• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07073 [Violenze al Centro di identificazione ed espulsione di Milo, Trapani]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-07073 presentata da PINA PICIERNO
mercoledì 13 giugno 2012, seduta n.649
PICIERNO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

da quanto si evince da una video-inchiesta del quotidiano La Repubblica pubblicata l'11 giugno 2012 al Centro di identificazione ed espulsione di Milo, Trapani, sarebbero stati perpetrati gravissimi atti di violenza e minacce ai danni degli ospiti della struttura;

da un video girato dagli stessi immigrati ospiti nel Centro di identificazione ed espulsione di Trapani, sfuggito alla censura degli operatori che danneggerebbero scientemente le fotocamere dei telefoni cellulari al fine di impedire le riprese di quanto accade all'interno della struttura, si vedono chiaramente operatori del centro sedare una rivolta mediante l'utilizzo improprio di idranti;

la persona che ha girato il filmato, utilizzato da La Repubblica per documentare quanto accade nel Centro di identificazione ed espulsione di Milo, non più ospite del centro, ha voluto denunciare che la rivolta sarebbe stata conseguenza diretta del ferimento di un ragazzo ad un occhio con un colpo di manganello, fatto ampiamente documentato nel video;

sebbene quello di Milo sia un Centro di identificazione ed espulsione moderno, aperto nel luglio 2011, e che avrebbe dovuto essere una struttura modello, esso non è nuovo ad episodi del genere. Difatti, i giornalisti de La Repubblica riferiscono di essere entrati più volte nel centro e di aver riscontrato le stesse condizioni, con rivolte sempre più frequenti;

vi sarebbero persone percosse con manganelli, minacciate e colpite da forti getti di idrante: queste sembrerebbero essere le condizioni quotidiane cui sono sottoposti i cosiddetti «ospiti» del Centro di identificazione ed espulsione, costretti a dormire su materassi adagiati sul pavimento delle camerate, dove sono continue le perquisizioni, e a mangiare per terra, in quanto le mense non verrebbero aperte per il possibile rischio di rivolte. Intanto nel Centro di identificazione ed espulsione di Trapani sarebbero in crescita i casi di autolesionismo, arrivati a circa 15 al mese;

le dinamiche che si innescano in queste strutture sono una spirale di violenza, rivolte, tentativi di fuga e autolesionismo, frutto anche del modo stesso in cui sono concepiti questi centri: i Centri di identificazione ed espulsione ad avviso dell'interrogante sono di fatto «prigioni amministrative», in cui gli «ospiti» sono detenuti fino a diciotto mesi, non per aver commesso un reato ma, semmai, per un illecito amministrativo, in quanto non in possesso di un regolare permesso di soggiorno sul territorio italiano. La maggior parte degli immigrati ospiti della struttura esce dal Centro di identificazione ed espulsione senza essere espulso per scadenza dei termini con un semplice foglio di via;

nel Centro di identificazione ed espulsione di Milo a Trapani ci sarebbero persone, anche anziane, che vivono stabilmente in Italia da anni, che non hanno più un paese d'origine, e alcune addirittura sposate con cittadini europei -:

quali iniziative intenda assumere per far piena luce sui fatti di cui in premessa, e se ritenga opportuno avviare, per quanto di sua competenza, le opportune procedure di verifica e di ispezione nei centri di identificazione ed espulsione presenti su tutto il territorio nazionale al fine di verificare le condizioni di fatto cui sono sottoposti gli ospiti di tali strutture.(5-07073)