• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04003-A/001 [Trapianto polmonare]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/04003-A/001presentato daPALAGIANO Antoniotesto diMartedì 8 maggio 2012, seduta n. 628

La Camera,
premesso che:
la finalità del provvedimento in esame è quello di consentire, in deroga al divieto di cui all'articolo 5 del Codice civile, il trapianto a titolo gratuito e tra persone viventi di parti di polmone, pancreas e intestino, con l'evidente obiettivo di aumentare il numero di pazienti che possono essere sottoposti a trapianto, riducendo così la mortalità conseguente alle liste di attesa. Il trapianto cadaverico, al momento attuale, non è infatti in grado di far fronte al numero elevato di pazienti ammalati;
attualmente il tempo di attesa di un organo cadaverico per i pazienti in lista per trapianto polmonare è molto alto. Secondo i dati a ottobre 2010, del Centro nazionale trapianti, detto tempo di attesa è pari mediamente a circa due anni, e a questa lunga attesa corrisponde una mortalità estremamente elevata, pari a 12,85 per cento, che è la più alta fra tutti i pazienti che attendono un trapianto d'organo;
i dati statistici di sopravvivenza del trapianto di polmone sia da cadavere che da vivente (consentito all'estero), per quanto notevolmente migliorati restano comunque inferiori, se comparati con i risultati del trapianto di fegato e di rene, e questo anche a seguito di una più elevata percentuale di rigetto cronico che ne condiziona la sopravvivenza;
alla luce di quanto suesposto, sempre nell'ambito del trapianto polmonare da vivente, è quindi assolutamente necessario che vengano maggiormente selezionati e conseguentemente sensibilmente ridotti di numero i centri esecutori incaricati nelle trapiantologia polmonare, individuandoli a tal fine sulla base dell'esperienza finora maturata, e valutando con rigore i requisiti che li rendono idonei a effettuare tale tipo di trapianto;
nel 2011 i trapianti complessivi nel nostro Paese sono stati di un numero di poco inferiore a 3 mila, a fronte di circa 9 mila pazienti in attesa. Analizzando i dati del Centro nazionale trapianti, emerge come su 1.539 trapianti di rene circa 800 sono stati eseguiti al nord, 400 al centro e solo 280 al sud;
le linee guida approvate dalla Conferenza Stato-regioni nel 2002 chiarivano che «per assicurare la qualità dei programmi clinici, gli standard minimi di attività annuale sono individuati rispettivamente in 30 trapianti di rene da cadavere, 25 trapianti di fegato, 25 trapianti di cuore». I controlli spettano alle regioni che, nel caso in cui un centro non raggiunga il numero minimo e il livello medio di sopravvivenza dei pazienti, revocano l'autorizzazione ai trapianti. La realtà però è che su 43 strutture per il trapianto di rene, sedici non hanno superato la soglia dei trenta trapianti annui. Nel caso del trapianto di cuore solo tre centri su sedici hanno superato il numero minimo, mentre per il fegato, su ventidue centri, otto non hanno raggiunto il traguardo dei venticinque interventi l'anno;
è abbastanza evidente la correlazione tra il numero di trapianti annui eseguiti da un centro, e le garanzie che detto centro può fornire in termini di esperienza maturata dal personale medico, di risultati positivi ottenibili, e in definitiva di maggiori garanzie per i donatori e per i malati in attesa di trapianto,

impegna il Governo:

nell'ambito del trapianto polmonare da vivente, a prevedere una rigorosa selezione e conseguentemente una sensibile riduzione del numero dei centri esecutori incaricati nella trapiantologia polmonare, individuandoli e autorizzandoli sulla base dell'esperienza finora maturata, e valutando con rigore i requisiti che li rendono idonei a effettuare tale tipo di trapianto;
a considerare l'opportunità di chiudere quei centri trapianti che non raggiungono gli standard minimi e con basso livello di attività, rispetto a quanto indicato dalle linee guida approvate dalla Conferenza Stato-regioni nel 2002.
9/4003-A/1. Palagiano.