• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02914 [Apertura dell'aeroporto "Vincenzo Magliocco" di Comiso al trasporto aereo civile]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02914 presentata da GIUSEPPE LUMIA
giovedì 7 giugno 2012, seduta n.739

LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

da troppo tempo si attende l'apertura dell'aeroporto "Vincenzo Magliocco" di Comiso (Ragusa) al trasporto aereo civile. Utilizzato per molti anni come aeroporto militare fino all'inizio degli anni '90 è stato riconvertito all'aviazione generale civile e cargo;

si tratta di un'opera strategica per la Sicilia, tanto da essere inserita nel piano regionale del trasporto aereo siciliano ed indicato, insieme all'aeroporto di Catania, come uno dei due aeroporti del polo aeronautico orientale della Sicilia. L'aeroporto di Comiso, infatti, si trova in un territorio dalla spiccata vocazione agricola e turistica;

la Sicilia orientale è una delle aree della regione con una notevole produzione agroalimentare in termini sia di quantità che di qualità. Si pensi alle arance e agli agrumi prodotti nella piana di Catania, alla produzione nel ragusano di pomodoro di Pachino, ortaggi, frutta, ma anche di prodotti caseari. Sono beni esportati nel resto del Paese e dell'Europa, ma che pagano lo scotto di un sovraccarico di prezzo eccessivo a causa dei costi del trasporto su gomma, spesso in mano alle mafie. L'apertura dell'aeroporto di Comiso abbatterebbe notevolmente i costi del trasporto e ridurrebbe i rischi dell'intermediazione mafiosa e criminale;

la Sicilia orientale è anche una delle aree della regione più sviluppata sul piano del turismo, non solo estivo. Un circuito che ogni anno garantisce centinaia di migliaia di visitatori, con una ricaduta importante di ricchezza e posti di lavoro che potrebbe crescere in modo esponenziale. L'apertura dell'aeroporto di Comiso, infatti, faciliterebbe il raggiungimento di aree mal collegate, ma soprattutto, con la presenza di compagnie low cost, incentiverebbe il turismo di massa;

grazie ad una virtuosa collaborazione tra la regione Siciliana, l'Enac ed il Comune di Comiso e ad un finanziamento del Cipe, nel 2004, di circa 47 milioni di euro l'aeroporto è stato potenziato. A regime sarà utilizzato come scalo complementare all'aeroporto di Catania "Fontanarossa", come base per i voli di linea, per le compagnie low cost e per il trasporto cargo;

già dall'aprile 2007 l'aeroporto di Comiso è nelle condizioni di essere aperto al traffico aereo, ma lentezze burocratiche e negligenze politiche ne hanno impedito l'apertura. Oggi l'apertura è ostacolata dal rifiuto da parte dello Stato di coprire i costi del servizio di assistenza al volo;

il piano industriale presentato dall'ente aeroportuale So.A.Co ha dimostrato che se lo Stato dovesse assorbire tali costi, subentrando alla copertura di 4,5 milioni di euro che la Regione ha già garantito per i primi due anni, entro il terzo anno la società sarebbe in grado di raggiungere il break even point. Sempre secondo il business plan è stato dimostrato che così facendo già dal secondo anno di attività e con solo due partner (Alitalia e Ryanair) l'aeroporto di Comiso raggiungerebbe la quota di oltre un milione di passeggeri con un incremento del prodotto interno lordo di un miliardo di euro. Il che vorrebbe dire un introito per lo Stato di 200/300 milioni di euro all'anno;

anche l'idea suggerita dall'Enac di una gestione in "Afis" (cioè senza controllori di volo) non è adeguata, perché destinerebbe l'aeroporto ad un traffico residuale (come avviene ad esempio a Crotone o Pantelleria), con 4-6 movimenti al giorno: cioè un impianto chiuso ancora prima di aprire, giacché nessuna società di gestione, con costi fissi altissimi, si arrischierebbe ad implementare l'esercizio della struttura su un presupposto commerciale assolutamente fallimentare;

la mancata apertura dell'aeroporto di Comiso, oltre a mortificare le potenzialità di sviluppo del territorio, rischia però di aprire un contenzioso con l'Unione europea per danno erariale, visto che gran parte delle risorse stanziate dal Cipe per i lavori di potenziamento dello scalo provengono dai fondi strutturali europei,

si chiede di sapere se il Governo intenda adoperarsi al fine di superare un'empasse che si trascina ormai da anni per garantire la copertura dei costi del servizio di assistenza al volo e consentire finalmente l'apertura di uno scalo che farebbe da volano per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia e del Paese.

(3-02914)