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Atto a cui si riferisce:
C.4/13509 [Invio di agenti del Nucleo operativi antibracconaggio nel territorio nazionale]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 26 aprile 2012
nell'allegato B della seduta n. 626
All'Interrogazione 4-13509 presentata da
DAVIDE CAPARINI
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame, concernente le attività di controllo svolte nelle valli della provincia di Brescia tra il 29 settembre e il 28 ottobre 2010, preciso che il Nucleo operativo antibracconaggio (NOA) è una struttura dell'Ispettorato generale del forestale dello Stato che assolve, in piena autonomia, i compiti di direzione tecnica e coordinamento delle grandi operazioni antibracconaggio di rilievo nazionale, organizzate con cadenza annuale nelle zone maggiormente interessate dal fenomeno.
Tra gli interventi nazionali eseguiti negli ambiti territoriali interessati dalle principali rotte migratorie dell'avifauna, un rilievo particolare assume la cosiddetta «operazione pettirosso» che coinvolge le valli della provincia di Brescia ed è finalizzata alla tutela dei piccoli passeriformi. In particolare, si tratta di un'operazione volta a contrastare il fenomeno del bracconaggio e a garantire il rispetto della normativa comunitaria e nazionale, anche a tutela dei cittadini che esercitano l'attività venatoria nel pieno rispetto della legalità.
L'operazione pettirosso è posta in essere da un solo contingente, suddiviso in due turni, ciascuno dei quali è costituito da 29 operatori con qualifica di P.G., coordinati da un funzionario responsabile che si raccorda con i reparti territoriali del Corpo forestale dello Stato e, talvolta, con altre Forze di polizia.
Dai controlli eseguiti nel periodo suddetto è emerso che il bracconaggio, nell'area considerata, riveste ancora un ruolo significativo, come dimostrato dalle 93 informative di reato e dalle 97 persone deferite all'Autorità giudiziaria.
Vorrei, tuttavia, evidenziare che i relativi controlli non necessitano di costi aggiuntivi rispetto agli ordinari stanziamenti di bilancio sui pertinenti capitoli di spesa relativi a missioni all'interno e a compensi per lavoro straordinario. In particolare, nel caso in esame, la spesa complessiva è stata di circa euro 50.000.
Per quanto concerne la presenza di associazioni ambientaliste o animaliste nel territorio della provincia di Brescia durante il periodo dell'operazione in questione, tengo a precisare che la presenza di persone riconducibili a dette associazioni non ha creato disturbo o interferenza all'attività di controllo del Corpo forestale dello Stato, essendosi limitate le stesse a svolgere autonomamente attività di sensibilizzazione contro tale fenomeno.
Al riguardo, vorrei evidenziare che il Corpo forestale dello Stato procede alle verifiche esclusivamente con proprio personale, senza alcun «supporto» operativo esterno, anche nel caso in cui gli appartenenti alle dette associazioni dovessero segnalare presunte illegalità.
In proposito, ritengo utile ricordare che il Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 36 del 2004 assicura anche la «vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, con specifico riferimento alla tutela patrimonio faunistico...» e, in quanto Forza di polizia, interviene e si attiva per assicurare all'Autorità giudiziaria i responsabili di reati.
Per concludere, assicuro che il personale del Corpo forestale dello Stato ivi operante, lungi dal porre in essere indiscriminate perquisizioni personali e domiciliari, è sempre intervenuto con professionalità e capacità nel pieno rispetto delle procedure indicate dalle norme vigenti.

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Mario Catania.