi: dallo 0,641 allo 0,549; Euribor a 6 mesi: dallo 0,920 allo 0,831,

si chiede di sapere:

se risulti rispondente al vero che alcuni operatori senior di Barclays orchestravano strategie di varie banche allo scopo di influenzare l'andamento dell'Euribor per manipolarne le quotazioni, poiché coloro che lavoravano sui derivati e avevano la necessità - a seconda dei giorni - di un Euribor elevato o basso e si mettevano d'accordo con i colleghi di altre banche per fare in modo che i vari contributi inviati a Ebf (associazione bancaria non regolamentata) e a Thomson Reuters fossero nella direzione desiderata;

se la vera e propria manipolazione della media finale, per consentire a chi deteneva posizioni in derivati indicizzati all'Euribor di guadagnare o di limitare eventualmente le perdite, non risulti aver prodotto danni gravi e rilevantissimi a milioni di famiglie che hanno sottoscritto mutui indicizzati all'Euribor e che hanno pagato tassi più elevati rispetto a quelli che sarebbero stati determinati dalle corrette regole di mercato;

quali iniziative urgenti il Governo intenda attivare per verificare i comportamenti, anche penalmente rilevanti, quali la manipolazione dei mercati, tenuti da Barclays e da altre banche quali Hsbc, Lloyds Banking Group e Royal Bank of Scotland, sulla base del dossier in mano all'americana CFTC (Commodity Futures Trading Commission), nonché da Deutsche Bank in merito alla manipolazione del tasso interbancario Euribor di riferimento per l'area euro, accertato che, se al Libor sono legati 350.000 miliardi di dollari di derivati su tassi e 10.000 miliardi di prestiti e mutui (dati di fine 2011), all'Euribor - oltre a un gigantesco ammontare per i mutui - sono legati prodotti derivati per 220.000 miliardi di dollari, come accertato dalla stessa CFTC, sulla base di e-mail di alcuni operatori in derivati intercettate nella sede di Barclays;

se il Governo, anche alla luce di questo ennesimo scandalo, non ritenga doveroso intervenire a livello europeo ed internazionale per imporre regole ferree e sanzioni verso i banchieri, e se non ritenga opportuno valutare la proposta di istituire un tribunale internazionale, analogo a quello che giudica i crimini di guerra, per valutare tali comportamenti reiterati di banche di affari e della cricca finanziaria di fondi ed agenzie di rating che hanno distrutto la sovranità degli Stati per finalità speculative, come crimini economici.

(3-02969)