• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16069 [Acquisire i dati ambientali del monitoraggio eseguito, in novembre 2011, dall'A.r.p.a.c. sulle acque di falda in prossimità del sito Agrimonda]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16069 presentata da FRANCESCO BARBATO
martedì 15 maggio 2012, seduta n.632
BARBATO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

Agrimonda srl è una società addetta alla commercializzazione di prodotti per l'agricoltura, inclusi quelli chimici quali pesticidi, fitofarmaci, concimi fertilizzanti e altro; attività esercitata su un'area di circa 2700 metri quadrati su cui insistono una palazzina di due piani adibita ad ufficio e un capannone in cui è stoccata la merce;

il 18 luglio 1995 alle ore 3,02 scoppia un incendio, sul posto accorrono i vigili del fuoco di Nola (Napoli), data l'entità del rogo (colonna di fumo alta circa l00 metri e con un raggio di 30-40 metri, di colore bianco con venature giallastre e arancione) sul luogo arrivano anche squadre da Afragola e Pianura. Il responsabile dell'ASL NA4 richiede l'intervento dello SCIA e consiglia al sindaco di emettere un'ordinanza cautelativa di sgombero della popolazione per un raggio di 500 metri dal sito in fiamme; consiglia anche di ordinare la sospensione della raccolta, dei prodotti agricoli coltivati nel raggio di 500 metri per almeno venti giorni. Solo con l'arrivo delle schede tecniche dei prodotti stoccati (via fax ore 11.30), vigili del fuoco e Asl realizzano che l'acqua non è il mezzo di spegnimento più adatto, dunque si proseguirà con materiale inerte (sabbia e terra) da versare sul cumulo; si decide inoltre di far indossare gli autorespiratori agli operatori coinvolti nello spegnimento. L'incendio viene domato alle ore 14.00 dello stesso giorno, le operazioni di ricoprimento continueranno fino alle ore 22.00;

sulla base dei dati forniti dalla proprietà, si evince che al momento dell'incendio sono presenti circa 235 tonnellate di antiparassitari, 750 tonnellate di concimi, 6 tonnellate di plastica, 40.000 litri di pesticidi liquidi: tra i prodotti a maggiore tossicità e presenti in grandi quantità, vi sono Antracol Fort Blue/Bianco (fungicida), Basamid (insetticida), Galben Blu/Bianco (fungicida), Linuron (diserbante), Pirimor (insetticida), Tairel M 8-65 Bianco/Blue (fungicida), Tiosol (insetticida), Vapam (fungicida), Seccattutto (erbicida);

al mese di maggio 2012 da quell'incendio, il sito si presenta occupato in gran parte dal cumulo residuale del rogo e dai resti della palazzina, che versano in stato di completo abbandono, incluso il locale seminterrato da cui «proviene un cattivo odore di prodotti chimici» cit. relazione CTU (Ottobre 2010) Tufano + 20 Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed altri (Trib. NA Xa Sez. Civ. G.U. dottoressa Sica R.G. n. 9376/09);

il cumulo residuale del rogo, che in base a quanto riferito dai proprietari dovrebbe poggiare su una soletta di calcestruzzo, ha un'altezza di circa 2 metri ed è ricoperto da un telo impermeabile, ancorato alle pareti laterali della palazzina con listelli e al muretto perimetrale di calcestruzzo, su cui è posizionata una rete metallica con lamiera;

il telo è stato sostituito più volte a causa delle discontinuità che si sono formate negli anni: osservando, dall'alto, il cumulo è facile rilevare, come ancora oggi il telo stesso risulti danneggiato, consentendo la fuoriuscita di emissioni gassose dal cumulo verso l'ambiente esterno;

le indagini eseguite sulle matrici ambientali (suolo, acque sotterranee e aria) non hanno evidenziato criticità, ma la superficialità e lo scarso rigore tecnico-scientifico con cui pare siano state svolte, ne hanno ridotto drasticamente la significatività;

per le indagini sulle acque di falda sono stati monitorati i pozzi a monte e non a valle del sito; inoltre, la ricerca dei pesticidi nelle acque è stata fatta secondo una lista che non ha tenuto conto dei principi attivi delle sostanze stoccate nel sito;

non è mai stata effettuata una campagna di monitoraggio dell'aria intorno al sito, nonostante, fin dai primi giorni dopo l'incendio, i cittadini hanno lamentato un forte e costante odore di fitofarmaci e idrocarburi: solo nel 2007 e nel 2008, in alcuni rilievi puntuali, vengono registrati dall'ARPAC picchi di benzene, toluene e xilene, ma vengono attribuiti dalla stessa ARPAC «alla combustione dei carburanti per autotrazione»;

nel luglio 2008, Iacorossi Spa, incaricata dal commissariato alle bonifiche di procedere alla bonifica del sito, svolge una serie di campionamenti e misurazioni sul deposito, tra cui la caratterizzazione dei gas interstiziali prelevati in 18 pozzetti: ecco alcuni dei valori rilevati:

idrogeno solforato 52,0 mg/m3 (pz5), 93,20 mg/m3 (pz12), limite di legge 14 mg/m3;

etilbenzene 405,14 mg/m3 (pz15), limite di legge 434 mg/m3;

xileni 3.015,04 mg/m3 (pz15), 591,54 mg/m3 (pz16), limite di legge 434 mg/m3;

trimetilbenzene 605,14 mg/m3 (pz7), limite di legge 123 mg/m3;

i vari enti e/o professionisti, incaricati di redigere indagini e/o piani, hanno sempre riconosciuto l'elevata tossicità e pericolosità del cumulo, concludendo le loro relazioni e proposte con la richiesta di immediata rimozione del materiale;

nel 2005 un pool di tecnici, incaricato dal comune di Mariglianella, ha redatto un piano per la caratterizzazione e la rimozione del cumulo;

nel 2006, il sito viene inserito nel S.I.N. (sito di interesse nazionale litorale domitio flegreo ed agro aversano); il comune trasmette il piano al subentrato commissariato alle bonifiche, che stima in 8 milioni di euro la cifra necessaria alla rimozione, trasporto e stoccaggio in discarica del materiale; tale costo è da imputare all'elevata tossicità del cumulo da smaltire;

il commissariato alle bonifiche incarica nel 2009, la Iacorossi Imprese di procedere ad attività in situ per provare a ridurre il carico inquinante del cumulo e si sceglie la tecnica del bioventing;

in dicembre 2009 il commissariato alle bonifiche, ormai in liquidazione, riconsegna il sito al comune;

ad oggi, diciassette anni dopo, il cumulo è ancora al suo posto;

i fatti esposti sono talmente gravi da rendere opportuni un monitoraggio ambientale dell'aria, dell'acqua di falda, della terra e un piano di disinquinamento (programma di ricerca e studio di fattibilità tecnico-economico) affidandolo a personalità di comprovata competenza presso dipartimento di scienze ambientali seconda università di Napoli chimica fisica presso il dipartimento scienze ambientali seconda università di Napoli -:

se si intendano acquisire i dati ambientali del monitoraggio eseguito, in novembre 2011, dall'A.r.p.a.c. sulle acque di falda in prossimità del sito Agrimonda e la relazione, inerente i risultati, redatta dal dottor geologo Salvatore de Riggi;

quali iniziative il Ministro intenda assumere sul caso esposto e se non intenda procedere ad una ispezione approfondita, anche per il tramite del Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente, al fine di tutelare la salute delle persone che abitano nel circondario e l'arco di pochi metri dal cumulo. (4-16069)