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Atto a cui si riferisce:
C.1/01099 [Rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare]



Atto Camera

Mozione 1-01099 presentata da NICODEMO NAZZARENO OLIVERIO testo di lunedì 25 giugno 2012, seduta n.655
La Camera,

premesso che:

il settore agroalimentare, come dimostrano anche gli ultimi dati sull'export, è uno dei settori strategici su cui investire per rilanciare lo sviluppo della regione Calabria attraverso, da un lato, la valorizzazione del prodotto di qualità e, dall'altro, la repressione di dinamiche distorsive di tipo contraffattivo o parassitario che ne minano la reputazione e la diffusione;

la realtà delle frodi alimentari ha raggiunto livelli impensabili con quella che oggi viene chiamata agropirateria che consiste nella contraffazione di un prodotto alimentare sfruttandone la reputazione e la notorietà, imitando nomi, marchi, aspetto o caratteristiche;

secondo uno studio di Coldiretti Calabria, ogni anno il Made in Calabria subisce un danno valutabile in circa un miliardo di euro che influisce in modo significativo sull'occupazione;

la dimensione internazionale del fenomeno pone limiti oggettivi alle azioni di contrasto dirette;

sul piano dell'assetto normativo, come emerge dalla relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, il quadro di riferimento italiano può essere considerato tra quelli maggiormente evoluti a livello dei Paesi industrializzati, tuttavia la vetustà di alcune disposizioni, ne consiglierebbe una rivisitazione, in termine di condotte e di relative sanzioni, che tengano conto delle mutate esigenze di protezione e di tutela, da rapportare oggi a processi produttivi completamente cambiati e altamente tecnologici, a relazioni economiche di carattere più spiccatamente transnazionale nonché ai crescenti interessi della criminalità organizzata in materia di contraffazione;

la sempre maggior transnazionalità del fenomeno contraffattivo impone quindi un forte impegno, a livello europeo e internazionale, per giungere alla definizione di un quadro di regole comuni che risponda a principi di reciprocità ed efficacia;

l'approccio alla problematica non può essere affrontato però solo in termini repressivi. Occorre agire anche attraverso mirate campagne d'informazione e promozione che dovrebbero riguardare anche i mercati esteri, per abituare i consumatori a saper distinguere un vero prodotto calabrese da imitazioni ovvero da azioni parassitarie che richiamano l'identità della regione;

un forte aiuto in tal senso deriva dalla previsione di sistemi di etichettatura e tracciabilità capaci di rendere più trasparenti le varie fasi del processo produttivo in modo da «raccontare» la storia di una dato prodotto dalla scelta dei sistemi di coltivazione/allevamento, alla diverse fasi di elaborazione, fino al suo arrivo sullo scaffale di un esercizio commerciale;

appare, pertanto, urgente dare immediata attuazione alla legge 3 febbraio 2011, n. 4, «Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari» mediante l'emanazione dei decreti interministeriali di cui al comma 3 dell'articolo 4. Questa previsione riveste una particolare attualità per la regione Calabria poiché si rende utile per la provenienza di origine del succo concentrato di arance. Infatti, se attuata, sarebbe di particolare rilevanza economica oltre che sociale per la filiera degli agrumi da industria con un indubbio vantaggio per le produzioni calabresi;

un altro punto critico è il cosiddetto Calabria sounding. Esso è un fenomeno legato a quei prodotti che pur non essendo tecnicamente contraffatti richiamano in qualche modo, nei colori e nei nomi, l'origine calabrese degli ingredienti, della lavorazione o del prodotto stesso senza però che le materie prime e la relativa lavorazione siano effettivamente tali;

il cosiddetto «decreto liberalizzazioni» del Governo, presenta interventi normativi a favore del sistema agroalimentare italiano puntando al rilancio degli investimenti nel comparto e ad una maggiore solidità finanziaria delle aziende agro alimentari, ispirandosi a criteri di trasparenza nei rapporti di filiera, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa; tuttavia, il decreto-legge 5 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha introdotto nell'ordinamento una robusta imposta patrimoniale, che incide pesantemente sui beni immobili del settore agricolo - quali terreni e fabbricati rurali - e modifica la fiscalità applicata al settore primario e, in particolare, ai beni funzionali all'esercizio dell'attività agricola, che vengono assimilati, in buona parte, a puro e semplice patrimonio;

in particolare il citato decreto-legge n. 201 del 2011 ha stabilito l'anticipazione - in via sperimentale dal 1o gennaio 2012 - dell'imposta municipale propria (IMU) di cui al decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 fissandone il presupposto nel possesso di immobili, ovvero fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, compresa l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Appare necessaria quindi una netta differenziazione del trattamento fiscale per chi il terreno lo usa per vivere e lavorare;

l'introduzione dell'IMU rischia di aggravare ulteriormente la crisi di molte piccole e medie aziende agricole calabresi, tra l'altro già duramente gravate dagli elevati aumenti del prezzo del gasolio;

la proposta di riforma sulla politica agricola comune, entra nel vivo in vista della sua applicazione nel periodo 2014-2020 ed è necessario che diventi uno strumento di tutela dell'agricoltura italiana introducendo chiarezza sulle regole e riconoscendo adeguate risorse ai produttori, non tanto e solo in base alla superficie agricola ma anche in base alla qualità della produzione, introducendo norme più rigide sulle indicazioni dei prodotti, sull'etichettatura e sulla difesa del Made in Italy dalle contraffazioni;

nella attuazione di politiche agricole è necessario mantenere il territorio nazionale libero da Organismi geneticamente modificati (OGM) attuando il principio di precauzione,
impegna il Governo:
a rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare, garantendo una maggiore trasparenza dei rapporti all'interno della filiera, e introducendo nuove misure di sostegno per l'accesso al credito;

a dare maggiore impulso alle politiche di promozione delle produzioni agricole ed agroalimentari a livello nazionale ed internazionale;

ad emanare, in tempi brevi, i decreti interministeriali di cui al comma 3, dell'articolo 4 della legge n. 4, del 3 febbraio 2011, «Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari»;

ad adoperarsi affinché la lotta alla contraffazione sia considerata una priorità per la politica europea, oltre che a livello nazionale, e a promuovere anche in sede di riforma della PAC, forme di coordinamento più stringenti a livello di Unione europea, con l'obiettivo di superare problemi e resistenze, anche a livello mondiale (WTO), e ad assumere iniziative volte a contrastare la contraffazione via internet;

ad intraprendere opportune iniziative di competenza finalizzate alla mitigazione della riscossione o quanto meno delle azioni coattive di Equitalia, per quanto riguarda il settore agricolo;

a prevedere una rateizzazione più ampia dei debiti contributivi e fiscali vantati da Equitalia e dagli enti previdenziali;

a prevedere delle opportune misure finalizzate ad alleggerire il carico fiscale sul comparto agricolo e agroalimentare in modo particolare riguardo alla cosiddetta IMU, al contenimento del costo del carburante agricolo e ai contributi e tributi;

a sostenere la competitività anche avendo riguardo a misure quali il credito d'imposta per finanziare la ricerca e l'innovazione in agricoltura;

a mantenere il territorio nazionale libero da organismi geneticamente modificati al fine di tutelare le produzioni nazionali e la biodiversità, vera e propria ricchezza del nostro territorio.

(1-01099)
«Oliverio, Villecco Calipari, Laratta, Laganà Fortugno, Minniti, Marini, Agostini, Brandolini, Cenni, Servodio».