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Atto a cui si riferisce:
C.1/01104 [Ridurre gli scarti di cibo nella filiera agroalimentare]



Atto Camera

Mozione 1-01104 presentata da ROCCO GIRLANDA testo di giovedì 28 giugno 2012, seduta n.658
La Camera,

premesso che:

secondo l'indagine «Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità», realizzata da Fondazione per la sussidiarietà e Politecnico di Milano, in collaborazione con Nielsen Italia, ogni anno in Italia vengono buttati via 12,3 miliardi di euro di cibo, di cui la metà direttamente dai consumatori;

questa quantità è pari a circa 42 chilogrammi a persona di avanzi non riutilizzati e alimenti scaduti o andati male, per uno spreco pro capite di 117 euro l'anno;

già oggi quasi 1 miliardo di euro di cibo viene recuperato e l'obiettivo è ora recuperarne altri 6 miliardi, per portare questi alimenti sulla tavola di chi non ne ha a sufficienza;

secondo gli esperti la ragione principale di tutto questo spreco è «il disallineamento tra domanda e offerta e la non conformità del prodotto a standard di mercato», che si riflette in modo particolare a livello domestico, anche se nell'insieme «le imprese della filiera generano più eccedenza delle famiglie»;

gran parte dell'eccedenza alimentare non viene recuperata per il consumo umano e solo una piccola parte, poco più del 6 per cento, è donata alle cosiddette «banche del cibo» e ad enti caritativi, per uno spreco a livello nazionale pari a 5,5 milioni di tonnellate all'anno, ossia il 92,5 per cento dell'eccedenza e il 16 per cento dei consumi;

quasi il 50 per cento delle eccedenze generate nella filiera agroalimentare è recuperabile per l'alimentazione umana con relativa facilità, attivando un circuito virtuoso in cui tutte le aziende della filiera collaborano, in un contesto normativo che tenda a garantire la qualità senza creare inutile burocrazia;

l'indagine mostra che la collaborazione tra istituzioni, filiera agroalimentare e realtà non profit è fondamentale per rispondere al bisogno alimentare di tante persone indigenti, soprattutto nell'attuale momento di crisi, registrato anche nel settore della vendita dei prodotti alimentari, che nel mese di aprile 2012 è calata del 6 per cento rispetto allo stesso periodo dello stesso anno;

per ottenere risultati positivi su questo fronte è assolutamente necessario coinvolgere tutti gli attori della filiera agroalimentare, dalle industrie ai distributori, molti dei quali hanno già manifestato una spiccata sensibilità in materia, introducendo meccanismi che stimolino a considerare sempre più strategico e premiante il donare le proprie eccedenze a chi con costanza e continuità quotidianamente combatte la povertà e il disagio sociale attraverso il loro recupero e la redistribuzione,
impegna il Governo
ad assumere immediate iniziative affinché vengano a crearsi condizioni normative e procedurali ottimali al fine di ridurre gli scarti di cibo nella filiera agroalimentare e recuperare così risorse preziose soprattutto nell'attuale momento di crisi economico-finanziaria ed occupazionale.

(1-01104)
«Girlanda, Ciccioli, De Luca, Barani, Bocciardo, Giro, Crolla, Mancuso, Castellani, Abelli, Carfagna, Gioacchino Alfano, Vincenzo Antonio Fontana, Antonino Foti, Giammanco».