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Atto a cui si riferisce:
C.4/14538 [Sequestro di una minore a Vimercate]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 24 maggio 2012
nell'allegato B della seduta n. 638
All'Interrogazione 4-14538 presentata da
PAOLO GRIMOLDI
Risposta. - Il Ministero degli esteri, in stretto raccordo con l'Ambasciata d'Italia a Damasco, ha seguito sin dall'inizio e con il massimo impegno la vicenda della bambina, nata a Vimercate il 20 marzo 2010, figlia della cittadina italiana Alice Rossini e del cittadino siriano Mohamed Kharat - sottratta da quest'ultimo in data 18 dicembre 2011 e condotta all'estero - e ad oggi irreperibile.
La Siria non aderisce alla Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, che vincola i Paesi aderenti a rispettare le procedure, i termini e le competenze istituzionali in essa previsti. In questo quadro, l'operato della Farnesina e dell'Ambasciata a Damasco si sostanzia nel prestare ogni possibile assistenza al connazionale che ha subito la sottrazione e nell'intervenire presso le competenti Autorità locali per sensibilizzarle sul diritto del minore a non essere sradicato dal suo contesto di residenza abituale, facendo leva sui principi generali sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989.
Il 19 dicembre 2011 l'Ambasciata d'Italia a Damasco veniva informata dal legale della signora Rossini, madre della piccola Emma Huda, dell'avvenuta sottrazione della bambina ad opera del padre.
L'Ambasciata forniva al legale della connazionale tutte le informazioni utili, assicurando l'assistenza in loco sotto ogni profilo, anche logistico. La nostra rappresentanza diplomatica suggeriva, inoltre, al legale della signora di contattare quanto prima un avvocato locale, fornendo contestualmente il nominativo di un legale già noto alla sede specializzato nella trattazione di casi simili.
Il giorno successivo l'Ambasciata d'Italia a Damasco inoltrava una prima nota verbale al Ministero degli affari esteri e degli espatriati della Repubblica Araba Siriana, informando dettagliatamente del caso e invitando all'ulteriore segnalazione del nominativo del signor Kharat e della bambina alle autorità competenti di frontiera e di Polizia. In pari data, provvedeva inoltre a diramare informazioni sulla vicenda a tutte le sedi - Ambasciate e Consolati d'Italia - dei Paesi limitrofi (ben 20). Il 22 dicembre 2011, l'Ambasciata inoltrava una seconda nota verbale al medesimo Ministero fornendo ulteriori dettagli sul caso e chiedendone ancora la segnalazione alle competenti autorità locali. L'Ambasciatore in persona segnalava la vicenda in occasione di un colloquio con il capo del protocollo siriano.
L'Ambasciata coglieva quindi l'occasione per rinnovare alla connazionale la massima disponibilità all'assistenza e proseguiva, comunque, nell'opera di predisposizione di ogni sostegno possibile, sia legale sia logistico, nell'eventualità di un suo viaggio in Siria. La nostra rappresentanza, in particolare, d'intesa con l'avvocato di riferimento della sede, illustrava al legale della signora Rossini la linea di condotta giuridicamente più idonea da seguire in Siria, precisando che la presenza in quel Paese della signora, ai sensi della normativa locale, era necessaria ai fini dell'avvio di ogni procedura giudiziale. Infine, l'Ambasciata chiedeva l'invio di copia di documenti e/o fotografie del signor Kharat e della bimba che potessero agevolare le ricerche in loco, ulteriori indicazioni venivano fornite al legale della madre anche dal Ministero degli esteri.
Il 17 gennaio 2012, il legale della signora Rossini, raccogliendo il suggerimento dell'Ambasciata, informava di essere in procinto di recarsi in Siria per l'avvio delle procedure giudiziarie indicate e forniva i documenti in precedenza richiesti. L'Ambasciata rinnovava la massima disponibilità ad assistere l'avvocato e la connazionale in territorio siriano sia quanto all'organizzazione del viaggio che per l'alloggio e gli spostamenti in loco, di concerto con l'avvocato siriano di riferimento della sede.
Il 19 gennaio 2012, l'Ambasciatore a Damasco incontrava il Direttore degli affari consolari del Mae siriano Majd Eldeen Nashed, con il quale approfondiva il caso della piccola Emma; nell'occasione, l'Ambasciatore consegnava brevi manu un dossier completo sul caso, accompagnato da un Aide Memoire, sollecitando le Autorità siriane, data l'urgenza e la problematicità, a fornire ogni possibile assistenza. Il 23 gennaio 2012 l'Ambasciata inoltrava una terza nota verbale al Ministero degli affari esteri siriano, corredata da ulteriore documentazione a sostegno delle ricerche in loco della piccola. Inoltre, grazie alla documentazione raccolta, il legale di riferimento dell'Ambasciata iniziava ricerche più mirate nella zona di Aleppo, città di origine del signor Kharat. Infine, il personale dell'Ambasciata a Damasco assisteva la signora Rossini ed il suo legale italiano in occasione della visita in Siria (29 gennaio 2012), assicurando l'organizzazione logistica (viaggio, trasporti e alloggio in loco) e lo svolgimento dei colloqui con l'avvocato di riferimento siriano per puntualizzare la strategia legale.
Sono state altresì convocate presso la Farnesina diverse riunioni della Task Force interministeriale sulla sottrazione internazionale di minori composta da rappresentanti del Mae, del Ministero della giustizia e dell'interno per assicurare lo scambio di informazioni sulla vicenda. L'ultima riunione ha avuto luogo nel mese di aprile.
Il Ministero degli affari esteri continua a mantenere contatti con la connazionale per il tramite del suo legale e con le altre istituzioni - Ministero dell'interno, Interpol, Ministero della giustizia - a diverso titolo coinvolte nella vicenda. Il caso continuerà ad essere seguito incessantemente e con la massima attenzione dalla Farnesina ed in collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte nell'attività di ricerca della piccola Emma.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Staffan de Mistura.