• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16212 [Porre limiti precisi a tutte le nuove costruzioni, tutelando le aree di pregio naturalistico]
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Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16212 presentata da BRUNO MURGIA
mercoledì 23 maggio 2012, seduta n.637
MURGIA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

il cemento sta ingoiando l'Italia;

questo è l'allarme che Fai e Wwf lanciano contro la continua distruzione del paesaggio, la risorsa più preziosa;

non è la previsione di qualche «Cassandra» ambientalista, ma il risultato d'una ricerca scientifica promossa dall'Università dell'Aquila, con l'Università Bocconi di Milano, che ha analizzato i piani regolatori di 11 regioni;

la proiezione elaborata su questi dati costruisce un viaggio dentro la bella Italia che scompare e che Fai e Wwf hanno illustrato lanciando l'allarme;

milioni sono i casi di abusivismo edilizio che, dal 1948 a oggi, hanno ferito il Paese;

si tratta di paesaggi, terreni agricoli, spazi di aggregazione sociale che non saranno mai più restituiti all'ambiente e alla collettività con un processo irreversibile e in costante crescita;

le cifre disegnano un quadro buio;

l'erosione del suolo, negli ultimi 50 anni, è avanzata a un ritmo incalzante: da un minimo del 100 per cento in Umbria, Liguria, Valle d'Aosta e Friuli, sino a oltre il 400 per cento in Molise, Puglia e Abruzzo e più del 500 per cento in Emilia Romagna;

un caso esasperato è quello della Sardegna: in poco meno di 60 anni le urbanizzazioni sono cresciute del 154 per cento;

il Paese - secondo le associazioni ambientaliste - è rimasto in pratica «seduto» sul suo patrimonio culturale e paesaggistico, oscillando tra scarsa attenzione, disimpegno e condoni;

il paesaggio non è solo «uno stato d'animo», come sosteneva Verlaine, ma una delle risorse migliori;

accanto a questa deriva d'inerzia, ci sono quella dell'illegalità, rappresentata dall'abusivismo edilizio che, dal 1948 a oggi, ha ferito il Paese con 4,5 milioni di illeciti (una media di 207 al giorno) e il lavoro delle cave che «hanno mutilato il territorio scavando 375 milioni di tonnellate di inerti e altri 320 di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali»;

il tutto in un'Italia già così fragile sotto il profilo idrogeologico, in cui il 70 per cento dei comuni è interessato da frane -:

se i Ministri interrogati, alla luce dei fatti sopra riportati, non ritengano opportuno assumere ogni iniziativa di competenza per porre limiti precisi a tutte le nuove costruzioni, tutelando le aree di pregio naturalistico e non arrestando la crescita del Paese, ma armonizzandola. (4-16212)