• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16553 [Sulla decisione di Italcementi di chiudere i due stabilimenti di Porto Empedocle e Vibo Valentia ]
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Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16553 presentata da GIANFRANCO MICCICHE'
mercoledì 13 giugno 2012, seduta n.649
MICCICHÈ, MISITI, FALLICA, PITTELLI, GRIMALDI, TERRANOVA, BUONFIGLIO, RONCHI, SCALIA, URSO, IAPICCA, PUGLIESE, SOGLIA e STAGNO d'ALCONTRES. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

la decisione unilaterale di Italcementi di chiudere i due stabilimenti di Porto Empedocle e Vibo Valentia determinerà la cessazione della produzione nonché la mobilità di 176 lavoratori, inoltre, considerando anche l'indotto si calcolano diverse centinaia di lavoratori a rischio;

il provvedimento assunto da Italcementi andrebbe a infierire su due realtà particolarmente difficili dell'Italia meridionale, territori già duramente colpiti dalla crisi economica e con livelli di disoccupazione e di povertà molto alti;

nonostante il calo della domanda di cemento, non è secondo gli interroganti giustificabile la scelta del gruppo di chiudere i due impianti storici da sempre punte avanzate delle attività produttive e industriali, mettendo in ginocchio l'economia delle due province e sacrificando operai che hanno sempre dimostrato alta professionalità e attaccamento all'azienda;

occorre valorizzare le competenze esistenti, salvaguardando i posti di lavoro e individuando una strategia capace di fronteggiare e risolvere la difficile crisi del settore -:

se il Governo intenda intervenire urgentemente affinché sia bloccata la chiusura degli stabilimenti Italcementi di Porto Empedocle e Vibo Valentia;

se il Governo ritenga di organizzare un incontro immediato presso la Presidenza del Consiglio, con la convocazione delle parti interessate, affinché Italcementi ritorni sui suoi passi ristrutturando l'azienda e conservando l'occupazione in Calabria e Sicilia, due regioni già gravemente colpite dalla crisi economica e con livelli di disoccupazione e di povertà molto alti. (4-16553)