• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16764 [Sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16764 presentata da ALESSANDRO MONTAGNOLI
giovedì 28 giugno 2012, seduta n.658
MONTAGNOLI, MARTINI, BRAGANTINI e NEGRO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

a partire dall'insediamento di questo Esecutivo si sta assistendo a liberalizzazioni selvagge e alla rottamazione della giustizia che si sta verificando con l'adozione di provvedimenti di revisione della geografia giudiziaria, secondo gli interroganti, arbitrari ed anomali;

la politica di revisione della geografia giudiziaria del Governo Monti deriva da scelte secondo gli interroganti irrazionali che si riveleranno perdenti e, in merito, i numeri sono esemplificativi dato che si intende chiudere più di 600 uffici di giudici di pace rispetto a un'esigenza reale di meno di 200, mentre si intendono sopprimere 160 sezioni distaccate rispetto a meno di 40 necessarie;

oltretutto la totale soppressione delle sezioni distaccate e di un cospicuo numero di tribunali non capoluogo di provincia si pone in netto contrasto con i principi contenuti nella delega 138/2011 varata dal precedente Esecutivo, perché ignora in maniera rilevante il criterio di ridistribuzione territoriale che, assieme agli altri parametri individuati in estensione territoriale, infrastrutture, criminalità, costituivano il punto essenziale della normativa dello scorso agosto 2011;

la motivazione sottesa a questa scelta inutile dell'Esecutivo Monti è quella di fare solo «cassa» nell'immediato;

un esempio è rappresentato dalla decisione di eliminare il tribunale di Legnago, che nell'amministrazione della giustizia locale ha già perso il giudice di pace, per inglobarlo nel tribunale di Rovigo;

la logica sottesa al progetto governativo è quella di salvare i tribunali che si trovano in città che fanno provincia, anche a discapito di quelli che gestiscono, in proporzione, una mole di lavoro maggiore e portano a compimento una mole di cause in tempi più brevi;

uno dei tribunali da salvare era appunto Rovigo, che non raggiungeva la quota abitanti di 100 mila necessaria per sopravvivere secondo i nuovi parametri del decreto-legge del 13 agosto del 2011;

attraverso la disposta soppressione, Legnago trasferirà a Rovigo i suoi 27 comuni e circa 160 mila abitanti, ovvero quasi il doppio di una sezione distaccata media, il personale di magistratura ed amministrativo che attualmente lavora nel presidio giudiziario, oltre alla mole di procedimenti pendenti;

il tribunale di Legnago ha sempre dato prova di efficienza ed attualmente cura la trattazione di circa 1.000 cause civili ordinarie, circa 700 cause speciali all'anno, oltre 300 cause penali, tutte chiuse in tempi dimezzati rispetto a sedi più gradi;

la soppressione del tribunale di Legnago avrà forti ripercussioni sull'economia locale e priverà i cittadini del servizio giustizia, dato che molti saranno indotti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita dei propri diritti in una sede come quella di Rovigo, quando una scelta basata su criteri più razionali e pertinenti avrebbe dovuto suggerire come più opportuno l'inglobamento nel tribunale di Verona;

si esprimono forti perplessità per il metodo non particolarmente condivisibile con cui si dispone la soppressione del tribunale di Legnago, peraltro già oggetto di segnalazione con precedente interrogazione n. 4-14951 presentata in data 16 febbraio 2012, rispetto alla quale l'Esecutivo a tutt'oggi non ha fornito risposta -:

se il Ministro della giustizia non ritenga che attraverso un metodo di lavoro più partecipativo si possano raggiungere risultati migliori per rivedere la geografia giudiziaria senza comprimere il diritto costituzionale alla giustizia dei cittadini;

se il Ministro, in quanto componente di un Esecutivo tecnico, non ritenga indispensabile soprassedere alla chiusura dei tribunali che oltre a costituire una scelta, secondo gli interroganti, irrazionale, inutile e un grave errore per il funzionamento della macchina giudiziaria, dovrebbe imporre la necessaria considerazione delle componenti istituzionali, politiche, economiche e sociali di ciascun territorio prima di procedere alla soppressione di centinaia di tribunali cosiddetti minori;

se il Ministro non valuti l'opportunità di soprassedere alla chiusura del tribunale di Legnago, optando in subordine, per una diversa ipotesi di riequilibrio territoriale come chiesto dagli interroganti;

quali specifiche iniziative si ritenga di adottare in merito e in quale arco temporale. (4-16764)