• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07551 [Riduzione del numero dei militari e delle forze di polizia]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07551 presentata da STEFANO PEDICA
giovedì 24 maggio 2012, seduta n.731

PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno - Premesso che:

in data 1° maggio 2012 "il Fatto Quotidiano" pubblicava un articolo intitolato "Palazzo Chigi: il risparmio non comincia dalle forze di polizia - Tanti annunci, poca economia", attinente ai numerosi e persistenti annunci da parte del Governo sui tagli delle spese pubbliche in questo momento di fortissima crisi economica;

nel novembre 2011 tra le diverse sedi della Presidenza del Consiglio dei ministri si contavano 4.456 dipendenti, che, già allora, si annunciava, sarebbero diventati circa 3.000 attraverso il taglio degli incarichi fiduciari conferiti dal passato Governo;

nell'articolo suddetto si legge come al 5 marzo 2012, la data limite che il Governo Monti aveva fissato per procedere al taglio, i dati siano estremamente deludenti: i "4.456 dipendenti dell'amministrazione sono diventati, più sobriamente, 4.129";

si evidenzia, poi come il taglio maggiore si sia registrato alla voce "estranei alla pubblica amministrazione", vale a dire tra coloro che sono arrivati per via fiduciaria, non provenendo da nessun ufficio pubblico;

ad avviso dell'interrogante tali incarichi rappresentano una voce di spesa inutile e, alla luce dell'attuale crisi economica del Paese, da eliminare, cosa che però, analizzando i recenti interventi del Governo, non sembra che sia accaduta;

in proposito, infatti, come emerge anche dalla lettura del quotidiano, se nel 2011 se ne contavano 357, "oggi gli esterni alla pubblica amministrazione che lavorano negli uffici di governo sono 179, 178 in meno di qualche mese fa";

considerato che:

nel citato articolo viene evidenziato inoltre come anche con riferimento alla "nutrita truppa di militari e forze di polizia" non si sia registrato il dovuto e opportuno taglio necessario alla riduzione della spesa pubblica. In proposito "sui 560 in servizio a novembre scorso, oggi ne sono presenti 546: quattordici in meno. Oltre ai 52 dell'Aeronautica, che curano un settore specifico, ci sono 25 impiegati dell'esercito, 11 della Marina e 128 appartenenti alla Guardia di Finanza, la polizia presidia l'area con 150 addetti, i Carabinieri seguono con 135. Ci sono anche 36 della Penitenziaria, 2 forestali, due dipendenti delle Capitanerie di Porto e un vigile urbano";

non più confortanti, infine, i dati riportati dal quotidiano in riferimento alle figure dirigenziali. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri infatti risultano ben oltre 500 dirigenti, ossia uno ogni quattro dipendenti, e risulterebbe che tra dicembre e febbraio Palazzo Chigi abbia deciso di assorbirne altri 16, attingendo a una graduatoria interna prorogata per l'occasione sino al dicembre 2012;

ad avviso dell'interrogante i provvedimenti attualmente adottati dal Governo al fine di ridurre efficacemente gli sprechi delle risorse pubbliche sembrano insufficienti e comunque non idonei al fine del contenimento della spesa pubblica necessario, da un lato, per diminuire la pressione fiscale sui cittadini, dall'altro, per iniziare ad investire per la crescita del Paese,

si chiede di sapere:

se i dati riportati dall'articolo corrispondano al vero;

quali siano le motivazioni che hanno indotto il Governo a non optare per l'eliminazione totale dei 357 incarichi indicati;

quali siano le motivazioni per cui ha deciso di ridurre in modo così marginale il numero dei militari e delle forze di polizia;

se non ritenga eccessivo il numero dei dirigenti di Palazzo Chigi e in particolare quali siano le motivazioni che hanno portato alla decisione di assorbire altri 16 dirigenti attingendo a una graduatoria interna;

se non ritenga più utile impiegare gli uomini della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza nello svolgimento dei compiti propri dei corpi di appartenenza a tutela della collettività anziché impiegarli presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

(4-07551)