• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00075 Composizione di genere nelle nomine del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00075 presentata da ALESSIA MARIA MOSCA
giovedì 13 novembre 2008, seduta n.085
La XI Commissione,
premesso che:
dall'inizio dei lavori della legislatura in corso, la Commissione Lavoro ha proceduto all'esame di 8 proposte di nomina;
gli incarichi finora esaminati hanno riguardato tutti nomine maschili, ed in nessun caso è stata sottoposta all'esame della Commissione la nomina di una donna;
la parità tra uomini e donne è principio fondamentale del diritto comunitario, ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 3, paragrafo 2, del Trattato sull'Unione europea, nonché ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia. Le suddette disposizioni sanciscono la parità tra uomini e donne quale «compito» e «obiettivo» della Comunità e impongono alla stessa l'obbligo concreto della promozione in tutte le sue attività;
la direttiva 2006/54/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione ed impiego ha per scopo, tra l'altro, il divieto di qualsiasi discriminazione tra uomo e donna, in ordine alle condizioni di accesso all'occupazione (...) indipendentemente dal ramo di attività e a tutti i livelli di gerarchia professionale, nonché alla promozione;
l'articolo 51 della Costituzione, al comma 1, stabilisce il principio della parità di accesso agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in ottemperanza del principio delle pari opportunità tra uomini e donne;
secondo i risultati di una recente ricerca condotta dalla società di consulenza Mc Kinsey & Company, in tutte le imprese nelle quali c'è una maggiore presenza femminile al vertice, l'organizzazione del lavoro è più armonica e rispettosa dei valori, con maggior attenzione all'ambiente di lavoro, al coordinamento, al controllo, oltre che più orientata all'esterno. Analizzando i bilanci di un campione di 80 aziende europee quotate in borse con più di 150 milioni di euro di fatturato, inoltre, la ricerca ha evidenziato che la presenza di donne ai vertici aziendali ha fatto registrare migliori performance economico-finanziarie rispetto a quelle guidate da soli uomini. impegna il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali a prevedere che la proposta di nomina per gli enti ricadenti sotto la sua competenza, tenga conto di un'equilibrata rappresentanza di genere, anche in ottemperanza al principio di parità tra uomini e donne previsto dalle norme costituzionali, dal Trattato e dalla direttiva citata.
(7-00075) «Mosca, Pelino, Saglia, Cazzola, Bobba, Saltamartini, Di Biagio, Codurelli, Gatti, Mattesini, Gnecchi, Schirru, Rampi, Bellanova, Delfino, Paladini, Damiano, Miglioli, Madia».