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Atto a cui si riferisce:
S.4/07657 MASCITELLI, BELISARIO - Al Ministro dello sviluppo economico - (4-07657) (Già 3-02482)



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 170
all'Interrogazione 4-07657

Risposta. - In riferimento alle interrogazioni 4-03653 e 4-07657 e da elementi acquisiti dalla Snam rete gas SpA, si comunica quanto segue.

La "Rete adriatica" è un'iniziativa di potenziamento del sistema di trasporto del gas dal sud Italia verso il nord, progettata in base ai programmi di utilizzo dei punti di entrata esistenti ed alle iniziative in atto o previste dagli operatori del settore gas per crearne di nuovi.

Essa ha, indubbiamente, una valenza strategica per il sistema di trasporto nazionale per diverse ragioni: in primo luogo, perché l'incremento delle capacità dei punti di entrata della rete italiana garantirà la copertura del fabbisogno energetico del Paese nel medio-lungo termine; in secondo luogo, perché permetterà la realizzazione di capacità in esportazione dai punti di uscita del nord Italia verso l'Europa settentrionale ed orientale, consentendo una reale integrazione delle reti di trasporto dei diversi Paesi europei; in terzo luogo, perché consentirà di diversificare i corridoi di attraversamento del Paese, conferendo maggiore sicurezza e affidabilità al sistema di trasporto del gas.

La "Rete adriatica" è costituita da cinque tratti di gasdotti funzionalmente autonomi e precisamente: 1) Massafra-Biccari; 2) Biccari-Campochiaro; 3) Sulmona-Foligno; 4) Foligno-Sestino; 5) Sestino-Minerbio.

È inoltre prevista la realizzazione a Sulmona (L'Aquila) di un "impianto di compressione del gas" della potenza di circa 33 MW, la cui ubicazione è posta in corrispondenza della rete esistente dei metanodotti di Snam rete gas che già oggi confluiscono a Sulmona.

Ogni tratto è funzionalmente autonomo e quindi può esistere indipendentemente dagli altri e garantisce quota parte degli obiettivi complessivi della Rete adriatica.

Infatti, oltre alle finalità generali descritte, i diversi tratti consentono di raggiungere anche una serie di obiettivi parziali, in particolare, il potenziamento delle reti regionali esistenti, l'aumento della flessibilità e dell'affidabilità del sistema locale di trasporto.

In fase di avvio delle procedure autorizzative, nel 2005, fu inoltrata un'unica domanda di autorizzazione urbanistica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977 al Ministero delle infrastrutture e trasporti, autorità competente per la normativa vigente dell'epoca, per il tratto Sulmona-Foligno e l'impianto di compressione di Sulmona in quanto fisicamente connessi.

Con l'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001 integrato dal decreto legislativo n. 330 2004, la competenza ad autorizzare la costruzione e l'esercizio delle infrastrutture energetiche lineari è stata assegnata al Ministero dello sviluppo economico.

Il 17 giugno 2011 sono state inoltrate al Ministero due distinte istanze per l'autorizzazione alla costruzione ai sensi dell'art 52-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001: una per il metanodotto e l'altra per l'impianto.

La separazione delle istanze è motivata dalla società proponente sulla base della necessità di anticipare la realizzazione dell'impianto di compressione di Sulmona per consentire il trasporto, oltre che dei quantitativi provenienti dai punti di entrata da sud (25 milioni di Smc/g) anche dei quantitativi giornalieri aggiuntivi previsti per il campo di stoccaggio di Fiume Trieste che per volume di stoccaggio e capacità di punta è il primo in Italia.

In particolare per il campo di stoccaggio è previsto un incremento di erogazione pari a circa il 30 per cento per una punta complessiva pari a circa 65 Smc/g.

Allo stato degli atti, nessun potere di autotutela è esercitabile. L'autotutela infatti afferisce ai cosiddetti provvedimenti di secondo grado la cui adottabilità presuppone la preesistenza di altro provvedimento sul cui contenuto dispositivo la pubblica amministrazione intenda incidere. Per vero, come illustrato, la scissione dell'originario procedimento in due iter autonomi è l'effetto non già di un provvedimento amministrativo, bensì di scelte della società proponente.

Per quanto riguarda la valutazione ambientale strategica la Snam rete gas sottolinea che gli studi di impatto ambientale relativi ai cinque tratti che compongono la rete adriatica sono stati inoltrati ai competenti Ministeri tra il settembre 2004 ed il marzo 2005, mentre la valutazione ambientale strategica è stata recepita in Italia soltanto nel corso dell'anno 2006 (decreto legislativo n. 152 del 2006).

Nel merito, inoltre, il decreto legislativo 16 gennaio 2008, recante "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006", ed in particolare l'art. 5, comma 1, lettera e), chiarisce che sono soggetti a valutazione ambientale strategica "piani e programmi: gli atti e i provvedimenti di pianificazione e di programmazione comunque denominati, compresi quelli cofinanziati dalla Comunità europea, nonché le loro modifiche: 1) che sono elaborati e/o adottati da un'autorità a livello nazionale, regionale o locale oppure predisposti da un'autorità per essere approvati, mediante una procedura legislativa, amministrativa o negoziale e 2) siano previsti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative".

Snam rete gas non è titolare di "piani o programmi" in quanto non è qualificabile quale "autorità" ma è persona giuridica privata, priva di potestà amministrativa e di poteri pubblici. Inoltre Snam rete gas, non avendone alcun obbligo normativo, non sottopone alcun piano all'adozione formale di un'autorità.

Ne deriva la sostanziale inapplicabilità della valutazione ambientale strategica non solo alla Rete adriatica ma anche a tutti i gasdotti che Snam ha in corso di progettazione.

In merito, viceversa, all'assunta violazione della disciplina del decreto legislativo n. 152 del 2006 afferente alla valutazione d'impatto ambientale, si osserva come si sia svolta una procedura di valutazione separata per ognuno dei cinque metanodotti che compongono la Rete, laddove sarebbe stato invece necessario avviare una procedura unica che tenesse conto dell'impatto complessivo delle diverse componenti.

La ragione principale è che ogni tratto di metanodotto sottoposto a valutazione d'impatto ambientale è funzionalmente autonomo, indipendentemente dal fatto che si colleghi o meno ad altri progetti.

La Snam rete gas chiarisce che la Rete in progetto è frutto di un'attenta analisi eco-sistemica di dettaglio che ha portato alla scelta di un tracciato che assicura la maggiore compatibilità ambientale possibile. Tale assunto si basa sul presupposto fondamentale che l'opera è totalmente interrata e al termine dei lavori le aree interessate saranno oggetto di accurate opere di ripristino, sia relativamente alle aree agricole, che alle aree incolte, alle aree boschive e in generale in tutte le aree naturali.

In particolare il tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno è stato individuato dopo una dettagliata analisi di campo, di geologia, geomorfologia e idrogeologia del territorio, con particolare attenzione ai bacini fluviali principali e a tutti i corsi d'acqua, anche minori, interferiti, alla natura dei terreni ed alle stratigrafie, elaborando specifiche schede per ogni corso d'acqua progettando le più opportune modalità di attraversamento fluviale e di ripristino morfologico.

Sono stati analizzati i piani paesistici delle Regioni Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche ed è stata posta particolare attenzione a dispositivi di legge a carattere regionale previsti per la tutela dell'assetto idrogeologico.

Il tracciato è stato quindi individuato secondo una direttrice che riduce il più possibile le interferenze con aree sottoposte a vincolo idrogeologico e fenomeni gravitativi.

Uno dei motivi di preoccupazione sollevati riguarda l'interferenza con parchi nazionali e regionali.

Tale interferenza si riscontra effettivamente nel lotto funzionale relativo al metanodotto Sulmona-Foligno: esso, nella prima ipotesi di progetto, prevedeva l'attraversamento di due parchi nazionali e di uno regionale.

A seguito di alcune varianti di progetto, la condotta non attraversa più il parco nazionale dei Sibillini, originariamente intersecato in corrispondenza della piana di Norcia, e il parco regionale Sirente-Velino, inizialmente interessato nei pressi di Prata d'Ansidonia. Il metanodotto interesserà territorialmente il parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, ma in misura molto limitata, circa un chilometro e, comunque, nei settori più antropizzati.

Ulteriore motivo di preoccupazione riguarda la scarsa considerazione che sarebbe stata data, in sede di progetto, al rischio sismico della aree attraversate dal metanodotto.

A questo proposito la società sottolinea che il tracciato dei metanodotti è stato definito scegliendo i lineamenti morfologici e geologici più sicuri (fondovalle, terrazzi, dorsali, eccetera) e comunque lontani dalle aree interessate, anche solo potenzialmente, da dissesti idrogeologici. Infatti, le principali strutture sismogenetiche, quali per esempio quelle presenti nel territorio aquilano attivatesi in occasione dell'evento sismico del 6 aprile 2009, non vengono mai interessate direttamente.

In sede progettuale la Snam rete gas SpA ha preso in considerazione gli effetti diretti di un sisma potenziale sulle tubazioni interrate, sottoponendo il metanodotto in progetto a verifica strutturale allo scuotimento sismico (shaking).

I risultati ditali verifiche hanno, di fatto, evidenziato l'idoneità dello spessore della tubazione a sopportare le sollecitazioni trasmesse dal movimento transitorio del terreno durante l'evento sismico.

La società, peraltro, rileva che l'intero territorio nazionale è coperto da una fitta rete di condotte interrate, tra i quali i 32.000 chilometri di rete di Snam rete gas progettati secondo norme internazionalmente riconosciute, la cui realizzazione risale ormai anche ad alcuni decenni fa.

Durante i sismi più devastanti verificatisi negli ultimi decenni (Friuli 1976, Irpinia 1980, Umbria-Marche 1997-1998, Abruzzo 2009) non risulta che si siano verificati danni alle condotte nelle zone interessate dagli eventi.

Più recentemente, in concomitanza della sequenza sismica del territorio aquilano (l'evento più forte è del 6 aprile 2009, con magnitudo valutata 6,3) non è stato rilevato alcun tipo di danno né interruzione nelle forniture né perdite di gas dai metanodotti, tra cui il Vasto-Rieti DN 400 (16"), che attraversano le aree più intensamente colpite dal terremoto.

La società, infine, ricorda che anche in letteratura tecnica internazionale non sono riportati casi di danni a tubazioni integre in acciaio, saldate e controllate con le attuali tecniche, per effetto dello scuotimento sismico del terreno. Le condotte sono comunque periodicamente controllate da Snam rete gas dall'interno, con apparecchiature automatiche che rilevano qualsiasi variazione di spessore dell'acciaio e fenomeni corrosivi eventualmente in atto.

Riguardo, inoltre, al coinvolgimento delle istituzioni interessate e della cittadinanza è opportuno rilevare quanto segue.

In primo luogo delle dieci Regioni coinvolte dal progetto ben otto hanno rilasciato il proprio parere favorevole circa la compatibilità ambientale dell'infrastruttura: Puglia, Molise, Basilicata, Campania, Marche, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna. Non si sono espresse la Regione Lazio e la Regione Abruzzo; il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha, comunque, concluso favorevolmente il giudizio di compatibilità ambientale anche per le parti di gasdotto ricadenti nel territorio di tali regioni.

Dal 2004 al 2011 si sono svolte presso le suddette Regioni riunioni e conferenze di servizi specifiche. In questo lasso di tempo Snam rete gas ha incontrato tutte le amministrazioni locali, sia per presentare l'opera nel suo insieme sia per recepire le eventuali richieste di ottimizzazioni del tracciato. Nel complesso le osservazioni formulate sono state tese ad evitare soprattutto l'interferenza con progetti, iniziative o interessi di natura locale, in larga parte accolte o accoglibili. Ne è prova il fatto che il tasso di adesione agli accordi di asservimento bonari tra i proprietari dei terreni interessati e Snam rete gas è superiore al 66 per cento delle ditte proprietarie interessate alla realizzazione dell'opera.

I gruppi istruttori della Commissione di valutazione d'impatto ambientale del Ministero dell'ambiente, competenti per ciascun tratto funzionale della Rete adriatica, hanno effettuato numerosi sopralluoghi nelle aree interessate dai tracciati dei metanodotti, con particolare riguardo ai siti più sensibili dal punto di vista ambientale (SIC, ZPS aree limitrofe ai parchi) e all'area dell'impianto di compressione del gas di Sulmona.

Ai sopralluoghi hanno partecipato anche i funzionari del Ministero per i beni e le attività culturali e delle Regioni interessate. Da tali incontri sono scaturite varianti e ottimizzazioni apportate ai tracciati dei gasdotti.

In questi anni Snam rete gas ha altresì compiuto un'adeguata e capillare informazione circa i progetti presentati e le variazioni agli stessi effettuati durante tutto l'iter amministrativo e non è mai mancata la disponibilità al confronto con le Regioni, con gli enti locali ed anche con gruppi di cittadini organizzati (ne sono un esempio le varianti di Norcia e Cascia in provincia di Perugia) per giungere alla definizione di un'opera condivisa dal territorio.

Per quanto riguarda, infine, l'attivazione di un tavolo relativo al metanodotto, al fine di spiegare le motivazioni delle scelte adottate e le reali incidenze dell'opera sul territorio abruzzese, è stata già data la disponibilità da parte del Ministero alla Regione Abruzzo.

DE VINCENTI CLAUDIO Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico

11/06/2012