• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00906 [Tutelare i livelli occupazionali degli stabilimenti Ansaldobreda]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00906 presentata da ANTONINO FOTI
giovedì 14 giugno 2012, seduta n.650
Le Commissioni X e XI,

premesso che:

Ansaldobreda rientra nella famiglia delle società e aziende (25 in tutto) che costituiscono il «colosso italiano» Finmeccanica, per quanto concerne il settore «civile»: si tratta di un soggetto leader per quanto concerne la produzione e la messa in esercizio di veicoli ferroviari (sia per il Mass Transit che per il Main Line), che presenta quattro stabilimenti dislocati tra Pistoia, Napoli, Reggio Calabria e Palermo, per un totale di circa 2.500 addetti (escluso indotto e decentrato/incentrato);

gli alti vertici e, soprattutto, l'amministratore delegato del gruppo, nominato per il risanamento dell'azienda, nel perseguimento della propria strategia di mercato, stanno valutando l'ipotesi di una cessione dell'intero settore civile; secondo quanto risulta ai firmatari del presente atto di indirizzo, l'ipotesi di acquisizione starebbe fortemente interessando alcuni acquirenti stranieri, provenienti da aree asiatiche a forte industrializzazione;

per tutta la popolazione Ansaldobreda sono ore di attesa, anche perché non esiste una posizione ufficiale in merito alle indiscrezioni e alle dichiarazioni che si susseguono in questo periodo;

negli ultimi mesi, soprattutto la realtà reggina dell'Ansaldobreda vive nell'incertezza assoluta per quanto riguarda la tematica occupazionale e quindi, la garanzia della continuità lavorativa: lo stabilimento di Torre Lupo ex O.ME.CA. (officine meccaniche calabresi) è l'unica entità industriale «di livello» presente nella provincia di Reggio Calabria, costituita da una forza lavoro di circa 445 addetti interni (compresi i lavoratori interinali) e circa 100 dipendenti delle ditte di incentrato,

impegnano il Governo

a valutare l'adozione di ogni possibile iniziativa diretta a tutelare i livelli occupazionali degli stabilimenti in questione e a salvaguardare le prospettive di sviluppo dell'azienda, con specifico riferimento alle officine di Reggio Calabria, scongiurando qualsiasi ipotesi che l'eventuale cessione del settore civile possa determinare la perdita del capitale umano impegnato da anni in un processo di innovazione che ha sortito grandi risultati di efficienza e produzione industriale.


(7-00906)
«Antonino Foti, Vincenzo Antonio Fontana, Saglia».