• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00858 [Eliminare ogni ipotesi di esenzione dall'imu specificamente rivolta agli immobili di proprietà del FIP ]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00858 presentata da FRANCESCO BARBATO
martedì 15 maggio 2012, seduta n.632
La VI Commissione,


premesso che:


il fondo immobili pubblici (FIP), è proprietario di un portafoglio di 394 immobili già di proprietà dello Stato e di altri enti pubblici ad uso non residenziale, occupati prevalentemente da uffici del Ministero dell'economia e delle finanze, da agenzie fiscali, nonché da caserme della Guardia di finanza;


il FIP è gestito dalla società di gestione del risparmio Investire Immobiliare, controllata dalla Banca Finnat, facente capo alla famiglia Nattino, e che vede tra i suoi azionisti anche i gruppi Caltagirone e Benetton, la quale ha stipulato un contratto di affitto con l'Agenzia del demanio per l'intero compendio immobiliare rilevato dallo Stato, della durata di nove anni, rinnovabile automaticamente per altri nove anni, per un valore complessivo di 270 milioni di euro;


in base alle informazioni disponibili sul sito internet www.fondoimmobilipubblici.it il predetto contratto prevede che l'Agenzia del demanio possa liberare una serie di immobili facenti parte del compendio (esercitando il diritto di recesso), a condizione che il canone non si riduca in misura superiore al 20 per cento, secondo la seguente articolazione (su base cumulativa): dal quarto al sesto anno fino al 5 per cento; dal settimo all'ottavo anno fino al 10 per cento; dal nono al decimo anno fino al 15 per cento; dall'undicesimo anno fino al 20 per cento, salvo che, entro il termine dei primi nove anni di contratto (cioè entro il 31 dicembre 2013), l'Agenzia del demanio non dia disdetta e liberi l'intero compendio immobiliare;


secondo quanto riportato dal quotidiano Milano Finanza del 28 febbraio 2012, in un articolo dal titolo: «La Chiesa paga l'ICI, il FIP no», gli immobili facenti parte del patrimonio del fondo sarebbero stati esentati dal pagamento dell'imposta comunale sugli immobili;


tale tematica è stata oggetto dell'interrogazione a risposta immediata in Commissione n. 5-06800 Barbato, svolta presso la Commissione Finanze il 9 maggio 2012, con la quale si chiedeva al Governo se corrisponda a verità la notizia secondo la quale immobili di proprietà del suddetto fondo sarebbero esentati dal pagamento dell'imposizione comunale sugli immobili, al fine di comprendere quale sia la normativa che giustifica tale esenzione;


l'atto di sindacato ispettivo chiedeva inoltre all'Esecutivo di indicare quali iniziative intenda assumere per eliminare tale improprio beneficio e per recuperare le corrispondenti minori entrate, nonché se ritenga di dare la disdetta del contratto d'affitto stipulato con il FIP, alla scadenza dei nove anni, e di trasmettere al Parlamento i documenti relativi al contratto di affitto in essere tra l'Agenzia del demanio e il FIP, nonché all'accordo di indennizzo e garanzia stipulato tra il Ministero dell'economia e delle finanze ed il FIP il 29 dicembre 2004;


il Governo ha fornito alla predetta interrogazione, che intendeva far luce sull'ennesimo aspetto opaco della gestione del patrimonio immobiliare pubblico, una risposta che risulta, ad avviso del firmatario del presente atto di indirizzo, al tempo stesso insoddisfacente e quanto meno sconcertante;



in particolare, appare al firmatario del presente atto sconvolgente che, come ammesso dal Governo, gli immobili trasferiti al FIP godano dello stesso trattamento tributario a cui erano assoggettati prima del trasferimento al FIP medesimo, risultando pertanto esenti dall'imposizione locale sugli immobili nel caso in cui gli immobili trasferiti mantengano una destinazione ad uso pubblico o, comunque, finalizzata all'erogazione dei servizi pubblici;


non si vede infatti per quale motivo un soggetto privato, come la società di gestione del risparmio che gestisce il FIP, debba godere di tale consistente agevolazione nel momento in cui, con le modifiche recentemente apportate dal nuovo Governo con il decreto-legge n. 201 del 2011 alla disciplina dell'IMU, si è voluto ripristinare l'imposizione sulla prima casa ed introdurre un meccanismo di rivalutazione della rendita catastale anche degli immobili di abitazione, incrementando notevolmente il carico tributario su tutti i cittadini, anche su coloro che versano in una difficilissima situazione a causa della recessione economica;


quello che il citato atto di sindacato ispettivo ha consentito di portare alla luce costituisce dunque l'ennesimo favore che l'attuale Governo, come già il precedente, e la maggioranza che lo sostiene, hanno fatto ai grandi gruppi finanziari e bancari nazionali ed internazionali, preferendo tutelare gli interessi di soggetti che sono alla radice dell'attuale crisi economica piuttosto che difendere le ragioni dei cittadini comuni, dei disoccupati, dei precari e degli imprenditori onesti, «strangolati» dalla rapacità delle banche;



è dunque indispensabile correggere quanto prima questa incredibile distorsione dell'ordinamento tributario, eliminando ogni forma di esenzione per gli immobili trasferiti al FIP e recuperando le ingenti minori entrate che tale agevolazione ha determinato;


nell'attuale situazione di crisi della finanza pubblica occorre, inoltre, assicurare finalmente una gestione più trasparente ed efficiente dell'enorme patrimonio immobiliare pubblico, che costituisce una ricchezza per l'Italia e per tutti i cittadini e che potrebbe rappresentante un elemento fondamentale per reperire le risorse indispensabili a sostenere il rilancio economico del Paese, evitando di ricorrere ad uno strumento, quello della leva fiscale, che sta «strangolando» le famiglie meno abbienti e gli imprenditori onesti, già in grave difficoltà a causa della negativa congiuntura economica in atto,

impegna il Governo

ad assumere quanto prima le necessarie iniziative, anche normative, per eliminare ogni ipotesi di esenzione dall'imposizione comunale sugli immobili specificamente rivolta agli immobili di proprietà del suddetto FIP e per recuperare le corrispondenti minori entrate, nonché per dare disdetta del contratto d'affitto stipulato con il FIP stesso dall'Agenzia demanio.


(7-00858)«Barbato».