• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06932 [Realizzazione di un parco eolico off-shore in Sardegna]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-06932 presentata da MAURO PILI
giovedì 24 maggio 2012, seduta n.638
PILI, VELLA, MURGIA, PORCU e NIZZI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

in data 17 maggio 2012, il Compartimento marittimo di Porto Torres il Comandante del compartimento marittimo di Porto Torres e comandante della capitaneria di porto di Porto Torres ha pubblicato un avviso con il quale è stato comunicato l'avvio del procedimento per l'istruttoria afferente alla domanda di concessione demaniale marittima ai sensi dell'articolo 36 del cod. nav.datata 23 giugno 2012, pervenuta in data 30 maggio 2012, ed assunta al protocollo generale in data 3 maggio 2012 al n. 09282 con la quale la Soc. SEVA srl, con sede in Gressan - Aosta - «Grande Gorraz Centrale Termica» Praz. Pila 78 - amministratore unico Stefano De Benedetti;

nella domanda è contenuto il modello D1 corretto ed integrato necessario per verifiche sistema SID;

agli atti è allegata la carta nautica con indicato lo specchio acqueo e relative coordinate nautiche perimetrali e di allocazione di ogni aerogeneratore;

è allegato alla domanda il progetto definitivo dell'impianto implementato da uno studio correntometrico, simulazione fotografica del parco eolico;

è compresa negli atti la documentazione tecnica relativa al passaggio dei cavi sottomarini e documentazione amministrativa societaria, il tutto volto all'ottenimento dell'autorizzazione per la costruzione e l'esercizio di un nuovo impianto industriale off-shore per la produzione di energia elettrica da realizzarsi al largo della costa del comune di Sassari e Porto Torres costituito da 28 megawatt aerogeneratori da 3,6 megawatt cadauno;

la Soc. SEVA srl, con l'istanza ricevuta in data 30 aprile 2012, ha chiesto la concessione demaniale marittima di uno specchio acqueo di metri quadrati 2.845.908 complessivi per installare e mantenere 28 aerogeneratori da 3,6 megawatt cadauno - torri alte 90 metri dal livello medio del mare - diametro del rotore 120 metri - costituenti un impianto industriale off-shore per produzione di energia elettrica;

la localizzazione è prevista nelle acque territoriali del nord Sardegna - largo della costa dei comuni di Porto Torres e Sassari - Golfo dell'Asinara;

la durata della concessione richiesta è di 50 (cinquanta) anni;

lo scopo della concessione è realizzare e mantenere un impianto di generazione di fonte eolica off-shore;

le coordinate nautiche afferenti la perimetrazione dello specchio acqueo l'ubicazione degli aerogeneratori sono le seguenti:

A 1 latitudine 40o 51' 30" A 4 latitudine 40o 51' 58" A 22 latitudine 40o 51' 21" A 21 latitudine 40o 51' 12" A 28 latitudine 40o 50' 57" A 26 latitudine 40o 50' 39" A 19 latitudine 40o 50' 53 " A 18 latitudine 40o 50' 44" A 13 latitudine 40o 50' 52" A 16 latitudine 40o 52' 10" A 7 latitudine 40o 51' 41" A 5 latitudine 40o 51' 23" longitudine 08o 17' 31" longitudine 08o 17' 53" longitudine 08o 19' 56" longitudine 08o 19' 47" longitudine 08o 20' 35" longitudine 08o 20' 17" longitudine 08o 19' 30" longitudine 08o 19' 20" longitudine 08o 18' 57" longitudine 08o 19' 24" longitudine 08o 18' 13" longitudine 08o 17' 55";

la Soc. S.EV.A srl si propone di realizzare e mantenere un parco eolico off-shore che prevede l'installazione di 28 aerogeneratori Siemes da 3,6 megawatt cadauno per una potenza complessiva di 100,8;

l'impianto industriale per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento sarebbe in grado, secondo quanto dichiarato, di produrre all'incirca 250.000 megawattora all'anno pari al fabbisogno di circa 100.000 famiglie considerando il consumo medio di 2,5 megawattora per famiglia;

l'impianto nel suo complesso è costituito da:

1) 28 aerogeneratori Siemes SWT -3.6 -120 da 3,6 megawatt ciascuno organizzati in 4 file parallele, orientate NO-SE distanziati l'uno dall'altro 600 metri;

2)tre cavi di collegamento tra gli aerogeneratori e la cabina di trasformazione a terra;

3)cabina di trasformazione a terra;

4)un cavo di collegamento interrato che dall'arrivo del cavo a terra convoglia l'energia al sistema di trasmissione aerea;

5)rete elettrica interrata di collegamento con la cabina di trasformazione primaria Terna per l'allacciamento al sistema di distribuzione nazionale;

la pubblicazione degli atti avverrà dal 1o giugno sino al 30 giugno 2012, termine entro il quale sarà possibile presentare formali opposizioni;

la società Seva avrebbe in atto ulteriori iter autorizzativi nei comuni di Rodi Garganico, Ischitella e Cagnano Varano per la realizzazione di impianti eolici con una potenza complessiva di 528 megawatt;

lo specchio acqueo interessato al progetto risulta inquadrato nel più ampio areale territoriale dove è ubicato il parco nazionale dell'Asinara;

il parco dell'Asinara è istituito con Decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2002, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale italiana n. 298 del 20 dicembre 2002);

l'area del parco è sottoposta a vincoli di tutela particolarmente rigorosi ed è articolato i tre zone:

zona 1 - di eccezionale interesse naturalistico, ambientale e paesaggistico;

zona 2 - di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e storico-culturale;

zona 3 - di rilevante valore paesaggistico, agricolo-ambientale e storico-culturale;

in tutte tre le zone è richiamato il valore paesaggistico che, considerato il compendio oggetto dell'intervento, interesserebbe il paesaggio circostante il parco stesso;

il progetto appare all'interrogante la palese reiterazione di un analogo progetto già presentato lo scorso anno e costituisce di fatto un ulteriore vero e proprio assalto paesaggistico allo straordinario golfo di Porto Torres - Asinara con gravissimo pregiudizio ambientale, naturalistico dell'intera costa inserita in un contesto di tutela di primario livello;

è indispensabile fermare chi progetta, sul mare della Sardegna quella che l'interrogante giudica una devastazione paesaggistico ambientale inaudita; la grave inadeguatezza di questi progetti emerge proprio quando tutte le istituzioni regionali e non solo hanno manifestato la totale contrarietà a tale tipo di realizzazioni;

è indispensabile che questo tipo di progetti registrino risposte immediate, chiare forti e nette da parte dello stesso Governo nazionale;

la materia ambientale paesaggistica nelle regioni a statuto speciale ha specificità e competenze diversamente articolate rispetto alle regioni ordinarie;

nella procedura avviata da questa società, come per le altre, si configurano chiari conflitti di attribuzione tra lo Stato e la regione Sardegna;

va interrotta e revocata la procedura relativa all'assegnazione dello specchio acqueo davanti al tratto di mare Porto Torres - Asinara;

l'avvio di una procedura autorizzativa di un impianto eolico off-shore su un bene «pubblico» come il mare, senza disporre di nessuna concessione demaniale, si potrebbe configurare un'automatica concessione delle stesse aree;

norme e giurisprudenza obbligano ad una procedura concorsuale in regime di evidenza pubblica per assegnare un'area o un tratto di mare demaniale;

lo Stato attraverso l'avvio della procedura da parte del Ministero competente ha di fatto attivato una procedura unilaterale secondo l'interrogante in palese contrasto con il principio di leale collaborazione tra Stato e Regione sancito dalla Costituzione;

l'avvio di procedura a favore della società SEVA appare lesivo delle competenze regionali concorrenti, costituzionalmente riconosciute, sia delle norme di attuazione dello Statuto autonomo della regione Sardegna;

le norme di attuazione dello statuto speciale garantiscono specifiche competenze esercitate attraverso il provvedimento da impugnare. L'articolo 6, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 1975, n. 480 (recante Nuove norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna) dispone che «sono trasferite alla Regione autonoma della Sardegna le attribuzioni già esercitate dagli organi centrali e periferici del Ministero della pubblica istruzione (...) ed attribuite al Ministero per i beni culturali e ambientali con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, convertito in legge 29 gennaio 1975, n. 5, nonché da organi centrali e periferici di altri Ministeri. Il trasferimento predetto riguarda altresì la redazione e l'approvazione dei piani territoriali paesistici di cui all'articolo 5 della legge 29 giugno 1939, n. 1497»;

le norme di attuazione, adottate per la Sardegna attraverso i decreti legislativi di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale, possono espletare una funzione interpretativa se non addirittura integratrice delle disposizioni statutarie. Esse svolgono, da un lato, il ruolo di norme sulla competenza che definiscono in termini concreti l'autonomia della regione, trattenendo in capo alla sfera statale di gestione le funzioni che siano di interesse generale, e, dall'altro, seppure in casi particolari, un'opera di integrazione e accordo con il principio fondamentale dell'autonomia regionale e con le altre disposizioni statutarie;

la regione Sardegna può, nell'esercizio della potestà legislativa primaria in materia di edilizia e urbanistica di cui alla lettera f) del medesimo articolo, altresì «intervenire in relazione ai profili di tutela paesistico ambientale e quindi può sollevare un conflitto di attribuzione per la revoca del procedimento avviato dallo Stato;

la prevalente giurisprudenza afferma che le concessioni di aree demaniali marittime rilasciate per finalità imprenditoriali devono ritenersi sempre sottoposte ai principi dell'evidenza pubblica, cioè sia nell'ipotesi in cui il relativo procedimento abbia inizio per volontà dell'amministrazione, sia nel caso in cui venga avviato a seguito di una specifica richiesta proveniente da uno dei soggetti interessati all'utilizzo del bene;

la scelta del concessionario incontra i limiti indicati dalle norme del trattato dell'Unione Europea in materia di libera prestazione di servizi e dai principi generali del diritto comunitario in materia di non discriminazione, trasparenza e parità di trattamento;

l'affidamento in concessione di beni demaniali suscettibili di uno sfruttamento economico deve essere sempre preceduto dal confronto concorrenziale, anche nel caso in cui non vi sia una espressa prescrizione normativa, e che tale principio vada quindi a rafforzare ogni disciplina di settore che già preveda - come accade nel caso dell'articolo 37 cod. nav. - il ricorso alla procedura di evidenza pubblica, imponendo l'adozione di specifiche misure volte a garantire un effettivo confronto concorrenziale quali, ad esempio, forme idonee di pubblicità o di comunicazione rivolte ai soggetti potenzialmente interessati a partecipare alla procedura, dei quali l'Amministrazione sia a conoscenza;

la pubblicità obbligatoria per i procedimenti concessori è oggi disciplinata con le disposizioni, normative e regolamentari, del codice della navigazione: tuttavia, si tratta di norme assai vetuste che non garantiscono (per intrinseca natura) la benché minima possibilità di aderire all'attuale contesto ordinamentale se non a prezzo di vistose incongruenze;

la presenza del nostro Paese nell'Unione europea infatti, impone un adeguamento degli standard qualitativi e degli strumenti dell'azione amministrativa a livelli minimi capaci di garantire, primariamente, la concorrenza e la salvaguardia dei meccanismi del libero mercato;

la pubblicazione delle domande concessorie soltanto agli albi pretori o delle capitanerie, o in organi di informazione non primari, regionali e nazionali, si palesa assolutamente insufficiente per garantire un livello di pubblicità adeguato, soprattutto se il valore per il mercato di un determinato bene è un valore economico assai elevato nonché un valore funzionale altissimo (dettato, ad esempio, dal fatto che l'essere concessionari di quel bene diventa essenziale e indispensabile per accedere all'esercizio di quella determinata attività di impresa e per garantire pertanto, lo sviluppo di una concorrenza autentica);

in Sardegna da tempo è in atto un'imponente mobilitazione bipartisan con un solo obiettivo, tutelare la Sardegna da chi vorrebbe trasformare il mare sardo in una distesa di improponibili pale eoliche che andrebbero a rafforzare un devastante principio delle grandi industrie inquinanti: la possibilità di continuare a inquinare vantando i crediti verdi delle pale eoliche della Sardegna;

la devastazione ambientale è palese e l'assenza di regole lascia spazio ad una discrezionalità concessoria che tradurrebbe ogni atto in vantaggi illegittimi nei confronti dell'uno o dell'altro;

la Sardegna non ha tratti di costa disponibili per progetti eolici a mare e qualsiasi contesto sarebbe leso nella sua specificità e naturale bellezza la condotta di chi, nonostante le dichiarate contrarietà di tutte le istituzioni locali, insiste su tali progetti fa pensare che la Sardegna oltre la terra del vento sia anche terra di nessuno -:

se non ritengano i Ministri competenti revocare le procedure avviate perché qualsiasi autorizzazione sarebbe palesemente contraria a tutte le norme di tutela e salvaguardia di compendi sottoposti a tutela paesaggistica, ambientale e naturalistica;

se il Governo non intenda intervenire con proprio vincolo sull'intera area considerata la vicinanza con lo stesso parco dell'Asinara;

se il Governo non ritenga di verificare preliminarmente l'esistenza già rilevata da tutti i soggetti preposti di presupposti paesaggistico ambientali che necessitano apposito atto di tutela preventiva;

se il Ministro dell'infrastrutture e dei trasporti non ritenga di dover revocare il dispositivo di avvio di qualsiasi procedura autorizzativa perché palesemente discrezionale;

se non ritenga il Governo di, concerto con la regione di non consentire nella regione Sardegna, proprio per le sue caratteristiche naturalistiche ambientali delle coste, qualsiasi progetto relativo a impianti eolici off-shore. (5-06932)