• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16572 [Sulla distruzione dei campi sperimentali di piante transgeniche dell'Università della Tuscia]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16572 presentata da MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
mercoledì 13 giugno 2012, seduta n.649
FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

l'8 giugno 2012 l'associazione culturale «Futuragra», nata nel 2004 e composta da imprenditori agricoli e supportata da numerosi e prestigiosi consulenti scientifici con lo scopo di confrontarsi con le tematiche inerenti all'innovazione tecnologica, alla cultura dell'impresa, alla difesa della proprietà privata e del libero mercato nel settore agricolo, denunciava che «il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e il ministro dell'Agricoltura Mario Catania, hanno disposto la distruzione dei campi sperimentali di piante transgeniche dell'Università della Tuscia»;

detto provvedimento viene qualificato dal presidente di «Futuragra», dottor Duilio Campagnolo, come «un duro colpo per chi crede nella ricerca e nell'innovazione. Il progetto della Tuscia era uno dei fiori all'occhiello della sperimentazione sugli OGM in Italia, in pratica l'ultimo rimasto attivo»;

ove questo provvedimento risultasse confermato, costituirebbe la parola fine a uno degli ultimi studi sulle biotecnologie vegetali in Italia, dove veniva portato avanti anche un importante progetto per salvare le piantagioni di kiwi, al momento in difficoltà;

da diverso tempo «Futuragra» denuncia, sia a livello nazionale che europeo, il drammatico stato in cui versa la ricerca nel nostro Paese: dieci anni fa erano 250 i progetti portati avanti, mentre oggi la sperimentazione risulta pressoché azzerata, una situazione paradossale che costringe di fatto il nostro Paese a restare «al palo», isolato dal resto del mondo, dove esistono centri sperimentali in cui vengono studiate piante che rappresentano e costituiscono il futuro dell'agricoltura, dell'agro-industria e della medicina, fondamentali quindi anche per assicurare una qualità dell'ambiente e dell'alimentazione degne di questo nome;

la vicenda prenderebbe le mosse da un'iniziativa assunta dalla Fondazione diritti genetici presieduta dal dottor Mario Capanna, che avrebbe segnalato ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole, alimentari e forestali e al presidente della regione Lazio la presenza «di piante sperimentali di olivo, ciliegio e kiwi transgenici all'interno dell'Azienda didattico-sperimentale dell'Università della Tuscia», chiedendo lo smantellamento del campo; e in seguito alla segnalazione, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare avrebbe intimato di spiantare al più presto le piante incriminate;

la sperimentazione su specie arboree geneticamente modificate per ottenere una riduzione della mole e una resistenza ad attacchi di funghi avviata dal professor Eddo Rugini dell'università della Tuscia risalirebbe all'ormai lontano 1982, e studi su olivi, ciliegi e actinidia (kiwi) transgenici risulterebbero essere stati autorizzati per il decennio 1999-2008; essendo dieci anni un tempo troppo limitato per ottenere risultati concreti, lo stesso professor Rugini avrebbe chiesto al Ministero di riconsiderare la questione del mancato rinnovo, e sarebbe stato adottato un provvedimento ad hoc per permettere il proseguimento della ricerca e la raccolta di dati scientifici affidabili; richieste peraltro che finora sarebbero cadute nel nulla -:

se quanto sopra esposto ed evidenziato corrisponda a verità;

in caso affermativo, in base a quali ragioni si sia ritenuto necessario adottare un simile provvedimento;

se sia decisione adottata su singola iniziativa dei Ministri delle politiche agricole, alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, o se sia da ritenere espressione di decisione e volontà collegiale del Governo;

per quali ragioni, ove ciò trovi riscontro, si sia ritenuto di dover accogliere la segnalazione e la denuncia della Fondazione diritti genetici, e come questa denuncia e segnalazione siano state motivate, e su quali fondamenti scientifici esse poggino;

per quali ragioni si sia ritenuto di non dare alcuna risposta al quesito e alla richiesta formulate dal professor Rugini;

se sia vero, come sostiene il professor Rugini, che, oltre a bloccare un importante studio per acquisire conoscenze fondamentali per poter modificare geneticamente le piante da frutto senza rischi, l'interruzione di questa ricerca non abbia ragioni scientifiche a sostegno;

se si sia a conoscenza del fatto che la comunità scientifica ha reagito negativamente ed energicamente a questo ennesimo tentativo di affossare la ricerca biotecnologia, e che la rivista americana «Biofortified» ha lanciato una sottoscrizione a sostegno della ricerca del professor Rugini, lanciando al tempo stesso un appello che chiede alle autorità competenti di evitare la distruzione, insieme agli alberi del campo sperimentale, di trent'anni di ricerca pubblica e lo spreco di denaro finora speso in questo studio; come e quali risposte si intendano dare alla comunità scientifica che ha sollevato la questione.
(4-16572)