• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/07491 [Chiarire quali siano i criteri seguiti per l'affidamento dei contratti di consulenza nel Centro italiano ricerche aerospaziali]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07491 presentata da STEFANO PEDICA
mercoledì 16 maggio 2012, seduta n.724

PEDICA, BELISARIO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il CIRA (Centro italiano ricerche aerospaziali) è una società consortile per azioni, oggi a maggioranza pubblica, che vede ASI, l'Agenzia spaziale italiana, come primo partecipante con oltre il 45 per cento; alla maggioranza del capitale sociale partecipano anche il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), la Regione Campania e le principali aziende aerospaziali italiane;

dagli atti trasmessi all'attenzione dell'interrogante, il Centro di ricerche, la cui sede si trova a Capua, in provincia di Caserta, risente da tempo delle conseguenze dovute a gestioni discutibili e personalistiche, più volte riconducibili alle scelte operate dal presidente Enrico Saggese, già presidente di Azienda spaziale italiana (ASI), l'agenzia che controlla il Centro;

dubbie operazioni interne a tali gestioni risultano interessare la questione delle assunzioni, l'aggiudicazione e gestione degli appalti, la manutenzione del CIRA, la gestione e gli affidamenti delle consulenze, delle attività di ricerca, vari benefit e palesi favoritismi;

situazioni tali continuano a porsi in netto contrasto con i dati che invece risultano dai documenti di bilancio del Centro e dagli stessi comunicati stampa, che, al contrario, descrivono una visione quasi idilliaca, sia dell'andamento economico, sia del prestigio internazionale ottenuto dai progetti di ricerca;

considerato che:

per quanto riguarda i metodi di assunzione, da una lettera trasmessa dagli stessi ricercatori del CIRA agli organi di vertice e per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere competente territorialmente, risulta che, nonostante vi fosse regolarmente la possibilità di sfruttare risorse interne altrettanto qualificate, sarebbero stati seguiti criteri assolutamente personalistici, di carattere quasi clientelare;

ancora una volta, così come sembra si sia già verificato all'interno dell'ASI, le persone da ultimo assunte avrebbero evidenti legami con personalità riconducibili alle amministrazioni locali e a membri o consiglieri interni al CIRA e addirittura sarebbe stato assunto dall'esterno il responsabile dell'amministrazione, senza offrire possibilità alcuna alle risorse già impiegate all'interno;

difformemente da quanto previsto dal modello organizzativo è concessa al dirigente dell'ufficio appalti l'autonoma e totale gestione in tutte le fasi di un appalto, selezionando personalmente i fornitori, gestendo la fase di esecuzione e la successiva gestione di molti contratti senza alcun rispetto delle fasi di controllo previste dal decreto legislativo n. 231 del 2001, recante "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300";

in tema di appalti e subappalti, da quanto si apprende dalla lettera sopra citata, la stipula dei contratti avviene in deroga alla vigente normativa antimafia, con la conseguenza di una trasparenza nulla e di ripetuti affidamenti a società direttamente e indirettamente riconducibili a noti politici locali;

fonte di altrettanti dubbi sono anche le reiterate proroghe dei contratti, per mancata aggiudicazione degli appalti;

considerato che:

nessuna selezione tecnica risulta essere presente a giustificazione dell'affidamento dei servizi utili per la manutenzione del CIRA: il subappalto delle opere civili è stato affidato alla società Tekkton, che sarebbe una vecchia conoscenza dell'attuale dirigente, e alla ditta Comin, che ugualmente sarebbe di conoscenza del responsabile della manutenzione e del dirigente del settore tecnico;

il management assiste inerte all'abbandono di alcuni impianti, al fermo degli altri per l'inefficacia della gestione, e allo stato di alto degrado dovuto alla precarietà degli edifici e alla scarsa cura rivolta al loro mantenimento;

il CIRA, pur essendo ancora inserito nell'elenco ISTAT, ha potuto concedere numerosi aumenti di importo rilevante, rinnovando altresì i benefit degli stessi dirigenti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno chiarire quali siano i criteri seguiti per l'affidamento dei contratti di consulenza e se non sia il caso di intervenire per verificare quanto succede con le consulenze legali, che risulterebbero spesso offerte a studi noti a livello politico regionale;

se non ritenga opportuno, soprattutto in tale momento di precarietà economica e sociale, in cui doverosa sarebbe una corretta ed equilibrata razionalizzazione delle spese, sfruttare le risorse interne al CIRA, prima ancora di ricorrere a consulenze esterne o nuove assunzioni;

quali opportune verifiche si intendano porre in atto al fine di accertare se, a fronte della perdita di numerosi clienti internazionali, si stia svilendo la competenza generale del Centro con il solo scopo di consentire nuove assunzioni di personale poco trasparenti;

se non si ritenga necessario intervenire nella gestione e controllo dell'ASI, legata per quote di partecipazioni e per coincidenza di vertice alla struttura del CIRA.

(4-07491)