• Testo MOZIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.1/00664 [Esposizione all'amianto]



Atto Senato

Mozione 1-00664 presentata da ROSSANA BOLDI
giovedì 5 luglio 2012, seduta n.759

BOLDI, ADERENTI, ASTORE, BAIO, BIANCHI, BIANCONI, BUTTI, CAGNIN, CASTIGLIONE, CHIAROMONTE, DAVICO, DI GIOVAN PAOLO, FLUTTERO, FOSSON, GARAVAGLIA Mariapia, MARCENARO, MONGIELLO, OLIVA, PINZGER, RIZZI, RIZZOTTI, SACCOMANNO, SANTINI, SARO, SBARBATI, SERAFINI Giancarlo, SIBILIA, STIFFONI, THALER AUSSERHOFER, TOMASSINI, ZANOLETTI - Il Senato,

premesso che:

l'amianto risulta una delle sostanze più devastanti nella storia moderna del mondo del lavoro, non solo per l'Italia e per l'Europa, ma anche per gli altri Paesi del mondo, visto l'utilizzo massiccio che ne è stato fatto;

con il termine amianto o asbesto vengono indicati una serie di minerali naturali a struttura fibrosa che si originano da rocce madri non necessariamente fibrose, la cui definizione normativa è fornita dall'art. 23 del decreto legislativo n. 277 del 1991, ora abrogato dal decreto legislativo n. 81 del 2008;

le caratteristiche tipiche di questo materiale sono l'assenza di infiammabilità e l'elevata resistenza al calore, la resistenza agli attacchi di aggressivi chimici quali acidi e basi, la resistenza elettrica, la flessibilità, la filabilità e le proprietà fonoassorbenti;

a causa di tali caratteristiche ne è stato fatto un largo uso sia nel settore industriale che in quello dell'edilizia;

la sua natura fibrosa è alla base delle proprietà tecnologiche, ma allo stesso tempo è anche la causa principale della sua nocività, provocando nell'essere umano gravi patologie a carico prevalentemente dell'apparato respiratorio;

la pericolosità, infatti, deriva dalla capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili, nonché della estrema suddivisione a cui tali fibre possono giungere. Tale composizione, all'origine delle molteplici applicazioni di questo minerale, è anche il suo punto critico per la salute umana perché è in grado di scomporsi in fibre di diametro infinitesimale e facilmente respirabile;

già nel 1962 la Commissione europea aveva rivolto ai suoi sei Stati membri (Italia, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi bassi) una raccomandazione accompagnata dall'elenco delle malattie professionali e di tutti i rischi derivanti dall'esposizione all'amianto, ma solo nel 2005 è entrata in vigore la disposizione che ne vieta totalmente l'uso in Europa;

su proposta di alcuni rappresentanti di comuni, province e regioni europee si è avviato il percorso che porterà, nel mese di ottobre, alla probabile adozione di una raccomandazione a tutti i 47 Governi dei Paesi aderenti al Consiglio d'Europa per la messa definitiva al bando dell'estrazione, la lavorazione, l'utilizzo e il commercio dell'amianto e dei prodotti in cui esso è contenuto. Tale proposta è stata presentata al Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa (CPLRE), firmata da rappresentanti di Italia, Francia, Germania, Polonia, Romania, Norvegia e Armenia;

l'Italia purtroppo è stata uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di amianto fino alla fine degli anni '80. Nonostante l'uso dell'amianto sia stato completamente bandito nel 1992 con il decreto legislativo n. 257 del 2006, il Paese sopporta ancora oggi le conseguenze dei livelli di esposizione soprattutto per le bonifiche;

in Italia è stata pronunciata una storica sentenza dal tribunale di Torino, Prima Sezione penale, n. 565 del 13 febbraio 2012, nei confronti della multinazionale Eternit e dei suoi vertici, che non lascia dubbi sulla pericolosità della fibra killer;

nelle 713 pagine di motivazione della sentenza che condanna i colpevoli per disastro ambientale, si legge chiaramente che il comportamento degli imputati è stato caratterizzato da un dolo di elevatissima intensità. Nonostante fossero pienamente a conoscenza dell'elevato grado di cancerogenicità dell'amianto, i vertici Eternit non hanno ritenuto di dover modificare strutturalmente le situazioni degli stabilimenti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, per migliorare l'ambiente e limitare il più possibile l'inquinamento;

il comune di Casale Monferrato è risultato il più colpito da questa tragedia, con più di 1.800 vittime. Essendo anche il più antico insediamento italiano dell'Eternit, infatti, ha ricevuto il risarcimento maggiore (25 milioni di euro);

il problema maggiore ora è quello della bonifica, che mina la salute dei lavoratori addetti allo smaltimento. Sono loro infatti la nuova frontiera delle vittime che toccherà il suo vertice fra una decina di anni;

considerato che:

le malattie provocate dall'esposizione all'amianto, quindi il mesotelioma e le malattie asbesto correlate, sono ancora senza cure;

in Italia esiste un programma di sorveglianza epidemiologica dei casi di mesotelioma maligno sancito dal Regolamento per il modello e le modalità di tenuta del registro, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 dicembre 2002, n. 38, che ha istituito presso l'INAIL, settore Ricerca certificazione e verifica, Dipartimento medicina del lavoro, un registro dei casi accertati di mesotelioma al fine di stimare l'incidenza di mesotelioma maligno in Italia, definire le modalità di esposizione, l'impatto e la diffusione della patologia nella popolazione e di identificare sorgenti di contaminazione ancora ignote;

il Registro nazionale mesoteliomi (ReNaM) si struttura come un network ad articolazione regionale. Presso ogni Regione è istituito un Centro operativo (COR) con compiti di identificazione di tutti i casi di mesotelioma incidenti nel proprio territorio e di analisi della storia professionale, residenziale, ambientale dei soggetti ammalati per identificare le modalità di esposizione ad amianto;

il mesotelioma è certamente la malattia più grave, causata dall'aver inalato fibre di amianto disperse nell'aria e può aggredire la pleura, il peritoneo, il pericardio e la tunica testicolare;

fino ad oggi il Registro ha raccolto oltre 9.000 casi di mesotelioma, fornendo una panoramica dettagliata di questa malattia. L'età media alla diagnosi è di 68,3 anni e molto raramente viene diagnosticata fino a 45 anni (solo il 2,7 per cento del totale dei casi registrati); dei 9.166 casi registrati, il 72,4 per cento riguarda gli uomini. Per quanto riguarda la latenza, cioè il periodo che intercorre fra l'inizio dell'esposizione e la manifestazione della malattia, essa è mediamente di oltre 40 anni e la sopravvivenza (cioè il tempo che passa fra la diagnosi e il decesso) è purtroppo ancora molto breve, attestandosi sui 9 mesi;

nell'ospedale di Alessandria è ospitata la banca biologica del mesotelioma, dalla quale si può accedere a linee cellulari conservate in azoto liquido, che rappresentano un patrimonio genetico unico in Piemonte e in Italia. Inoltre nel centro trasfusionale della stessa Azienda sanitaria ospedaliera (ASO) si è studiata la rigenerazione tissutale da parte di derivati piastrinici;

ancora non c'è una cura contro il mesotelioma, bisogna dunque puntare alla ricerca in questa direzione e nel frattempo sottoporre a sorveglianza epidemiologica chi è ancora esposto all'amianto, in particolare coloro che sono addetti alle operazioni di bonifica,

impegna il Governo:

1) a promuovere il potenziamento della ricerca e sorveglianza epidemiologica a livello nazionale ed internazionale, adoperandosi anche nelle sedi decisionali dell'Unione europea affinché - già a partire da questo semestre di Presidenza cipriota, nell'ambito dell'attuazione della direttiva 2011/24/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, concernente l'applicazione dei diritti relativi all'assistenza transfrontaliera, secondo quanto stabilito dall'articolo 12, paragrafo 2, lettera e), venga creata una rete di ricerca e prevenzione degli Stati membri;

2) a livello nazionale così come nella prospettiva della realizzazione della predetta rete di ricerca e prevenzione europea, a valorizzare, anche ai fini dell'identificazione dei centri di riferimento nazionali, l'esperienza di ricerca e prevenzione maturata dalle strutture sanitarie presenti nei territori dove erano localizzate le industrie e dove maggiormente si sono manifestate le patologie relative all'esposizione all'amianto.

(1-00664)