• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02941 [Diffusione dei servizi a banda larga]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02941 presentata da LUIGI ZANDA
martedì 19 giugno 2012, seduta n.746

ZANDA, AGOSTINI, FILIPPI Marco - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il Gruppo Telecom Italia SpA rappresenta una delle più importanti realtà imprenditoriali del Paese. Compreso l'indotto dà lavoro ad oltre 100.000 persone. Gestore nazionale nel settore delle telecomunicazioni, opera con infrastrutture e piattaforme tecnologiche su cui voce e dati si trasformano in servizi di telecomunicazioni avanzati per la clientela, soluzioni ICT e media;

nel mercato domestico, il Gruppo Telecom gestisce oltre 31,3 milioni linee TIM, 9,1 milioni accessi broadband, di cui 1,9 i clienti wholesale, 15 milioni di collegamenti retail alla rete fissa, di cui 7,2 milioni sulla banda larga, 4,1 milioni linee fisse e 1,5 milioni accessi broadband;

nonostante la difficile congiuntura, nel primo trimestre del 2012 il fatturato consolidato del Gruppo Telecom è aumentato del 4,5 per cento rispetto al primo trimestre del 2011, raggiungendo i 7,4 miliardi di euro, mentre l'EBITDA, pari a 3,0 miliardi di euro, risulta in crescita dell'1,2 per cento (un incremento dello 0,5 per cento in termini organici). Il risultato operativo (EBIT) si attesta a 1,6 miliardi di euro, in crescita del 7,6 per cento rispetto al primo trimestre del 2011 (incremento del 5,7 per cento in termini organici) e il risultato netto della Capogruppo, pari a 606 milioni di euro, risulta in aumento del 10,4 per cento;

nel primo trimestre 2012 l'indebitamento finanziario netto è di 30,3 miliardi di euro, in diminuzione di 310 milioni di euro rispetto al 31 marzo 2011 e di 102 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2011;

gli investimenti industriali del gruppo Telecom, nel primo trimestre del 2012, ammontano a circa 954 milioni di euro, di cui una quota consistente nel mercato domestico per lo sviluppo delle telecomunicazioni fisse e mobili e, in particolare, dei servizi di accesso a banda larga;

il Gruppo Telecom Italia ha programmato investimenti sulla rete infrastrutturale e, con un progetto da 2 miliardi di euro complessivi, un quarto dei quali nei prossimi due anni, si sta impegnando a fornire connessioni in rete a 100 Megabit al 70 per cento delle case dislocate in 99 città. L'obiettivo perseguito mira ad arrivare nel 2020, in armonia con le direttive dell'Agenda digitale Europea, alla copertura della banda larga in 215 città italiane con tempi brevi mediante la soluzione tecnologica FTTC (fiber to the cabinet);

tali operazioni dovrebbero contribuire, con costi relativamente contenuti per la clientela, alla riduzione del divario tecnologico fra diverse aree territoriali del Paese, fattore strategico di crescita per il Paese;

considerato che:

la Cassa depositi e prestiti è un'istituzione finanziaria di importanza strategica per il Paese, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze (70 per cento) e da fondazioni bancarie (30 per cento). Nata per finanziare gli enti locali, oggi svolge un ruolo chiave anche nel finanziamento degli investimenti pubblici in Italia, in particolare per lo sviluppo di infrastrutture per i servizi pubblici a carattere locale;

la Cassa depositi e prestiti dispone di ingenti risorse finanziarie, provenienti per il 90 per cento dai clienti che sottoscrivono un libretto o un buono fruttifero postale, e chiude con regolarità i bilanci in attivo per miliardi di utili. La Cassa depositi e prestiti vanta partecipazioni azionarie in numerose società, anche quotate in Borsa;

la Cassa depositi e prestiti rappresenta uno dei pochi attori sullo scenario nazionale in grado di sostenere e finanziare grandi investimenti infrastrutturali e in settori strategici dell'economia;

la Cassa depositi e prestiti, inoltre, partecipa a F2i Sgr (Fondi italiani per le infrastrutture), che investe principalmente in progetti nei settori delle infrastrutture di trasporto, delle reti di trasporto e distribuzione di elettricità, gas e acqua, delle reti di telecomunicazione e media, degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e tradizionali, della sanità, dei servizi pubblici locali e nelle infrastrutture sociali;

il Fondo italiano per le infrastrutture di F2i Sgr ha acquistato per 436 milioni di euro, in consorzio con Banca Intesa Sanpaolo, Metroweb, la società creata dal Comune di Milano (città che gestisce una delle maggiori reti a fibra ottica d'Europa);

la Cassa depositi e prestiti partecipa, inoltre, come azionista di riferimento, al Fondo strategico italiano SpA (FSI), istituito con il decreto ministeriale 8 maggio 2011. FSI è una holding di partecipazioni e può investire nei settori della difesa, sicurezza, infrastrutture, trasporti, comunicazioni, energia;

rilevato che:

la società Metroweb ha realizzato una rete in fibra ottica nell'area metropolitana di Milano e dei Comuni confinanti. Il personale dipendente della società è di 34 unità (dati 2010). Metroweb ha un fatturato di circa 51 milioni di euro e un utile netto di circa 12,5 milioni di euro generato da un ristretto numero di clienti;

da una recente nota stampa congiunta F2i e Metroweb, del 30 maggio 2012, si è appreso che F2i e FSI si accingono a lanciare un rilevante Progetto di sviluppo della rete a banda ultra larga, in trenta delle principali città italiane, gran parte delle quali dislocate nel Nord del Paese, avvalendosi delle competenze di Metroweb SpA. Si tratta di un'iniziativa condivisa da parte della Cassa Depositi e Prestiti tramite il FSI, volta a dotare un numero ristretto di città, gran parte delle quali nel Nord del Paese, di un'infrastruttura avanzata di rete di accesso in fibra ottica (NGN);

il Progetto è basato sul cablaggio in fibra ottica della rete di accesso dalle cabine gestite da Telecom fino alle sedi d'utente (case e uffici) nella cosiddetta configurazione FTTH (Fiber-To-The-Home), tecnologia in grado di garantire velocità di trasmissione anche maggiori di 100 Mbit/s, ed in prospettiva, alle velocità dei Gbit/s in funzione dell'evoluzione delle tecnologie e dei servizi a banda ultra larga fornibili dagli operatori;

questa soluzione appare essere in contrasto con l'orientamento della maggioranza dei Paesi che, in un periodo di risorse economiche scarse, preferiscono soluzioni che consentano di passare gradualmente verso l'offerta di un servizio a banda ultralarga crescente gradualmente nel tempo;

la maggior parte dei Paesi europei è orientata verso l'adozione della soluzione FTTCab proposta da Telecom Italia: Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Austria, Svizzera. Allo stesso tempo alcuni Paesi, in particolare Olanda e Francia, sono orientati ad adottare dal 2013 la soluzione FTTCab, visto il costo di quella FTTH e i ritorni in termini di acquisizione dell'utenza;

la soluzione FTTCab, in accordo con gli obiettivi posti dalla Unione europea (UE) sopra ricordati, consente con investimenti assai più ridotti (più di un quinto) e in tempi notevolmente inferiori di dare un servizio immediato di 50 Mbit/s ed entro un paio di anni di oltre 100 Mbit/s;

occorre utilizzare al meglio, come già più volte rimarcato dalla UE le infrastrutture esistenti nel sottosuolo, che costituiscono un patrimonio del Paese da non dissipare - fino ai cabinet e che permettono, oltre alle evidenti economie, anche o soprattutto di limitare sensibilmente l'impatto ambientale causato da nuovi scavi nel tessuto stradale esistente. Una duplicazione delle infrastrutture sembrerebbe essere quindi antieconomica, dannosa e quindi da evitare;

secondo il comunicato stampa, il Progetto F2i (Metroweb)-FSI sarebbe strutturato in tutte le sue fasi in modo da utilizzare tutte le sinergie possibili, con infrastrutture già disponibili, evitando ogni inutile duplicazione di investimenti ed assicurandone la complementarietà con altre iniziative (in primis, naturalmente, quella di Telecom Italia). A tale scopo sarà attivata, in ogni fase, ogni opportuna e necessaria azione di coordinamento e di collaborazione coerente con l'obiettivo di una rete "neutra", che si rivolga all'intero sistema degli operatori di TLC, i quali manterranno il compito di fornire il servizio ai clienti finali;

il progetto F2i-Metroweb, finanziato dalla Cassa depositi e prestiti, qualora attuato, si sovrapporrebbe al piano già avviato da Telecom Italia in trenta delle più importanti città del Paese. Tale progetto, oltre a prefigurare una concorrenza tra un operatore finanziato con risorse pubbliche e un operatore privato, è in evidente contrasto con le linee guida dell'Agenda digitale europea, che dà indicazioni di realizzare una rete ultraboardband su tutto il territorio nazionale, con la seguente tempistica: entro il 2013 dare al 100 per cento della popolazione e alle imprese una connessione a 2Mbit/s; entro il 2020 dare al 50 per cento del Paese 100Mb/s e al rimanente 50 per cento almeno una velocità pari a 30 Mbit/s;

gli obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea possono essere raggiunti a una condizione: di promuovere una sinergia tra i nuovi investimenti pubblici e privati e quelli già da tempo programmati e in via di realizzazione;

in recenti dichiarazioni stampa, il Vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes, responsabile dell'Agenda digitale europea, ha ribadito con saggezza l'orientamento contrario della Commissione europea alla duplicazione dei progetti e degli investimenti infrastrutturali sulle medesime aree territoriali;

preso atto che:

in numerosi articoli di stampa apparsi nel corso degli ultimi giorni, sono state riportate alcune anticipazioni riguardo alla decisione del FSI della Cassa depositi e prestiti, di investire consistentemente nel capitale della società-veicolo che controlla Metroweb;

queste anticipazioni sono state confermate dalla decisione del Consiglio di amministrazione di FSI con la quale è stata approvata, il 28 maggio 2012, l'acquisizione, attraverso un aumento di capitale, del 46,2 per cento di "Reti TLC", la holding controllata da F2i, a cui fa capo il 61,4 per cento di Metroweb;

lo scopo dell'investimento sarebbe quello di finanziare Metroweb e sostenere il Progetto di sviluppo della rete a banda ultra larga, in 30 delle principali città italiane, portando la fibra a 100 megabit fino alle abitazioni entro il 2020 per un esborso di 4,5 miliardi di euro. Progetto, come si precisa in un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera" del 26 maggio 2012, già illustrato alla Camera dei deputati il 14 maggio 2012 dall'amministratore delegato di F2i e in qualche misura preannunciato il giorno prima dall'audizione del presidente della Cassa depositi e prestiti;

l'amministratore delegato della Swisscom ha recentemente dichiarato, nonostante l'investimento della società controllata Fastweb nel progetto Metroweb, che il Piano con il maggior potenziale per cablare l'Italia con una nuova rete ultraboardband è quello predisposto da Telecom Italia;

osservato che:

la rete infrastrutturale fissa delle telecomunicazioni è un asset strategico per il Paese;

nei mesi scorsi, la Cassa depositi e prestiti aveva avviato un dialogo con il Gruppo Telecom Italia per la creazione di un operatore per l'acceso all'ingrosso alla rete fissa delle telecomunicazioni, sull'esempio di quanto già avvenuto in altri settori strategici come quello dell'energia e del gas. Situazione che sembra ora riproporsi in tutta la sua validità a seguito degli eventi degli ultimi giorni;

la concorrenza fra le società operanti nel settore delle telecomunicazioni è un obiettivo prioritario della politica economica del Paese, ma deve svolgersi in un contesto di leale competizione fra le imprese operanti in un mercato ormai maturo, possibilmente senza interventi pubblici se non per la parte relativa alla regolazione,

si chiede di conoscere:

quali siano le valutazioni del Governo sui fatti riportati in premessa e quali siano gli indirizzi di politica industriale del Governo in materia di diffusione dei servizi a banda ultra larga e di diminuzione del pesante divario esistente;

quali interventi il Governo intenda adottare per garantire che la leale concorrenza nel settore delle telecomunicazioni determini uno sviluppo omogeneo delle telecomunicazioni in tutto il territorio nazionale e per rafforzare il tessuto competitivo e le potenzialità di sviluppo complessivo dell'industria nazionale delle telecomunicazioni al fine di ridurre il divario tecnologico esistente nelle diverse aree territoriali del Paese;

se non ritenga che, in conseguenza dell'iniziativa F2i-Metroweb e degli investimenti già in atto del Gruppo Telecom Italia, vi sia in prospettiva una forte concentrazione di investimenti soltanto in alcune parti del Paese, e in particolare nel Nord e nelle grandi città, con il rischio di ampliare, in contrasto con le linee guida dell'Agenda digitale europea, il divario digitale già esistente con altre aree territoriali ed urbane del Paese che rimarranno prive dei servizi ultrabroadband (a banda ultra larga);

se, al contrario, il Governo non ritenga opportuno, in coerenza con una lungimirante politica industriale nel settore delle telecomunicazioni, al fine di evitare un'inutile duplicazione degli investimenti infrastrutturali, che F2i-Metroweb e il Gruppo Telecom, con la partecipazione della Cassa depositi e prestiti, collaborino per la realizzazione delle infrastrutture programmate per lo sviluppo della rete a banda ultra larga sulle medesime aree urbane e territoriali;

se intenda favorire, entro tempi brevi, l'adozione di iniziative volte a promuovere la collaborazione nella realizzazione di una rete infrastrutturale fissa delle telecomunicazioni del Gruppo Telecom Italia SpA con la Cassa depositi e prestiti;

se l'operazione di finanziamento del Progetto di sviluppo della rete a banda ultra larga, in trenta delle principali città italiane di FSI-Metroweb sia compatibile con la necessità di favorire un effettivo miglioramento del divario digitale del Paese, in linea con le indicazioni dell'Agenda digitale europea;

se risulti essere stata valutata dalla Cassa depositi e prestiti la coerenza dell'iniziativa FSI-Metroweb con gli orientamenti della Commissione europea sugli aiuti di Stato che precludono l'intervento pubblico nelle cosiddette aree nere e aree grigie, ossia nelle aree in cui già si prevede la realizzazione di una o più infrastrutture nell'arco dei successivi tre anni;

se il Governo non ritenga opportuno, anche nell'ottica degli obiettivi dell'Agenda digitate europea, che l'intervento pubblico di Cassa depositi e prestiti-FSI venga indirizzato in via prioritaria verso l'eliminazione del digital divide, che ancora oggi interessa un'ampia parte del territorio nazionale, ovvero per la realizzazione delle reti ultrabroadband, prevalentemente nelle cosiddette aree bianche nelle quali non è previsto alcun intervento degli operatori privati nei prossimi anni.

(3-02941)