• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00902 [Garantire elevati livelli di efficienza e di qualità dei servizi postali resi all'utenza]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00902 presentata da CARLO MONAI
martedì 12 giugno 2012, seduta n.648

La IX Commissione,

premesso che:

il decreto legislativo n. 261 del 1999, adottato in attuazione della direttiva 97/67/CE, concernente «regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità dei servizi», ha previsto un regime transitorio per i titolari delle concessioni di cui all'articolo 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 156/1973 (codice postale) al fine di consentire agli operatori del settore postale la possibilità di adeguarsi al nuovo regime giuridico, delineatosi a seguito del passaggio dai principi di monopolio a quelli di libera concorrenza;

a partire dal 1999 e fino al 2003 sono stati, quindi, stipulati accordi di collaborazione, ai sensi degli articoli 4 e 23 del decreto legislativo n. 261 del 1999, con le agenzie di recapito ex concessionarie operanti sul territorio nazionale;

la maggior parte di tali accordi prevedeva un termine di scadenza al 31 dicembre 2005 che, a seguito di un accordo integrativo del 2004, è stato prorogato dalla concessionaria pubblica al 31 dicembre 2006, anno nel quale la normativa europea fissava la liberalizzazione del mercato;

alla fine del 2006, nelle more dell'emanazione di un apposito bando di gara, si è provveduto a rivedere gli accordi in scadenza e a rimodularli con efficacia fino al 31 dicembre 2007. Ciò al fine di consentire a Poste italiane, anche dopo la scadenza del 31 dicembre 2006, di avvalersi di operatori postali privati, al fine di ottimizzare i servizi di recapito anche attraverso l'utilizzo delle professionalità già esistenti;

in tale contesto, in data 15 settembre 2006 è stato siglato un accordo tra poste italiane e le organizzazioni sindacali di categoria, con l'obiettivo di reinternalizzare in toto il servizio di recapito della posta raccomandata, consentendo una gestione transitoria per l'armo 2007, con una riduzione graduale dei volumi affidati a concessionari esterni;

lo scopo di tale accordo, diretto ad internalizzare l'80 per cento della posta registrata, era quello di creare condizioni tali da riassorbire il contenzioso con il personale precario dell'azienda;

al fine di minimizzare eventuali impatti negativi nei confronti dell'occupazione delle agenzie di recapito private, la società Poste italiane, dopo aver realizzato una riorganizzazione della rete di Recapito, dividendola in tre articolazioni: universale, dedicata e consegne speciali, avrebbe dovuto affidare quote di attività aziendali, diverse dalla consegna delle raccomandate, alle agenzie di recapito;

a seguito di interventi istituzionali e sindacali che avevano impegnato il Governo a intervenire nei confronti di Poste italiane, al fine di prorogare i contratti in essere (ossia lasciando alle agenzie il 100 per cento del servizio di consegna delle raccomandate) sino al 30 giugno 2007, è stato promosso un tavolo di concertazione fra le parti interessate, Poste italiane, imprese e organizzazioni sindacali, presieduto dall'ex Ministero delle comunicazioni, al fine di individuare soluzioni idonee per salvaguardare i livelli occupazionali;

al riguardo, occorre rammentare, inoltre, che in data 22 novembre 2006 l'ex Ministero delle Comunicazioni ha chiesto al Consiglio di Stato di esprimersi in merito alla possibilità di ritenere ancora in vigore il periodo transitorio di cui al decreto legislativo n. 261 del 1999, al fine di valutare se gli accordi di collaborazione tra Poste italiane e le Agenzie private potessero essere rinnovati dopo la scadenza del 31 dicembre 2006, evitando il ricorso a procedure concorsuali;

il Consiglio di Stato con parere dell'11 dicembre 2006 ha, tuttavia, espresso avviso contrario alla proroga dei menzionati contratti oltre la data della loro naturale scadenza, precisando che l'affidamento dei servizi a terzi potesse avvenire solo attraverso le procedure ad evidenza pubblica previste dal decreto legislativo n. 163 del 2006;

nel mese di maggio 2007, Poste italiane ha emesso, quindi, un bando di gara, con chiamata da albo, avente per oggetto «il servizio di distribuzione raccolta di corrispondenza e posta non indirizzata ed espletamento di servizi ausiliari in ambito urbano». A tale gara una significativa percentuale di agenzie ha ritenuto di non dover partecipare, contestando le modalità della stessa. Conseguentemente dei 61 lotti sono stati aggiudicati solo il 30 per cento;

nello stesso mese di maggio 2007, si sono svolti presso il Ministero delle comunicazioni incontri tra Poste italiane spa, organizzazioni sindacali, e rappresentanti delle agenzie di recapito, finalizzati alla sottoscrizione di un apposito memorandum;

successivamente, il 3 agosto 2007, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato - su istanza di alcune associazioni di categoria delle agenzie di recapito - ha avviato presso Poste italiane un'istruttoria per presunto abuso di posizione dominate, sia con riguardo agli accordi di fornitura stipulati dalla stessa con le agenzie di recapito, nel periodo dicembre 2000-gennaio 2007, sia con riguardo al bando di gara emanato nel maggio 2007;

a seguito di ciò, la società Poste italiane ha presentato, in data 26 ottobre 2007, alla menzionata autorità, una serie di impegni che sono, successivamente, confluiti nel citato memorandum sottoscritto in data 11 dicembre 2007, presso l'ex Ministero delle comunicazioni, tra Poste italiane e le agenzie di recapito, a cui ha fatto seguito l'avvio, in data 12 dicembre 2007, di un «tavolo tecnico» i cui partecipanti hanno provveduto a regolamentare il periodo intermedio, fino all'espletamento della seconda gara;

nel 2008 la società Poste Italiane, nell'avviare la ristrutturazione del sistema postale, ha ridotto, di fatto, il contenuto del bando gara per l'anno 2008, comprendendovi non solo il servizio raccomandate ma anche trasporti ed altro ed escludendo di fatto le piccole imprese di recapito ex concessionarie a favore di nuovi soggetti;

in netta controtendenza con l'auspicato processo di liberalizzazione del servizio postale, nell'arco di quasi dieci anni, il valore degli appalti affidati da Poste italiane si è profondamente ridotto, passando da un valore di circa 70 milioni di euro all'anno nel 2000, a 58 milioni di euro nel 2008, a meno di 40 milioni di euro nel 2011;

tale riduzione, pari a circa il 40 per cento del valore complessivo degli appalti affidati da Poste Italiane, ha provocato immediate ripercussioni negative, anche in termini di occupazione, nei confronti delle agenzie di recapito che oggi si trovano, di fatto, ad operare ai limiti della sopravvivenza;

con riferimento alla drammatica situazione in cui versano le agenzie di recapito, il gruppo dell'Italia dei Valori è intervenuto attraverso la presentazione di appositi atti di sindacato ispettivo, e segnatamente l'interrogazione a risposta scritta n. 4/15729 presentata in data 17 aprile 2012 dall'Onorevole Fabio Evangelisti e altri, con cui si chiedeva al Governo di intervenire con provvedimenti volti a tutelare la posizione giuridica dei dipendenti dell'agenzia partner di Poste Italiane Transystem: agenzia che il 2 aprile 2012 si è vista diminuire in modo imponente il proprio carico di lavoro esternalizzato con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Nel testo dell'interrogazione si legge: «I dipendenti della Transystem godono di una certificazione degli stessi ispettori di Poste italiane in quanto "fiore all'occhiello" nel settore recapito per la competenza e la professionalità dimostrate; ciò nonostante Poste italiane ha deciso in maniera unilaterale di ridurre il carico di lavoro esternalizzato (nella sede di Pistoia si tratta di una riduzione pari a circa il 40 per cento del carico di lavoro) creando un vicolo cieco per le agenzie appaltatrici che hanno dovuto ricorrere gioco forza a tagli al personale, ferie forzate, contratti di solidarietà, e altro in tutte le sedi della Transystem (Pistoia, Prato, Forlì, Modena, Trieste, La Spezia, Genova e Mantova) e in tutte le altre agenzie partner delle Poste italiane»;

da un comunicato diffuso il 20 aprile 2012 dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle agenzie di recapito private si evince chiaramente che la mancata prosecuzione degli appalti con tali agenzie, provocherà 3.000 nuovi lavoratori disoccupati in tutta Italia;

il 16 maggio 2012 anche la CNA (Confederazione nazionale dell'artigianato e delle piccole e medie imprese) ha annunciato che ben 60 imprese di recapito italiane rischiano di chiudere ed oltre 1.500 lavoratori di essere licenziati. La CNA ha, infatti, chiesto al Governo un rapido intervento sia in relazione alla liberalizzazione del mercato del recapito sia nei confronti di Poste italiane per future ma urgenti scelte di politica industriale. «Poste Italiane - si legge nel testo dove si spiegano i motivi dell'annuncio - con i nuovi bandi di gara, vuole destrutturare l'unica rete di operatori postali reali, strutturati ed efficienti. Le agenzie di recapito sono state sin dal 1920 il fiore all'occhiello del sistema postale. Nel 1999 il Governo ha revocato le concessioni invitando nel contempo Poste Italiane a stringere accordi di collaborazione con le Agenzie di recapito. Le Agenzie hanno accettato di collaborare rinunciando di fatto a tutta la clientela storica ed hanno aiutato le Poste ad aumentare il livello qualitativo grazie alla loro professionalità»;

a seguito del processo di liberalizzazione del mercato postale, sono aumentati notevolmente i soggetti che possono operare nell'ambito di tale mercato;

pur tuttavia, detti soggetti non sempre garantiscono un adeguato livello di qualificazione e di professionalità, essendo sufficiente per accedere al mercato il semplice versamento di una quota pari a 290 euro. E ciò avviene senza che vi sia alcun controllo sui requisiti di solidità, tecnico-organizzativi, imprenditoriali delle imprese e degli addetti al servizio in un settore, come noto particolarmente delicato, che prevede in particolare la sicurezza e la riservatezza della corrispondenza e degli utenti del servizio;

nel settore postale, inoltre, si trovano oggi ad operare numerose imprese in regime di sub-appalto che non applicano il contratto collettivo nazionale di settore,
impegna il Governo:

ad adottare ogni iniziativa necessaria a garantire elevati livelli di efficienza e di qualità dei servizi postali resi all'utenza;

ad assumere provvedimenti urgenti volti a salvaguardare i livelli occupazionali delle agenzie di recapito;

a porre in essere ogni atto di competenza volto a prevedere specifici bandi di gara per l'affidamento a piccole imprese di servizi di recapito, di distribuzione e raccolta della corrispondenza e della posta, nonché per i servizi ausiliari in ambito urbano;

ad intervenire presso Poste italiane spa affinché le gare di appalto per l'assegnazione dei servizi postali vengano avviate sempre e comunque in modo tale da assicurare la partecipazione alle stesse delle piccole imprese, nel rispetto dei principi sanciti dalla legge 11 novembre 2011, n. 180, recante la disciplina dello statuto delle imprese, nonché al fine di salvaguardare i livelli occupazionali del settore;

ad avviare quanto prima un tavolo di concertazione presso il Ministro dello sviluppo economico tra Poste italiane spa, agenzie di recapito e ogni altro soggetto interessato, per individuare nell'immediato soluzioni tese allo sviluppo del mercato postale e prevedere azioni dirette a tutelare le piccole imprese del recapito ed i lavoratori del settore;

ad adottare ogni iniziativa, anche normativa, volta a garantire che tutti i soggetti che operano sul mercato postale siano dotati di precisi requisiti di professionalità e di qualificazione;

ad avviare una indagine nei confronti di tutte le imprese attive sul mercato postale, al fine di individuare quelle che operano in regime di subappalto e che non applicano il contratto collettivo nazionale di settore.

(7-00902) «Monai, Evangelisti».