• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16588 [Ammortizzatori sociali in deroga in Sardegna]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16588 presentata da AMALIA SCHIRRU
giovedì 14 giugno 2012, seduta n.650
SCHIRRU. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

la crisi economica che coinvolge il nostro Paese ha un impatto devastante che ha nel Meridione una portata ancora più estesa, considerato il già difficile tessuto economico e occupazionale del nostro Sud e Isole;

il rapporto Istat 2012 sottolinea il divario fra Nord e Sud del Paese con forti disuguaglianze in tema di povertà: al Sud sono povere 23 famiglie su 100, al Nord 4,9 (dati 2010). Il 67 per cento delle famiglie e il 68,2 per cento delle persone povere risiedono proprio nel Mezzogiorno e «quasi il 70 per cento dei minori poveri vive nel Mezzogiorno, per un totale di 1.266 mila bambini»;

dal 2004 la Sardegna, in particolare, alterna fasi di stagnazione e recessione e, oggi, il sistema economico registra una crescita zero;

in questo contesto i lavoratori e i pensionati pagano un prezzo altissimo, ne è prova il costante e continuo impoverimento delle famiglie sarde, dove l'incidenza della povertà si attesta intorno al 20 per cento e coinvolge più di 350 mila persone su 1.650 mila abitanti;

la disoccupazione ha raggiunto ormai livelli insopportabili per la tenuta della coesione sociale; se si considera il fenomeno dello scoraggiamento, il tasso di disoccupazione reale raggiunge il 24 per cento con un coinvolgimento soprattutto dei giovani, protagonisti di una vana ricerca del lavoro insieme ai lavoratori espulsi dalle aziende a causa della crisi produttiva e industriale;

si pensi inoltre ai problemi posti dall'insularità, dall'eccessivo costo energetico e dall'insufficiente infrastrutturazione materiale e immateriale, anche rispetto alle altre regioni;

le difficoltà economiche e produttive stanno travolgendo tutti i settori, dall'agroalimentare all'allevamento, dalla chimica alla metallurgia e al tessile, e tutti i territori dell'isola sono coinvolti in questo lungo e difficile momento dell'economia sarda;

il risultato sono le mobilitazioni e proteste di tutte le categorie produttive, talvolta frutto dell'esasperazione e dei problemi che da lungo tempo attendono di essere risolti, in primo luogo da parte dello Stato;

uno fra tanti, preme forte l'incertezza sull'erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga in Sardegna, che ha portato un migliaio di lavoratori provenienti da tutta la Sardegna e da tutti i settori produttivi, a manifestare in piazza la propria preoccupazione insieme ai sindacati;

il numero delle casse integrazioni in deroga, nel primo quadrimestre del 2012 è salito di cinquemila unità in più rispetto all'anno scorso: ad oggi 1.700 imprese hanno dichiarato lo stato di crisi, per un totale di 13 mila lavoratori da collocare in cassa integrazioni guadagni deroga. A questo numero vanno sommate le 7.000 domande di mobilità in deroga presentate, per un totale di 20 mila lavoratori interessati solamente nei primi 5 mesi del 2012, destinati sicuramente ad aumentare;

una crescita esponenziale, di cui la regione prese atto nel 2010, acquisendo le relative competenze così come decentrate dal Ministero, sottoscrivendo un apposito accordo atto a semplificare tutte le procedure di concessione e di trasferimento all'INPS delle risorse finanziarie pari al 30 per cento per il 2009 del FSE e poi del 40 per cento, con la funzione di svolgere, in una sorta di conferenza di servizi, l'istruttoria tecnica e concedere i trattamenti;

si sa dei trasferimenti parziali delle risorse della regione all'INPS per concedere i trattamenti e le indennità per quasi tutto il 2010 e 2011. L'interrogante è a conoscenza inoltre dei ritardi accumulati dalla regione Sardegna nel rispetto delle clausole degli accordi sottoscritti, per far partire le politiche attive e nel richiedere al Ministero del lavoro e delle politiche sociali assegnazioni aggiuntive;

la regione dichiara la sua difficoltà a rendicontare e certificare il tutto a livello comunitario ed evidenzia l'assenza di una governance forte dei servizi preposti dell'assessorato, quello della formazione, quello che governa i servizi per l'impiego provinciali e quello che sovraintende alla gestione delle concessioni degli ammortizzatori sociali (servizio politiche del lavoro);

in tale quadro di indeterminatezza complessiva occorre salvaguardare la tenuta dell'intero sistema sociale: i lavoratori non possono attendere sei mesi o forse più per poter beneficiare di un trattamento o di una indennità seppur contenuta;

si tratta di persone disperate che hanno già perso il lavoro e che ora rischiano di non percepire più neanche l'unica entrata in grado di sostenere la famiglia, spesso monoreddito e con figli, il cui mantenimento è legato a non più di 800 euro al mese;

la questione sociale, con il problema ormai drammatico del lavoro, è l'epicentro di questa crisi. Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda in particolare la disoccupazione giovanile e una forte ripresa dell'emigrazione, soprattutto di diplomati, laureati e ricercatori. Un problema che, se non risolto, rischia di privare la Sardegna della possibilità di coltivare realmente la speranza di positivo cambiamento;

in questa situazione di estrema fragilità l'istituto della cassa integrazione in deroga ha assolto, e di fatto assolve, alla tutela dei lavoratori nella loro difficile quotidianità, garantendo la loro sopravvivenza e quella dei familiari -:

se in un momento così difficile per la Sardegna, non sia urgente fare il punto sull'effettivo fabbisogno di risorse finanziarie da impegnare per gli ammortizzatori sociali in deroga, al fine di superare la situazione di incertezza in cui versa l'Inps per il mancato versamento della quota di risorse nazionali e regionali necessarie per l'erogazione dei sussidi ai ventimila lavoratori che hanno già fatto la domanda. (4-16588)