• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/03372/008/ ... [Risorse per i territori colpiti dall'ondata di maltempo di febbraio scorso]



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/3372/8/0113 presentato da GIOVANNI LEGNINI
mercoledì 4 luglio 2012, seduta n. 003

Il Senato,
premesso che:
il decreto-legge in esame prevede, all'articolo 1, comma 1, lettera c), numeri 9 e 10, la modifica dell'articolo 5, commi 5-quater e 5-quinquies, della legge 225 del 1992, che erano state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale con sentenza n. 22 del 2012, nel senso di prevedere che per far fronte agli oneri connessi agli interventi calamitosi per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza vi sia l'utilizzo prioritario di risorse statali (Fondo nazionale della protezione civile e Fondo di riserva per le spese impreviste);
le norme previgenti, introdotte nella legge 24 febbraio 1992, n. 225, in sede di conversione del decreto-legge n. 225 del 29 dicembre 2010, il c.d. "decreto milleproroghe" per l'anno 2011, disponevano che le Regioni colpite da calamità naturali, per coprire le spese derivanti dalla dichiarazione dello stato di emergenza, in caso di risorse di bilancio insufficienti, avrebbero dovuto deliberare aumenti delle imposizioni tributarie loro attribuite, nonché elevare la misura dell'imposta regionale sulla benzina per autotrazione; tali aumenti, inoltre, erano considerati per le regioni condizione imprescindibile per poter accedere al Fondo per la protezione civile per coprire le spese eccedenti;
tali disposizioni provocavano la ingiusta e paradossale conseguenza di far gravare gli oneri dell'a gestione dell'emergenza, della ricostruzione e della medesima ripresa produttiva sulle popolazioni colpite da eventi calamitosi della più diversa natura, che nel corso degli ultimi anni si sono abbattuti con una spaventosa frequenza su ampie aree del nostro Paese (terremoti, alluvioni, eccezionali eventi atmosferici quali quelli verificati si nel corso di questo febbraio); popolazioni dunque già pesantemente danneggiate dal punto personale ed economico, con la perdita di abitazioni, attività imprenditoriali, posti di lavoro;
la Corte costituzionale, infatti, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, "nella parte in cui introduce i commi 5-quater e 5-quinquies, primo periodo, nell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225", con la sentenza n. 22 del 2012, aveva sottolineato che l'obbligo di aumento "pesa irragionevolmente sulla Regione nel cui territorio si è verificato l'evento calamitoso, con la conseguenza che le popolazioni colpite dal disastro subiscono una penalizzazione ulteriore";
considerato che:
nella vigenza di tale norma, nel febbraio scorso, si è abbattuta un'eccezionale ondata di maltempo con pesanti nevicate che hanno colpito diverse regioni d'Italia ed in particolare le regioni del Centro-Sud provocando effetti estremamente gravi: danni ingenti alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati, alle attività produttive, con ricadute pesanti anche derivanti dal blocco delle attività per interi settori; difficoltà nei trasporti che hanno causato il deterioramento delle merci deperibili e conseguentemente pesanti perdite per i produttori; gravissimi disagi alla viabilità e all'erogazione di servizi pubblici essenziali, tanto da non garantire in alcuni casi neppure i collegamenti alla rete idrica, elettrica e delle telecomunicazioni;
in alcune regioni, in particolare nelle Marche, nel Molise e in Abruzzo, la situazione è rimasta a lungo critica: intere aree sono rimaste senza luce, gas e approvvigionamento idrico, rendendo una situazione già difficile ancor più grave per le popolazioni isolate, rimaste senza riscaldamento, e raggiunte con estrema difficoltà anche dai mezzi di soccorso;
la più grave difficoltà, nella prima emergenza, delle Regioni colpite, è stata quella di non poter richiedere al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza, che avrebbe potuto attivare il pieno coinvolgimento della Protezione civile fin dalle prime fasi;
i danni causati dal maltempo sono ingenti, e altrettanto ingenti le risorse impiegate da regioni ed enti locali per far fronte all'emergenza e ripristinare le condizioni di normalità e di ripresa produttiva per ampie aree del Paese; il Governo aveva tra l'altro a suo tempo promesso che si sarebbe fatto carico di rifondere le regioni e gli enti locali, mentre ad oggi non risulta che tali fondi siano stati effettivamente erogati;
impegna il Governo:
ad individuare le risorse necessarie a coprire le esigenze dei territori colpiti dall'ondata di maltempo di febbraio scorso, per quanto di competenza dello Stato, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e dell'invarianza dei saldi della finanza medesima.
(0/3372/8/0113)
LEGNINI, SANNA